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Bleach: l’ultimo capolavoro degli intramontabili Big Three di Shueisha

È disponibile da oggi su Amazon Prime Video la Stagione 4 di Bleach, l’anime tratto dal manga omonimo scritto e disegnato da Tite Kubo. Scopriamo insieme genesi e peculiarità di questo shonen.

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Il fumetto giapponese dei primi anni 2000 non può non passare anche da Bleach, il manga shonen di combattimento scritto e disegnato da Tite Kubo (al secolo Noriaki Kubo) attraverso le pagine del settimanale Weekly Shonen Jump edito da Shueisha.

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Il manga è stato realizzato dall’autore ininterrottamente per 15 anni dal 2001 al 2016 collezionando ben 686 capitoli e 74 volumetti editi ed adattati in tutto il mondo. La serie è arrivata in Italia grazie a Planet Manga che ha pubblicato l’intera opera fra il 2006 ed il 2017.

Bleach è stato apprezzato sia dalla critica che dagli appassionati ed è considerato, assieme a One Piece e Naruto, uno dei “Big Three” ovvero uno dei tre titoli di punta dei primi anni 2000 di Shueisha con vendite stimate intorno alle 120 milioni di copie. Un capolavoro moderno di arte e scrittura che rientra di diritto nell’Olimpo dell’intrattenimento a fumetti, anche se contrassegnato, fisiologicamente, da alti e bassi.

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La genesi di Bleach

Sin dai tempi delle scuole elementari, Tite Kubo desiderava diventare un mangaka. Quando ha intrapreso questa strada si è interessato anche all’architettura e al design ma, alla fine, ha prevalso il suo amore per il disegno e di trasformare questo sogno in una professione. Il sogno poi si è concretizzato con il successo di Bleach.

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Bleach nasce dalle ceneri della precedente serializzazione dell’autore (originario di Hiroshima) avvenuta sempre sulle pagine di Weekly Shonen Jump, intitolata Zombie Powder. La serie non fu accolta positivamente dai vertici di Shueisha. Poco tempo dopo però, arrivò un incredibile endorsement addirittura dal leggendario Akira Toriyama, storico creatore di Dragon Ball. Il sensei lesse l’opera di Kubo scrivendogli di non mollare la professione e di riprovare ancora a sfondare con una nuova storia.

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Tite Kubo ci riprovò ancora: nacque così Bleach che, come detto in apertura, cominciò ad essere effettivamente serializzato nel 2001. Inizialmente era stata pensata una breve serializzazione, circa di cinque anni. I piani originali, infatti, non prevedevano la presenza di una struttura gerarchica per la Soul Society, in particolar modo non includeva i 13 capitani Shinigami che regolano il ramo militare dell’aldilà, definiti nel gergo ufficiale “Gotei 13“, la cui inclusione ha costretto l’autore a dilatare oltremodo i suoi intrecci narrativi. Il manga nasce dal desiderio dell’autore di disegnare uno Shinigami (letteralmente dal giapponese, divinità della morte) vestito in kimono, idea poi concretizzata e divenuta la base per il design dei personaggi principali. Inizialmente, Kubo aveva intenzione di realizzare Shinigami con armi da fuoco, pertanto il titolo pensato fu “Snipe” (dall’inglese sniper, cioè cecchino), poi l’autore ritornò sui suoi passi optando per spade e katane varie e mutò il titolo in “Black” per il colore dei vestiti degli Shinigami, appunto, neri. Tuttavia, la percezione del titolo sembrava troppo generica. Kubo quindi pensò al colore opposto al nero, quindi il bianco, riferendosi stavolta non ai vestiti, ma alle katane che, appunto, sono di colore bianco.

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Poiché anche “White” era troppo banale, l’autore optò per Bleach (dall’inglese candeggina), un composto chimico che si rifà al bianco, dal forte impatto ma che non ha alcun legame con la narrazione, ambientazioni e/o personaggi. A proposito di suoni e gusti, il titolo definitivo è un lampante riferimento all’omonimo primo album in studio della nota band rock-grunge (il cui genere è fortemente amato dall’autore), Nirvana. L’autore non ha mai confermato né smentito questo il riferimento, ma tra gli appassionati è considerata una leggenda metropolitana assodata.

