Giochi in scatola

Anomaly: lotta senza pietà nello spazio profondo, la recensione


Anomaly
Autore
Thomas Dagenais-Lespérance
Editore
Starling Games
N° Giocatori
2-4
Età consigliata
14+
Durata Media
1 ora

Anomaly è un gioco da tavolo competitivo 1 contro tutti di Starling Games, azienda già nota a molti per Everdell, sviluppato da Thomas Dagenais-Lespérance.
Pensato per partite della durata di circa 60 minuti per 2-4 persone, a partire da 14 anni di età, Anomaly getterà i giocatori in una lotta senza esclusione di colpi dove saremo allo stesso tempo prede e cacciatori e in palio ci sarà il più ambito dei premi: la sopravvivenza.
Nei panni della misteriosa Anomalia o in quello di uno sparuto gruppo di studenti, dovremo cercare di usare al massimo le ridotte risorse a nostra disposizione per tessere una trama di bluff, trappole e intuizioni quanto più efficace possibile. Gli effetti del caso saranno praticamente nulli: sarà la nostra capacità di ragionare più velocemente degli avversari a determinare il vincitore.

Nota bene al momento in cui scriviamo il gioco è disponibile solo in lingua inglese o francese: questo influenza solo il regolamento e gli schermi di gioco, e una volta imparato a conoscere il significato delle icone sulle carte è un aspetto che si farà sentire ben poco. Ogni traduzione qui presente è nostra e da ritenersi non ufficiale.

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Anomaly: il prodotto

Come di consueto prima di analizzare il gioco in sé andiamo a vederne i contenuti.
Aprendo la scatola troveremo il regolamento di gioco: due volumi in lingue diverse, francese e inglese, di 12 pagine ciascuno. Le regole sono esposte in modo chiaro ed esaustivo, e permettono di gettarsi nella mischia senza alcun dubbio.
Apprezzabile la presenza, nell’ultima pagina, di alcuni consigli tattici per entrambi gli schieramenti: utilissimi per capire come muovere al meglio i primi passi nella TOR-ISS.
Proseguendo troviamo tutta la parte cartonata del gioco: tabellone, minimappe, fustella dei token e dei personaggi, track segna ferite e schermi dei giocatori.
Su questa parta del prodotto il nostro giudizio è quasi completamente positivo. La grammatura è decisamente buona e gli elementi meccanici sono generalmente ben individuabili e leggibili.
A non soddisfarci del tutto sono purtroppo gli schermi dei giocatori. Anticipando fin da subito che a conti fatti si tratta di un non problema vi rimandiamo alle considerazioni per un approfondimento.

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Andando avanti troviamo le carte: in totale 63, di due formati diversi, si presentano con una grammatura che le rende piuttosto resistenti ma non indistruttibili: si consiglia di ricorrere all’uso di bustine protettive per eliminare alla radice ogni eventuale possibilità di danno. Anche qui sia l’aspetto grafico che quello meccanico sono decisamente ben resi.
Per rendere più immediato capire il funzionamento del gioco segnaliamo che le carte sono divise in due categorie:

  • Carte Azione: 36 in totale, verranno usate per compiere le mosse base o, in funzione delle icone presenti, attivare eventuali capacità Speciali.
  • Carte Tracking: 27 in totale, serviranno a indicare come ci saremo mossi sulla plancia e, allo stesso tempo, per dirci quale zone della stazione spaziale saranno raggiungibili (entreremo nel dettaglio in seguito).

Infine troviamo una serie di mini silhouette umane in plastica: 24 in totale, divise in 4 colori diversi, dovranno essere utilizzate per poter “tenere traccia” dei movimenti altrui.

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Chiudiamo segnalando un elemento decisamente gradito: la presenza di alcune bustine ziplock che permettono di dividere tutto il materiale nel modo che riterremo più opportuno, così da rendere decisamente semplice ed immediato intavolare il gioco.
Nota di colore: sul bordo della metà interna della scatola è presente, camuffata da log delle chat interne della nave, una descrizione della situazione di gioco. Un piccolo segno che ci trasmette la cura messa nel progetto.

