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Le fantastiche avventure dell’astronave Orion, krautsci-fi televisiva

Le fantastiche avventure dell’astronave Orion, rintracciabile in DVD, è un’ottima serie TV di fantascienza prodotta in Germania Ovest negli anni ‘60.

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Nota del curatore. Le grandi produzioni cinematografiche e televisive in genere sono statunitensi, qualche volta britanniche e quasi mai di altri paesi. Almeno quelle che vediamo in Europa e in Italia. Per una buona ragione: a hollywood e dintorni c’è più denaro, che attira i talenti maggiori.

Già, ma come nel caso dell’astronave Orion, ci sono alcune notevoli eccezioni. Il problema, semmai, è che ci vuole un altrettanto notevole talento e un’altrettanto notevole dedizione per scoprire, riscoprire e conoscere un gioiello come questo. Pregi di cui, per nostra fortuna, Omar Serafini è portatore.

Articoli come quello di oggi ci ricordano parecchie cose: che ci sono probabilmente molti film e molti libri meritevoli che non conosceremo mai; che per fare una bella serie TV non non ci vogliono per forza le montagne di Hollywood; che la creatività è anche, forse soprattutto, l’arte di arrangiarsi con quel che si ha disponibile. Fossero anche scatole di piselli, un vecchio ferro da stiro o una macchina per il gelato. Perché non è solo l’astronave orione, naturalmente. Il genio creativo si arrangia anche in produzioni più raffinate, e se non ci credete provate a scoprire da dove ho preso l’idea della gelatiera.

Buona lettura e alla settimana prossima

Omar Serafini

Classe 1965, è laureato in Ingegneria Elettronica e in Scienze della Comunicazione, con una tesi sulla Storia e critica della filmografia di Godzilla del periodo Showa. Ha curato molti prodotti dedicati al genere kaiju eiga, e ha collaborato con Fantascienza.com, e Università dell’Insubria di Varese nell’ambito dei seminari Scienza & Fantascienza. Nel 2011 crea il podcast FantascientifiCast (Facebook Twitter), già vincitore di diversi riconoscimenti. Potete seguire Omar su Twitter.

Settembre 1966: una nuova serie di fantascienza raggiunge gli schermi televisivi, raccontando le avventure di un’astronave che viaggia per la galassia. La coincidenza sembra quasi incredibile, ma non stiamo parlando di “Star Trek”…

Le fantastiche avventure dell’astronave Orion (titolo originale: Raumpatrouille – Die phantastischen Abenteuer des Raumschiffs Orion, “Pattuglia dello spazio – Le fantastiche avventure dell’astronave Orion”) è uno dei più pregevoli esempi di fantascienza avventurosa classica prodotta al di fuori degli USA.

La serie, realizzata in Germania Ovest, fu trasmessa per la prima volta sull’emittente ARD il 17 settembre 1966. Per una curiosa coincidenza solo nove giorni prima, negli Stati Uniti, la NBC trasmetteva Trappola umana (The Man Trap), primo episodio di Star Trek. Oggi sembra difficile immaginare un telefilm di fantascienza prodotto in Europa: negli ultimi anni, tutta la produzione televisiva fantastica arriva dagli Stati Uniti, con qualcosa prodotto in Gran Bretagna; ma tra gli anni 60 e i primi 70 le produzioni europee erano numerose, e di notevole qualità.

Astronave Orion

Vanno ricordate le molte serie inglesi, entrate ormai nella leggenda (UFO, Agente Speciale, Il prigioniero, Spazio 1999), e anche qualche produzione italiana, come il famoso A come Andromeda con Paola Pitagora. In Germania Ovest già dal 1961 riscuoteva grande successo la serie di romanzi di Perry Rhodan, e Le fantastiche avventure dell’astronave Orion andava a raccogliere proprio questo pubblico di appassionati, già abituati a una fantascienza avventurosa ma molto legata ai temi della fantascienza classica americana.