Di cosa parla Bleach?

Ichigo Kurosaki è uno studente delle scuole superiori e sebbene la sua vita proceda regolarmente, in realtà è diverso da tutti gli altri poiché è in grado di veder e fantasmi sin dalla tenera età. Più precisamente, Ichigo può vedere gli spiriti. La sua vita cambierà radicalmente quando un giorno lui e le sue sorelle vengono attaccate da un malvagio, affamato e tormentato spirito conosciuto come Hollow. Quando tutto sembra perduto, Ichigo e le sue sorelle sono raggiunti da uno Shinigami di nome Kuchiki Rukia la cui responsabilità è quella regolare il flusso delle anime tra il mondo dei vivi e l’aldilà, denominato Soul Society in Bleach, che è anche la residenza ufficiale delle divinità della morte. Un altro importante ruolo degli Shinigami è quello inverso, ovvero purificare gli spiriti malvagi (Hollow) prima, per poi spedirli sempre verso la Soul Society.

Durate il combattimento, Rukia resta ferita e per salvarsi è costretta a passare il suo potere ad Ichigo il quale diventa, a tutti gli effetti, uno Shinigami con il compito, fra mille peripezie e ostacoli di ogni genere, di preservare l’equilibrio tra il mondo dei vivi e dei morti.

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Le saghe principali

La quindicennale epopea di Bleach si compone di quattro macro archi narrativi caratterizzati, a loro volta, da brevi saghe che completano il mosaico.

Gli archi narrativi così son composti:

Soul Society (da Capitolo 1 a Capitolo 182)

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Le vicende dell’arco si basano sul protagonista Ichigo Kurosaki, capace di vedere gli spiriti e di guidarli nell’aldilà della Soul Society, e sui suoi compagni di missione mentre uniscono le forze per salvare Rukia Kuchiki, la Shinigami che all’inizio della storia dona ad Ichigo il potere del dio della morte, dall’esecuzione per mano dei suoi superiori in quel della Soul Society.

Arrancar (da Capitolo 183 a Capitolo 423)

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L’arco degli Arrancar, ovvero Hollow che hanno rinunciato alla loro maschera al fine di ottenere poteri simili a quelli di Shinigami, servono l’antagonista Sosuke Aizen nel suo obiettivo di ottenere l’accesso al Palazzo del Re delle Anime (ovvero un’area separata sospesa al di sopra della Soul Society nonché la dimora ufficiale del Re delle Anime e della sua Guardia Reale). Coloro che si oppongono alle volontà di Aizen sono i Gotei 13, rango superiore dell’organizzazione militare della Soul Society, e, appunto, Ichigo il quale è costretto ad un epico e diretto conflitto contro Grimmjow Jaegerjaquez prima e Ulquiorra Cifer dopo a seguito del rapimento della sua amica, Orihime Inoue.

Fullbring (da Capitolo 424 a Capitolo 479)

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La storia riprende diciassette mesi dopo la perdita di Ichigo Kurosaki dei suoi poteri da Shinigami e, conseguentemente, dopo la sconfitta di Aizen. A seguito dell’attacco del suo amico Uryu Ishida, Ichigo decide che è tempo di tornare a possedere i suoi poteri perduti da dio della morte e, per far ciò, si affida all’aiuto dei Fullbringer, umani che hanno acquisito poteri soprannaturali quando le loro madri sono state attaccate da Hollow, in particolare del leader di Xcution, Kugo Ginjo.

La Guerra dei Mille Anni (da Capitolo 480 – conclusione)

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Si tratta dell’ultimo grande arco narrativo che accompagnerà il manga alla sua conclusione col Capitolo 686. L’arco narrativo finale è caratterizzato dal ritorno dei Quincy, umani che hanno sviluppato abilità per difendersi dai corrotti Hollow il cui ruolo, diversamente dagli Shinigami che li purificano per spedirli presso Soul Society, è quello di distruggerli per sempre una volta sconfitti. In questo arco narrativo, i Quincy si mostrano sotto una veste nuova, ovvero come componenti del Vandenreich guidato dal villain finale Yhwach. Il gruppo fa la sua apparizione facendosi notare per la conquista del Hueco Mundo e per l’assalto al Palazzo Reale, dando ufficialmente inizio al secondo grande arco bellico della serie.