Anomaly: il setting

Spazio profondo, stazione di ricerca e istruzione TOR-ISS: un luogo pensato per poter impartire agli studenti più dotati una formazione priva di ogni vincolo. Un luogo recentemente messo sotto quarantena a causa di un misterioso incidente che ha costretto i sopravvissuti a fuggire con le navette di salvataggio e a lasciare una struttura popolata solo dai morti.
Almeno in teoria.
Impossibilitati a salire sulle navette, tre studenti sono stati involontariamente abbandonati ad affrontare la causa del disastro: l’Anomalia.
Creatura di origine sconosciuta, mossa da una fame insaziabile, l’Anomalia si muove non vista per le stanze della TOR-ISS nel tentativo di porre fine alla vita dei tre giovani, imparando dagli scontri precedenti ed evolvendosi in forme sempre più letali.
Qualunque sia l’andamento della battaglia, una cosa è chiara fin da subito: solo uno schieramento ne uscirà vivo.

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Anomaly: il setup

La fase di preparazione di Anomaly è nel complesso veloce ed agevole.
Per prima cosa dovremo stabilire chi vestirà i panni dell’Anomalia; tutti gli altri andranno a formare lo “schieramento” degli Studenti
Disposta la plancia centrale dovremo porvi sopra 6 token Energia , al centro, la pila dei gettoni Radiazione. A fianco andrà disposto il tracker delle ferite con tre segnalini dedicati.
Dovremo quindi mescolare il mazzo azioni e distribuire alcune carte a chi riveste il ruolo di studente (il numero delle carte varia da un minimo di 3 fino ad un massimo di 7 in base al numero dei giocatori che compongono questa fazione)
L’Anomalia dovrà invece prendere i token Azione e Evoluzione.

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Ogni giocatore riceverà inoltre uno schermo e una minimappa.
Il resto delle componenti di gioco potrà semplicemente essere messo sul tavolo in una posizione comoda per tutti.
Da ultimo i giocatori Studenti dovranno scegliere, in maniera autonoma e senza poter prendere accordi tra loro, la posizione iniziale del proprio personaggio (che dovranno segnale sulla minimappa personale con uno standee) e, utilizzando le carte Tracking, scegliere quale dei tre simboli presenti nella stanza scelta mostrare.
Ad esempio: il giocatore verde decide di voler partire dalla stanza a lui più vicina. Qui sono presenti i simboli Fisica, Laboratori e Fuoco. Dopo aver posto sulla minimappa il suo alter ego in cartone, sceglie di mostrare a tutti il simbolo Fuoco.
Fatto questo potremo cominciare a giocare: a conti fatti preparare da zero una partita Ad Anomaly richiederà pochi minuti.

La TOR-ISS

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Per poter capire a pieno l’andamento di una partita di Anomaly sarà necessario una piccola digressione atta ad illustrare come sia “costruita” la plancia di gioco dove andremo a muoverci.
Di forma circolare, è divisa in tre cerchi concentrici, ciascuno dei quali è a sua volta costituito da 4 stanze. Oltre a queste vi sono cinque spazi vuoti, non attraversabili: i pontili di attracco per le navette e il reattore nucleare centrale.
All’interno di ciascuna delle dodici stanze praticabili è presente una tripletta di simboli (ad esempio una chiave inglese, un radar e il simbolo della sezione medica): come vedremo a breve, saranno fondamentali per gestire e studiare gli spostamenti sulla plancia e alcune azioni di gioco. Importante sapere che ogni tripletta è unica (cosa che permette di identificare in maniera univoca ciascuna stanza) e che ogni simbolo compare in solo 4 stanze. Tenete a mente questa particolarità: sarà fondamentale per avere ben chiaro il funzionamento del sistema di “tracciamento” degli avversari.