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Malgrado Le avventure dell’astronave Orion siano durate solo sette episodi, conquistarono immediatamente il pubblico tedesco, che in precedenza aveva avuto ben poche occasioni di vedere serie di fantascienza in TV, e ancora oggi può vantare nutrite schiere di appassionati.

Fortunatamente la serie non è rimasta confinata in Germania e ha raggiunto molti altri paesi d’Europa, tra cui l’Italia. Non è mai riuscita però a superare l’oceano ed è rimasta pressoché sconosciuta negli USA. Infatti, oltre alle resistenze dovute alle necessità di doppiarne gli episodi, la serie non fu ritenuta idonea per il mercato statunitense perché girata in bianco e nero, in un momento in cui la televisione a colori si stava diffondendo con grande rapidità negli USA.

Quando fantascienza fa rima con futuro desiderabile

La suggestiva premessa è tipica della fantascienza positivista dei primi anni ‘60: in un futuro remoto i fondali marini verranno colonizzati dalla popolazione terrestre. L’uomo si spingerà anche nello spazio, costruendo avamposti e stazioni spaziali. Per proteggere la Terra e le sue colonie dalle minacce provenienti dal cosmo è stato istituito un complesso sistema di sicurezza di cui fa parte l’astronave Orion VII, una delle navi più veloci della flotta.

Astronave Orion

La Orion VII viene però assegnata al servizio di pattugliamento come punizione per le molteplici insubordinazioni del suo comandante, Cliff Allister McLane (Dietmar Schönherr, scomparso nel 2014). Inoltre, per tenere sotto controllo le sue intemperanze, viene affiancato dall’affascinante tenente Tamara Jagellovsk (Eva Pflug), in qualità di osservatore.

Malgrado inizialmente venga accolta con freddezza da McLane e dal resto dell’equipaggio, Tamara riuscirà a farsi apprezzare come prezioso componente della squadra. Gli altri protagonisti sono l’ingegnere Hasso Sigbjörnson (Claus Holm), il tenente Mario de Monti (Wolfgang Völz), il navigatore Atan Shubashi (Friedrich Georg Beckhaus) e il tenente Helga Lagrelle (Ursula Lillig).

Sulla Terra, la base dell’astronave Orion è situata in un complesso sottomarino. Al momento del decollo l’astronave si distacca dalla struttura portante ed emerge dalle acque creando un vortice turbinoso. Nel corso del secondo episodio – Il pianeta fuori orbita – la Orion VII viene distrutta, ma verrà immediatamente sostituita dalla Orion VIII, una nave identica alla precedente. L’astronave è anche dotata di quattro piccole scialuppe, con un’autonomia limitata.

Ciò che oggi può sembrare una fantasia, potrebbe diventare la realtà di domani. Questa è una fantasia del futuro. Non ci sono più stati o nazioni, c’è solo l’umanità e le sue colonie nello spazio. L’uomo ha colonizzato stelle lontane. Le profondità marine sono state raggiunte per essere abitate. Con velocità oggi inimmaginabili, le astronavi sfrecciano attraverso la galassia. Una di queste astronavi è la Orion, una piccolissima parte di un’enorme Servizio di Sicurezza Galattico, in difesa della Terra contro le minacce provenienti dalla vastità dello spazio. Viaggiamo con la Orion e con il suo equipaggio, durante il suo pattugliamento ai confini dell’infinito …          (narrazione d’apertura)

 

Le fantastiche avventure dell’astronave Orion è stata ideata da Rolf Honold (una sorta di Gene Roddenberry teutonico), autore di tutte le sceneggiature. Con la disponibilità di un budget di 3,4 milioni di marchi, si classifica come una delle produzioni televisive tedesche più costose del tempo.

Effetti speciali e l’arte dell’arrangiarsi

La serie può infatti vantare ottimi effetti speciali, considerata l’epoca di realizzazione e il fatto che si tratta di un prodotto per la TV. Per le riprese dell’astronave furono utilizzati modellini di diverse dimensioni dai 30 ai 160 centimetri di diametro, realizzati in legno, plexiglas e alluminio. Durante le riprese veniva appesa a fili su uno sfondo scuro e per ottenere l’effetto del movimento veniva mossa velocemente la telecamera su binari.