Lo stile di Tite Kubo: grafica e storytelling

Tra le fonti di ispirazione di Kubo troviamo non solo elementi di altre celebri serie manga ma anche influenze provenienti dalla musica, dalle lingue straniere, dall’arte in generale e da numerosi film. L’autore, infatti, non ha mai fatto mistero di essersi avvicinato al disegno di entità sovrannaturali e di mostri grazie a GeGeGe no Kirato di Shigeru Mizuki mentre per le scene di combattimento ha indicato Saint Seiya di Masami Kurumada come sua fonte di ispirazione.

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Tite Kubo è sempre stato affascinato dalla mitologia, dai mostri, e più in generale dal concetto dell’aldilà cioè che vi sia un vero e proprio mondo in cui i defunti “abitino” dopo la morte. 

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In merito allo stile grafico, Kubo pone al centro dell’attenzione del lettore i personaggi e i loro movimenti. Osservando le tavole, è possibile notare come l’autore spinga sul dettaglio e sul character design, dalla fisionomia fino ai costumi e agli accessori, tralasciando spesso ambientazioni e sfondi. Le scene d’azione e i combattimenti sono realizzati in maniera quanto più possibile realistica e l’autore pone una particolare attenzione nel realizzare ferite realistiche al fine di renderli credibili e far comprendere ai lettori le sensazioni che stanno provando i personaggi stessi. Kubo, inoltre, inizia a disegnare sempre il personaggio principale protagonista della tavola che risulta sempre essere quindi la figura più dettagliata nella sequenza.

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Relativamente allo storytelling, invece, Tite Kubo ha dichiarato che prova un grande trasporto quando scrive qualcosa che ha pianificato da tempo. Inoltre, anche se i combattimenti sono spesso sanguinosi e realistici, l’autore non rinuncia al divertimento allentando le tensioni delle battaglie con momenti comici e gag. Nel processo creativo, dalla bozza alla tavola finale, l’autore ha più volte dichiarato di mettere subito su carta tutto quella che ha in testa con l’obiettivo di renderlo il più interessante possibile avvalendosi di tre principi: disegnare scene che davvero vuole realizzare così da far trasparire entusiasmo; rendere il più vivo possibile il legame dei personaggi e la loro interazione; definire al meglio i primi due punti con una buona inchiostrazione.

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Le influenze di Tite Kubo

Le scene di azione e lo storytelling delle tavole di Kubo sono ispirati al cinema, sebbene il sensei non abbia mai svelato effettivamente quali generi o titoli cinematografici lo abbiamo influenzato di più. L’autore stesso, d’altro canto, ha dichiarato che il sottofondo musicale nella sua testa è composto da pezzi di musica rock/alternative rock/punk rock, di cui è grande fan, che lo aiutano a creare le coreografie dei combattimenti. In tal modo riesce ad offrire agli scontri un forte impatto dinamico. Entrando nello specifico, oltre al riferimento ufficioso nel titolo all’album di esordio dei Nirvana citato poco sopra, Kubo-sensei ha dedicato al Capitolo 64 (presente nel Volume 8) il titolo di “Back in Black“, strizzando l’occhio alla hit degli AC/DC. In questo capitolo, Ichigo completa un allenamento all’interno del quale incontra lo spirito della sua Zanpakuto (la katana in possesso di ogni divinità della morte) che gli permette di risvegliare i suoi poteri da Shinigami.

In più, nel Capitolo 446 del manga (Volume 51), un Fullbring (il potere che contraddistingue i Fullbringer, ovvero gli umani che hanno ottenuti poteri quando le loro madri sono state attaccate da spiriti corrotti Hollow) viene battezzato dall’autore col nome Invaders Must Die. Il riferimento è da accreditare ad una canzone dei The Prodigy. All’interno del manga, ancora, sono citati Mike Ness dei Social Distortion (Tite Kubo rivela che è una delle due celebrità preferite del protagonista Ichigo nella scheda del personaggio); Paul Bostaph degli Slayer (la sorella di Ichigo chiama erroneamente, appunto, Bostaph il celebre peluche Kon); Coldplay (citati nel Volume 7 del manga); Burn The Witch (il titolo dell’attuale manga di Tite Kubo, di cui parliamo in conclusione, presenta lo stesso nome di una canzone dei Radiohead).