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Anomaly: come si gioca

Una partita di Anomaly è costituita da un numero non definito di turni all’interno di ciascuno dei quali è possibile individuare due fasi che si susseguono secondo un ordine preciso : Studenti e Anomalia. Per rendere quanto più semplice possibile illustrare l’andamento di un turno divideremo l’esposizione dello stesso in base alla fazione di appartenenza.

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Gli Studenti possiedono due azioni base: Muovere e provare a Tracciare l’Anomalia. per ciascuna di queste opzioni dovremo prendere una carta Azione dalla mano e porla nella pila degli scarti.
Nel primo caso, intuitivamente, sposteremo il nostro personaggio da una stanza ad un’altra collegata. Tale spostamento dovrà essere segnato segretamente sulla miniplancia personale. Inoltre ,in funzione dei simboli presenti sulla stanza scelta, dovremo porre sul tavolo, visibile a tutti, una carta tracking che riporti uno dei simboli presenti nella stanza. Facciamo un esempio: partendo dalla stanza già indicata (quella con i simboli Fisica, Laboratori e Fuoco) il giocatore verde decide di spostarsi in quella che riporta i simboli Fisica, Camerate e Ingegneria. Avendo inizialmente messo sul tavolo il simbolo Fisica dovrà scegliere quale tra Camerate e Ingegneria “giocare”. Va da sé che questo fornirà a tutti i presenti indizi su quale possa essere la stanza scelta.
Per provare a Tracciare il nostro avversario dovremo indicare uno dei simboli presenti davanti a noi e chiedere se l’Anomalia si trovi in una stanza che riporti uno di questi simboli.

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Inoltre gli Studenti possono scegliere di compiere un’Azione Speciale tra le nove disponibili (sparare, sparare a distanza, sparare in due zone diverse, posizionare una trappola, usare un’arma contundente, usare un’arma stordente, piazzare dei sensori, muoversi di due stanze e piazzare un’esca). Per farlo dovremo avere in mano una carta Azione che presenti il relativo simbolo. In più, una volta terminata l’Azione Speciale, dovremo consegnare la carta al giocatore Anomalia (cosa che, vedremo a breve, ha un forte impatto sull’andamento di una partita).
Una volta che la somma delle carte in mano agli Studenti scenderà a due (o prima se così vorremo) il gioco passerà in mano al nemico.

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L’Anomalia avrà in ogni turno la possibilità di attivarsi tre volte. Ad ogni attivazione potrà eseguire, nell’ordine che preferisce, un’Azione base e/o una Speciale. In maniera simile, avrà inizialmente a sua disposizione solo due azioni. La prima sarà quella di Muoversi sulla plancia. Come visto in precedenza questo verrà segnato segretamente sulla mini-mappa personale. Ma a differenza di quanto visto per gli Studenti, non dovremo indicare in alcuna maniera la nostra destinazione.
La seconda, Cibarsi. permetterà invece alla misteriosa creatura di recuperare forze. E sarà possibile farlo sfruttando le riserve di energia in giro per la TOR-ISS o, manco a dirlo, attaccando gli studenti.
Per attivare le Azioni Speciali dovrà invece seguire la stessa procedura già vista. Sfruttare le carte ricevute dagli studenti e, in funzione del simbolo presente, scegliere se piazzare/attivare trappole elettriche, Possedere uno studente nella sua stanza e obbligarlo a compiere un’azione, Fiutare (azione simile all’Individuare già esposto), Teletrasportarsi ovunque sulla plancia o Evolversi.

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Sì, perché l’Anomalia potrà anche crescere e adattarsi alla situazione: per farlo dovrà semplicemente scartare due delle carte ricevute e scegliere quale nuova abilità sviluppare tra le sei disponibili.
Abilità che, credeteci, cambieranno molto il modo in cui l’Anomalia potrà agire e influenzare l’andamento della partita.
Ad esempio potremo sviluppare l’Ecolocalizzatore: ogni volta che uno Studente agirà in modo diverso da Muovere, Tracciare o Piazzare una trappola dovrà rivelare la sua posizione sulla plancia.
Oppure potremmo sviluppare Adattabilità: non saremo più legati ai simboli per poter compiere le Azioni Speciali (ma farle ci costerà più carte).