Astronave Orion

L’effetto del vortice marino, sul quale venne sovrapposta l’immagine della Orion, fu realizzato utilizzando una vasca in un centro di ricerca sull’idrodinamica. Le bolle che si vedono durante la risalita dell’astronave nell’acqua sono ottenute con compresse effervescenti di Alka Seltzer. I robot che compaiono nel terzo episodio – I guardiani della legge – sono piccole scatole di latta alte al massimo 30 centimetri. Il pianeta che viene distrutto nel secondo episodio – Il pianeta fuori orbita – è stato realizzato impiegando riso, chicchi di caffè e piselli, che sono stati fatti volare via con una pistola ad aria compressa e ripresi a 120 immagini al secondo.

Anche i set nei quali vennero realizzati gli interni dell’astronave sono elaborati e ricchi di dettagli. La sala comandi e il relativo quadro sono stati realizzati con 10.000 metri di cavo elettrico e 3.200 lampadine, oltre all’uso di materiali vari quali bicchieri di plastica e il famoso ferro da stiro che compare in molte scene. La stessa attrezzatura è stata utilizzata per simulare la sala comando dell’astronave Hydra e altre navi.

L’ambientazione più affascinante è comunque quella per lo Starlight-Casino, il locale dove si ritrovano gli uomini della Orion nei momenti di riposo. Situato all’interno di una base sottomarina, lo Starlight-Casino è protetto da un’enorme cupola di vetro, attraverso la quale è possibile ammirare i fondali marini e la loro fauna. La sua atmosfera sottomarina è ottenuta effettuando delle riprese nell’acquario di uno zoo. Per le riprese esterne è stata utilizzata una cava nei pressi di Peissenberg (una località tedesca). Oltre alla progettazione delle scenografie, nella lingua originale è ritenuta memorabile la terminologia della serie: invece di usare o tradurre dei termini inglesi, la serie ha creato appositamente dei termini originali in tedesco.

L’astronave Orion atterra

Al termine della prima stagione, Honold aveva già iniziato a lavorare sulla seconda, quando la ARD bocciò il progetto e la serie fu chiusa. In seguito Le fantastiche avventure dell’astronave Orion sono state replicate diverse volte in Germania. Spesso si è parlato di un possibile rifacimento in collaborazione con gli USA, una nuova serie sul tipo di Star Trek: The Next Generation, abbastanza recentemente si è parlato di un interessamento da parte del regista Roland Emmerich (Indipendence Day), ma ad oggi nessuno di questi progetti si è mai concretizzato.

Astronave Orion

Per ora gli appassionati hanno potuto continuare a vivere le avventure dei loro eroi solo grazie alle repliche, ai numerosissimi romanzi pubblicati (145), a una serie di fotoromanzi (che riportano quasi integralmente i sette episodi televisivi) alle edizioni in DVD (bellissimo il cofanetto edito da Pulp Video) e al film-antologia (realizzato montando alcuni spezzoni degli episodi originali) Raumpatrouille Orion – Rücksturz ins Kino, realizzato nel 2003.

In Italia l’astronave Orion ha fatto solo poche fugaci apparizioni. La serie è stata trasmessa per la prima volta dalla TV Svizzera Italiana nell’estate del 1972, il mercoledì in prima serata. In quell’occasione furono mandati in onda tutti e sette gli episodi che compongono la serie. In seguito la serie approdò sul primo canale RAI, all’interno de La TV dei Ragazzi, trasmessa con cadenza settimanale alle 17:45, a partire dal 5 novembre 1974. L’emittente nazionale trasmise però solo quattro episodi, replicati pochissime volte. Nel 1984 l’astronave Orion è apparsa brevemente su TMC, per poi scomparire definitivamente dagli schermi italiani. Per l’edizione italiana RAI e l’edizione in DVD a cura della Pulp Video è stato usato il titolo abbreviato Le avventure dell’astronave Orion.

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