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L’autore, ancora, ha anche dedicato e condiviso su Spotify una playlist di 68 brani e ognuno di essi dedicato ad un personaggio del manga. Kubo-sensei, in occasione di un’intervista inclusa all’interno dell’artbook Bleach JET, specifica che la musica associata ad un personaggio non è strettamente connessa a dettagli o riferimenti grafici, ma più semplicemente è ispirata al momento e al suo gusto personale.

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Prendendone alcuni a campione, al protagonista Ichigo Kurosaki l’autore ha associato News From the Front dei Bad Religion, per Szayelaporro Granz l’autore ha scelto Rape Me dei Nirvana, per Uryu Ishida abbiamo Idioteque dei Radiohead, per Kenpachi Zaraki c’è Superpredators (Metal Posteard) dei Massive Attack, per Suì-Feng l’autore sceglie She-Wolf dei Megadeth, per Mayuri Kurotsuchi c’è The Dope Show di Marlyn Manson, per Findorr Calius l’autore ha optato per Dance dei Fall Out Boy, per Tesra Lidocruz l’autore opta per Still Standing dei The Rasmus.

La play-list completa è disponibile qui.

Le tematiche di Bleach

Il tema centrale di Bleach è la credenza tradizionale giapponese secondo la quale coesistono regolarmente gli spiriti e umani. Le loro relazioni possono avere risvolti positivi e/o negativi, dipende dalle circostanze, tanto è vero che nel manga non sempre il protagonista Ichigo Kurosaki vive avventure pacifiche con gli spiriti. Bleach, inoltre, strizza l’occhio a tematiche shintoiste relative alla purificazione degli spiriti malvagi attraverso incantesimi, esorcismi e altri rituali. Ancora, il manga di Tite Kubo è ricco di riferimenti culturali e religiosi di qualunque matrice, toccando anche il cristianesimo e la santeria spagnola. La religione, in più, non emerge esclusivamente attraverso l’atmosfera delle pagine, ma è argomento vivo tra i personaggi.

Foto generiche

Il potere in Bleach

Come ogni manga di combattimento, anche Bleach ha una sua concezione di potere, sia spirituale che materiale controllato sia dai protagonisti che dagli antagonisti. Se facessimo un raffronto con gli altri Big Three, in Naruto esiste il chakra e in One Piece l’Haki, in Bleach per identificare l’energia spirituale esiste il Reiatsu la cui forza e tipo cambia da Shinigami a Shinigami.

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Inoltre, ogni Shinigami brandisce una Zanpakuto (spada mieti-anime), ovvero una katana bianca che possiede la capacità di scagliare attacchi riflettendo le personalità, le attitudini e l’anima dell’utilizzatore. La katana condivide un legame carnale con il proprietario e spesso l’aspetto si adatta al tratti distintivi dell’utilizzatore e le capacità mutano al mutare della forza dello Shinigami. La Zanpakuto inoltre può passare attraverso varie trasformazioni dopo che il suo utilizzatore ha imparato a maneggiarla con destrezza. La prima si chiama Shikai (rilascio iniziale), la seconda si chiama Bankai (rilascio finale) ed è uno stato raggiungibile dopo cinque o dieci anni di allenamento da Shinigami esperti.

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Ancora, molti Shinigami possono diventare talmente forti da saper ricorrere al Kido (patto demoniaco), ovvero una magia utilizzata pronunciando un incantesimo. All’interno della serie il Kido viene utilizzato per attaccare, difendere, guarire ferite e anche per effettuare comunicazioni a lungo raggio.

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I personaggi

Un’opera manga lunga 15 anni non può che essere caratterizzata da tanti personaggi divisi in diverse categorie che li contraddistinguono. Uno dei metodi utilizzati da Kubo per “dividere” i personaggi in Bleach è legato all’idioma a cui fanno riferimento. Per esempio i nomi delle spade e delle tecniche degli Shinigami sono ispirate alla letteratura antica giapponese; gli Hollow e Arrancar usano parole spagnole, i Fullbringers usano la lingua inglese e citazioni alla musica rock; i Quincy e Bount sono basati sulla lingua tedesca.