Non vi basta questo scontro brutale per la sopravvivenza? in questo caso siete “fortunati”. Il gioco prevede infatti che alla fine di ogni turno si debbano attivare due sistemi per a mettere sotto pressione i giocatori ed evitare così un gioco troppo improntato all’attesa
Il primo riguarda esclusivamente l’Anomalia: se nel turno non dovesse essere riuscita a cibarsi con successo, allora perderà una ferita.
Il secondo invece colpisce tutti ed è costituito dal costante rilascio da parte del reattore centrale di radiazioni. Queste si diffonderanno per la TOR-ISS secondo uno schema solo parzialmente prevedibile. Terminare il turno in una zona contaminata comporterà la perdita di una ferita.

Considerazioni finali

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La primissima valutazione da fare riguarda il gioco in se stesso. E in tutta onestà non possiamo che dare un giudizio positivo: tutte le decisioni prese dovranno basarsi su un accurato, e sottile, gioco di mosse e contromosse, bluff e e strategia. Cercare di capire dove possa essere il nostro bersaglio senza allos tesso tempo esporsi troppo sarà spesso più sfidante del previsto
Questo soprattutto se consideriamo che alcune azioni (ad esempio usare armi contundenti per gli Studenti o Cibarsi per l’Anomalia) renderanno obbligatorio rivelare la nostra posizione sulla mappa. Farlo, ed aver aver agito sulla base di erronee deduzioni potrebbe risultare molto controproducente.
Ancora: potendo l’Anomalia Evolvere e/o compiere azioni Speciali solo dopo aver ricevuto carte dagli avversari obbliga questi ultimi a valutare con attenzione quando effettuare Azioni Speciali e soprattutto quali fare. Piazzare una trappola potrebbe dare i suoi frutti, ma se volesse dire “regalare” al nostro avversario la possibilità di teletrasportarsi? O ancora: fare un doppio movimento e distruggere parte delle scorte di energia potrebbe far comodo, ma sarà davvero così conveniente farlo considerando che vorrebbe dire consegnare due carte all’Anomalia e permetterle di evolvere?
Ancora: il gioco permette ai membri della fazione umana di discutere apertamente tra di loro. Certo questo vuol dire che l’Anomalia potrà sentire tutto quello che verrà detto…

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Sempre nell’ottica del buon gioco è corretto rispondere anche una domanda che potrebbe sorgere spontanea: ci sono strategie obbligate o vincenti a priori? In linea di massima no, ma è innegabile che alcune opzioni (come l’ecolocalizzazione per l’Anomalia o un uso a volte chirurgico dell’azione Tracciare) saranno fin troppo invitanti per non essere prese in considerazione più spesso di altre. Cosa che, va detto, nel complesso non va ad alterare significativamente l’equilibrio del gioco né tantomeno a incanalarlo in precisi corridoi strategici: sarà solo un altro tassello di cui tener conto quando valuteremo il da farsi.

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Passiamo quindi all’unico elemento fisico che non ci ha soddisfatto a pieno: i minischermi. Per prima cosa ci sono apparsi un filo troppo sottili e, a seguire, leggermente troppo piccoli.
E mentre sul primo “difetto” potremmo tranquillamente soprassedere, le dimensioni ridotte invece hanno creato qualche piccola difficoltà.
In primo luogo perché, per poter includere le regole necessarie a fare degli schermi una sorta di “guida rapida”, il font utilizzato è veramente piccolo. Questo ha portato al prevedibile risultato che il loro uso come fonte di consultazione sia stato prontamente messo da parte preferendo ricorrere al manuale.
In secondo luogo questo riduce la funzione di barriera che dovrebbero svolgere, lasciando parzialmente visibile la minimappa personale del giocatore. Intendiamoci, è una parte veramente piccola: giusto un mezzo centimetro della porzione più bassa; ma se malauguratamente dovesse scappare l’occhio si potrebbero ottenere informazioni che potrebbero influenzare l’andamento della partita. E allora perché più sopra abbiamo detto che, nonostante le premesse, si tratta di un non-problema? Semplicemente perché, per poter veramente capire cosa avviene durante il gioco e come essere incisivi, saremo “costretti” a rivolgere l’attenzione a quanto faranno i nostri avversari/compagni e praticamente non avremo tempo o modo di buttare l’occhio altro; solo avremmo gradito un paio di centimetri in più per cancellare del tutto questa eventualità.