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I Quincy, inoltre, sono ispirati al Sovrano Ordine Militare di Malta e all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme dal momento che le uniformi dei personaggi portano una croce.  Questo “approccio linguistico” del manga, assieme ovviamente al design dei personaggi, rende l’opera multietnica e permette agli appassionati di tutto il mondo di empatizzare con  le pagine dell’opera. Entriamo adesso nel merito di alcuni personaggi di spicco della serie:

Ichigo Kurosaki

Ichigo Kurosaki è un umano divenuto Sostituto Shinigami, ovvero un umano che ha ottenuto da uno Shinigami i poteri della divinità della morte, in questo caso da Rukia Kuchiki.

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In seguito, il protagonista della serie prende consapevolezza dei poteri di Shinigami e di Quincy. Il nome Ichigo può significare in giapponese anche “fragola“, per questo sia nel 1° numero che nell’ultimo, il 74°, Tite Kubo decide di usare il titolo The Death and the Strawberry (“strawberry” è fragola in inglese). La Zanpakuto di Ichigo incarna lo spirito di Zangetsu (Luna Tagliente) ed essa si può evolvere in forma Shikai e in forma Bankai liberando tutto il potere della katana, sia in velocità che in resistenza. Ichigo ha anche i poteri da Quincy, ereditati dalla madre. Spingendo al massimo il Reiatsu, Ichigo può liberare la Blut (dal tedesco “Sangue”), appunto, attraverso i vasi sanguigni per aumentare drasticamente il proprio potenziale offensivo o difensivo. Oltre al Blut, Ichigo può anche ricorrere al Blut Vene di stampo difensivo. Essa crea una difesa che consente di resistere anche ad attacchi di grande potenza.

Orihime Inoue

Orihime Inoue è una umana Fullbringer che vive nella città di Karakura e studia nella medesima città.

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Il potere di Orihime si chiama Shun Shun Rikka (Sei fiori dello scudo di Ibiscus) ed è costituito da sei piccole fate che risiedono nel fermacapelli che tiene sempre con sé e che le fu donato dal fratello defunto. L’oggetto ha la forma di sei petali, da cui prende il nome la tecnica. Orihime vanta anche dei poteri speciali di percezione. Essa è in grado di rilevare Hollow e battaglie in corso di svolgimento anche a lunga distanza. Se concentrata, può percepire il Reiatsu delle persone dentro barriere protettive.

Renji Abarai

Lo Shinigami Renji Abarai è il Vice-Capitano della Sesta Brigata.

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La Zanpakuto di Renji si chiama Zabimaru (Coda di serpente) e si attiva con il comando Roar o Howl. Lo Zanpakuto di Renji possiede la capacità di separarsi in diversi pezzi e allungarsi a piacimento, consentendogli fluidi spostamenti e un effetto distruttivo. La versione completa del Bankai di Renji si chiama Hihio Zabimaru (Zabimaru, Re dei babbuini) e la sua katana diventa uno scheletro gigante che ricorda un serpente.

Sosuke Aizen

Sosuke Aizen è uno dei principali antagonisti della serie, nemico numero uno dell’arco narrativo degli Arrancar, ed è uno Shinigami affiliato al Gotei 13 sino al suo tradimento.

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La Zanpakuto di Aizen si chiama Kyoka Suigetsu (Fiore allo specchio, Luna riflessa nell’acqua), riferimento ad un modo di dire cinese che indica che sono entrambe cose che possono essere viste ma non toccate, in relazione al suo potere illusorio. Lo Shikai viene rilasciato al comando “spezzati” il quale crea un’illusione totale nella mente dell’avversario che coinvolge tutti e cinque i sensi. Aizen, nonostante abbia capacità già eccezionali, è in grado di incrementare ancora di più le sue abilità, portandole ad un livello che va oltre la concezione degli Shinigami e degli Hollow. Tutto ciò è reso possibile grazie al Hogyoku, ovvero Aizen non solo può create il suo esercito di Arrancar, ma potenzia anche sé stesso garantendo una reazione istintiva di protezione da eventuali attacchi.

Rukia Kuchiki

Rukia Kuchiki è l’attuale Capitano della Tredicesima Brigata e la sorella adottiva di Byakuya Kuchiki. Kuchiki sarebbe dovuta essere, nei piani originali di Kubo-sensei, la protagonista di Bleach, ma fu sostituita da Ichigo che stravolse i suoi piani.

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La Zanpakuto della Shinigami Rukia, chiamata Sode no Shirayuki (Manica di Neve Bianca), è una katana completamente bianca con un nastro dello stesso colore sull’elsa. Come tutte le Zanpakuto di Shinigami di valore anche quella di Rukia possiede un suo Shikai, che può essere richiamato al comando “danza”. Il suo Bankai si chiama Hakka no Togame (Punizione della Nebbia Bianca) e si manifesta in una colonna di vapore ghiacciato che si innalza nel punto in cui è avvenuto il rilascio.

Mayuri Kurotsuchi

Mayuri Kurotsuchi è uno ShinigamiCapitano della Dodicesima Divisione e il Presidente dell’Istituto di Ricerca degli Shinigami.

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La Zanpakuto di Mayuri è Ashisogi Jizo (Jizo mozzapiedi, secondo la credenza giapponese, è un bodhisattva che veglia sui bambini e sul regno dei morti). Quando non è rilasciata, la spada presenta diverse punte acuminate che sporgono dall’elsa. Lo Shikai, attivato al comando “estirpa” o “cancella”, trasforma Ashisogi Jizo in una sorta di tridente deformato con lame rivolte verso l’esterno la cui guardia assume la forma di testa di bambino con le mani giunte in preghiera (è l’immagine con cui di solito viene rappresentato Ksitigarbha). Il Bankai, che prende il nome di Konjiki Ashisogi Jizo (Jizo mozzapiedi color oro), trasforma Jizo in un colossale bruco dalla testa di bambino, sulla cui nuca è sospesa una grande aureola d’argento.

Toshiro Hitsugaya

Toshiro Hitsugayaè il Capitano della 10^ Divisione nel Gotei 13 ed è uno degli Shinigami più potenti della Soul Society, nonché uno dei più giovani.

Toshiro

La sua Zanpakuto si chiama Hyorinmaru (Luna piena congelata) ed è forgiata dal potere elementale dell’acqua. Lo Shikai viene rilasciato al comando “regna sui cieli ghiacciati” e dall’elsa della spada si protende una lunga catena che termina con una piccola lama a forma di luna crescente. Il suo potere consiste nell’abbassare la temperatura dell’acqua, rendendola ghiaccio e potendo così comandarlo. Il suo Bankai si chiama Daiguren Hyorinmaru (Anello di Ghiaccio del Grande Loto Scarlatto), riferimento all’ultimo girone dell’inferno buddista dove le carni dei dannati vengono lacerate dal freddo. Quando lo attiva, dalle spalle alla schiena si formano due grandi ali di ghiaccio e sul fondoschiena una coda. Le gambe e le braccia vengono ricoperte dal ghiaccio fino a trasformare piedi e mani in zampe e artigli.

Kisuke Urahara

Kizuke Urahara è l’ex Capitano della Dodicesima Brigata e fondatore e primo presidente dell’Istituto di Ricerca e Sviluppo dei Shinigami. Attualmente vive nel mondo degli umani dopo essere stato esiliato e possiede dove possiede un piccolo emporio, “Urahara Shop”, nel quale vende oggetti per gli Shinigami.

Kisuke

Anche se non l’abbiamo visto combattere al massimo delle sue potenzialità, si ritiene che Kisuke Urahara sia uno dei personaggi più potenti di Bleach e uno dei più completi, poiché ha sviluppato in modo efficiente le varie discipline degli Shinigami. Il potere di Urahara si estende anche all’uso del Kido e, come di consueto, alla classica Zanpakuto. La Zanpakuto di Kisuke è Benihime (Principessa cremisi) ed è una delle poche contraddistinte da un spirito femminile al suo intermo. Nella sua forma sigillata, Benihime presenta la forma di una lama nascosta all’interno del bastone che Urahara usa. La Zanpakuto può evolversi in Shikaiin questa forma la lama diventa leggermente più larga e curva, e in Bankai (quest’ultima non mostrata, ma confermata).

Shigekuni Yamamoto Genryusai

Shigekuni Yamamoto Genryusai è il Capitano della 1^ Divisione del Gotei 13, nonché il Comandante Generale di tutte le Divisioni.