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Detto questo prendiamo in considerazione la durata prevista di una partita: come detto la scatola riporta una stima di 60 minuti. A grandi linee riteniamo sia una valutazione corretta, ma non possiamo non dire che Anomaly è uno di quei giochi dove è veramente difficile stabilire a priori quanto possa durare uno “scontro” visto che moltissimo dipenderà dalla capacità dei giocatori di giocare a ingannarsi, capirsi e colpire. Nella nostra esperienza una mossa sbagliata di uno “studente” ha permesso di concludere una delle partite fatte in 10 minuti, quando la precedente aveva richiesto qualcosa più dell’ora prevista. Senza contare che se tra i partecipanti dovesse esserci qualcuno facilmente soggetto alla “paralisi da analisi” i tempi potrebbero allungarsi sensibilmente. Va comunque detto che la meccanica di “Diffusione delle radiazioni” rende impossibile che le partite possano dilungarsi troppo.

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Sfruttiamo la riflessione su questo “eccesso di pensiero” per introdurre quello che potrebbe essere il vero tallone d’Achille di questo gioco: i tempi morti per chi gioca l’Anomalia. Data l’impostazione di gioco, chiunque rivesta il ruolo della sconosciuta nemesi potrà agire solo dopo che la fazione umana avrà dichiarato il passaggio di consegne. E, nel caso la controparte fosse composta di persone eccessivamente portate all’analisi delle possibilità, questo potrebbe voler dire passare diverso tempo ad aspettare.
Meglio: più che in attesa dobbiamo dire che in questi casi saremo diversamente attivi; non potendo permetterci di ignorare cosa fanno gli avversari, e cercando di carpire informazioni dalle azioni fatte e da quanto si diranno, non sarà mai possibile oziare.
Certo se amate l’azione continua e un veloce botta e risposta questi momenti di (finta) quiete potrebbero farvi storcere il naso e portarvi a pensare che ci si possa annoiare: non sarà così.

Anomaly

Anche sulla scalabilità Anomaly non presenta grossi limiti: giusto usare la fazione umana tende a risultare un po’ meno piacevole nelle partite a due giocatori dove, per ovvi motivi, verrà a mancare la tensione derivata dal non sapere cosa stiano “architettando” i nostri compagni.

Altro elemento da prendere in considerazione è la difficoltà del gioco. E anche qui, a costo di essere ripetitivi, tocca dire che la grossa differenza la faranno i partecipanti. Se dovessimo fermarci alle sole meccaniche, Anomaly è un gioco veramente semplice. A rendere sfidante l’opposizione tra i due schieramenti dovrà essere il guizzo d’ingegno, l’inventiva e la capacità di capire quando e come agire e quando invece restare quieti.
E questo si lega alla rigiocabilità/longevità del gioco. In sé Anomaly ha tutti gli elementi per essere giocato a più riprese, e risultare sempre interessante e sfidante. Elementi che rischiano di venire meno e di essere sostituiti dalla frustrazione se, per qualità personali, uno schieramento dovesse essere troppo “più bravo” dell’altro. Ad ogni gruppo valutare se nelle proprie fila ci sia effettivamente quel giocatore che risulta (troppo?) spesso difficile da battere.