Shigekuni Yamamoto Genryūsai

Il leggendario Shinigami è un grande utilizzatore delle tecniche corpo a corpo, ovvero l’Hakuda. La tecnica si divide in due varianti: Ikkotsu, consiste sostanzialmente in un semplice potentissimo pugno, e Sokotsu, ovvero un pugno a doppia mano. La Zanpakuto di Yamamoto si chiama Ryujin Jakka (Fuoco delle Lame che Scorrono). Nella sua forma sigillata assume il normale aspetto di katana, sebbene sia nascosta all’interno del bastone da passeggio dell’anziano Shinigami. Essa è forgiata dal potere elementale del fuoco. Il suo Shikai prende il nome di Ryujin Jakka si attiva al comando “Riduci l’intero Universo in cenere”. Quando Ryujin Jakka viene rilasciata, l’area intorno al capitano viene consumata dalle fiamme. Il Bankai, invece, prende il nome di Zanka no Tachi (Spada delle Braci). La fiamme generate da Ryujin Jakka spariscono definitivamente e la lama si annerisce come fosse bruciata e rovinata dal fuoco.

Byakuya Kuchiki

Byakuya Kuchiki è il Capitano della 6^ Divisione del Gotei 13 avversario principale di Ichigo durante l’invasione nella Soul Society, nonostante sia uno Shinigami “buono”.

Byakuya

La sua Zanpakuto si chiama Senbonzakura (Mille Fiori di Ciliegio) e rilascia lo Shikai al comando “disperditi”. La lama si divide così in mille minuscole lame, che ricordano appunto petali di ciliegio, i quali si muovono seguendo la volontà di Byakuya. Quando sprigiona il suo Bankai, la Zanpakuto prende il nome di Senbonzakura Kageyoshi (ombra severa dei mille ciliegi). Mille spade sorgono ai lati di Byakuya e ciascuna di esse si divide in altre innumerevoli lame. In totale lo Shinigami è in grado di ricorrere a un centinaio di milioni di lame, quindi, in un solo secondo l’avversario viene colpito talmente tante volte al pensiero dell’utilizzatore da essere ridotto in polvere.

Zaraki Kenpachi

Kenpachi Zaraki è uno Shinigami e Capitano della 11^ compagnia del Gotei 13.

Kenpachi

La Zanpakuto prende il nome di Nozarashi (consumata dalle intemperie, riferimento al “Nozarashi Kiko” di Matsuo Basho). Lo Shikai viene rilasciato al comando “ingurgita” e la Zanpakuto diventa così un’enorme mannaia dal lungo manico fasciato da bende e dalla punta squadrata. Il Bankai di Kenpachi viene attivato da Yachiru Kusajishi. Una volta in circolo, la carnagione di Kenpachi assume una colorazione rosso vivo, i suoi denti diventano zanne, spuntano corna sulle sue tempie e segni neri simmetrici su volto e petto dandogli un aspetto assai simile a quello di un Oni.

Kugo Ginjo

Kogo Ginjo è un Fullbringer, leader e componente numero 1 dell’organizzazione nota come Xcution, ex sostituto Shinigami e, soprattutto, nemico principale dell’arco narrativo Fullbring.

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In qualità di Fullbringer, il Fullbring di Kugo si chiama Cross of Scaffolds (Kurosu obu Sukyafforudo). L’oggetto che caratterizza il suo potere è il pendente che può evolvere in una spada. Kugo può fondere il distintivo di evoluzione in sostituto Shinigami alla sua lama Fullbring per crearne una nuova ricavandone una vera e propria Zampakuto. In questo stadio, infatti, Cross of Scaffolds può considerarsi un classico rilascio del Shikai. Di conseguenza, il Shikai può anche potenziarsi in Bankai e il risultato è un cambio di aspetto per il personaggio. Gli occhi di Kugo diventano simili a quelli di un Hollow, i capelli cambiano il colore in bianco e sulla fronte appare una X. Mediante il Bankai del nemico di Ichigo, la lama permette di lanciare dei raggi energetici che ricordano molto, in coerenza col design, i Cero degli Hollow.

Grimmjow Jaegerjaquez

Grimmjow Jaegerjaques è un Arrancar che inizialmente fa parte dello squadrone di Sosuke Aizen e, più precisamente, è il Sesto Espada. L’aspetto della morte che rappresenta è la distruzione.