Anomaly

Chiudiamo rispondendo ad una domanda: Anomaly riesce a trasmettere quella sensazione di caccia e costante tensione che dovrebbe caratterizzare una lotta senza esclusione di colpi fatta di agguati, bluff, mosse e contromosse?
La nostra risposta è sì. Qui è obbligatorio decidere con attenzione come muoverci, quando e come agire, perfino quando (o se) parlare. Il tutto sapendo che l’avversario ci studia costantemente e che una mossa falsa può facilmente ribaltare lo status quo o persino porre fine ai giochi.

Anomaly: a chi è rivolto

La prima categoria di giocatori, quasi inutile dirlo, è costituita da coloro che amano competere e “battere” l’avversario. La divisione asimmetrica dei ruoli (nelle partite con più di due giocatori) riesce però a rendere appetibile il gioco anche a chi ama collaborare: certo ci sarà sempre un avversario umano da battere, ma nel mentre si avrà la possibilità di dare vita ad un’azione coordinata con gli altri compagni di sventura.
Il ridotto peso dell’alea lo renderà poi gradito a chi vuole avere quanto più peso possibile sull’andamento della partita. Certamente la pesca delle carte Azione influenzerà le nostre scelte, ma sarà il nostro modo di gestirle a definire quanto il caso peserà (e soprattutto a stabilire con quale passo l’anomalia diventerà più pericolosa): giocare la carta giusta aprirà mille possibilità, farsi prendere dalla smania della vittoria facile (o semplicemente impostare il piano sbagliato) ci chiuderà in un angolo da cui potrebbe essere difficile uscire.

Anomaly

Chiudiamo con quella che probabilmente sarà un’ovvietà: Anomaly non è un gioco per tutti. E per una volta non è tanto l’età, l’esperienza pregressa o il genere di gioco a fare da spartiacque. Per essere affrontato, e vissuto, nella maniera corretta sarà necessario porre costantemente attenzione ed essere concentrati. Dove altri giochi permettono, e perdonano, qualche distrazione o persino di “staccare” quando tocca agli altri giocatori, Anomaly esige di essere sempre presenti: non solo dovremo valutare cosa fare, ma anche non mancare di prendere nota delle azioni altrui siano compagni o avversari. Farlo permetterà di provare quella tensione che dovrebbe accompagnare una lotta senza esclusione di colpi e dare vita ad un’emozionante sfida.

Conclusioni

Anomaly

Anomaly è un gioco che difficilmente non potrà essere apprezzato da chi ama competere e vuole che l’esito della sfida sia determinato esclusivamente dalle scelte fatte, senza che il caso possa metterci lo zampino.
Le meccaniche alla base del tutto sono decisamente semplici da apprendere ma altrettanto complicate da dominare. Fondamentale la capacità di saper “leggere” gli avversari e di sviluppare strategie multiple e adattasi in corso d’opera.
La durata di una partita risente delle capacità dei partecipanti ma difficilmente sforerà di molto l’ora indicata, permettendo così di intavolare facilmente una nuova partita (magari cambiando ruolo).
Sebbene sia godibilissimo anche in due consigliamo di affrontarlo in almeno tre giocatori così da permettergli di esprimere tutto il suo potenziale

Anomaly


Anomaly è un ottimo prodotto. Veloce da intavolare e dalla durata tutto sommato contenuta, riesce a trasmettere molto bene la sensazione di vivere una battaglia senza esclusione di colpi dove un solo errore può costare tutto. Facile da imparare, permette tuttavia di sviluppare strategie complesse. Adatto praticamente a chiunque all'interno del range di età indicato, trova il suo target ideale nei giocatori in grado di rimanere sempre concentrati, valutare le numerose possibilità conseguenti alle scelte avversarie e adattarsi rapidamente ad esse.

Pro

  • Ottimi materiali
  • Meccaniche semplici ma in grado di esprimere profondità
  • Grande rigiocabilità
  • Trasmette molto bene la tensione dello scontro
  • Scala molto bene.

Contro

  • Rischio paralisi d’analisi
  • I tempi morti per l’Anomalia talvolta si fanno sentire
  • Mini schermi un filo troppo piccoli
  • In due perde un po'