Grimmjow

La sua ZanpakutoPantera (in spagnolo si intende “pantera“; in giapponese “re pantera) è connessa al comando “digrigna” e permette a Grimmjow di assumere la forma di un felino umanoide, feroce e rapido. In un’intervista, Tite Kubo ha svelato che il nome di Grimmjow è ispirato a quello dell’architetto Nicholas Grimshaw. Nel Volume 38 appare anche la traslitterazione definitiva del suo cognome, ovvero “Jaegerjaquez“.

Ulquiorra Cifer

Ulquiorra Schiffer era uno dei più potenti Arrancar al servizio di Sosuke Aizen e più precisamente il Quarto Espada. L’aspetto della morte che rappresenta è il nichilismo.

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La Zanpakuto di Ulquiorra si chiama Murciélago (in spagnolo si intende “pipistrello” in spagnolo; in giapponese si intende “Grande Demone dalle Ali Nere) e ha la forma di una katana con la guaina e una maniglia verdi. Il comando di rilascio è “Incatena” o “Imprigiona”. Murciélago scatena energia spirituale nera con contorno verde che cade intorno a Ulquiorra come pioggia. Dopo la connessione, Ulquiorra ottiene un aspetto simile a quello di un pipistrello con due quattro corna, due grandi sul capo e due più piccole sulla nuca, e capelli lunghi. Tite Kubo ha affermato di essersi ispirato al suo nome dall’architetto e disegnatrice spagnola Patricia Urquiola, e il suo cognome da Padre Hubert Schiffer (o Cifer), un sopravvissuto dell’attacco atomico a Hiroshima, la città natale dello stesso Tite Kubo. Il nome del personaggio richiama probabilmente “el que llora“, che in spagnolo significa “colui che piange“, a confermare l’appartenenza iberica degli Arrancar.

Uryu Ishida

Uryu Ishida è un Quincy residente nella città di Karakura. È un membro del Vandenreich appartenente al Schutzstaffel (in tedesco, squadra di milizia di sicurezza) di Yhwach e suo successore. Il suo nome è composto dai caratteri significanti pioggia e drago.

Ishida

Il personaggio possiede tutti i poteri di un Quincy, tra cui il Reishi Heiso – Kojaku, ovvero l’arco a Croce formato di energia blu mediante esso è capace di sconfiggere moltissimi Hollow in un singolo colpo. Fra le altre tecniche caratteristiche vi è: Heilig Pfeil (Freccia Sacra), Licht Regen (Pioggia di Luce), cui nomi sono espressamente concepiti in lingua tedesca, ovvero l’appartenenza linguistica dei Quincy.

Yhwach

Il Quincy Yhwach è l’antagonista principale dell’arco narrativo de La Guerra dei Mille Anni e villain finale della serie. Leader del Vandenreich , viene chiamato Vostra Maestà dai suoi subordinati. Possiede la Shrift “A”, lettera che sta per The Almighty, L’Onnipotente.

Yhwach

Yhwach è l’unico a riuscire a controllare il Bankai di Shigekuni Yamamoto Genryūsai (visto in precedenza) e, di conseguenza, vanta nel suo ventaglio le tecniche tipiche di un Quincy. La più importante è la Spada Spirituale di Reishi. Diversamente dagli altri Quincy i quali manifestano le loro armi come archi, l’arsenale di Yhwach si manifesta nella forma di una spada che ricorda una dadao, dal manico lungo e l’elsa con la forma di un uccello con le ali spiegate. Yhawach vanta inoltre il Sankt Bogen (Arco Santo), Heilig Pfeil (in tedesco “Freccia Sacra”) e, proprio come Ichigo Kurosaki, il Blut, il Blut Vene e il Blut Vene Anhaben. Essendo un Quincy, le tecniche sono ufficialmente trascritte in lingua tedesca.

Bleach negli altri media

Bleach ha raggiunto una fama internazionale tale da essere stato adattato in una longeva serie animata prodotta da Studio Pierrot con la regia di Noriyuki Abe dal 2004 al 2012 con un totale di 366 episodi divisi in 16 stagioni. La serie è interrotta in Giappone dal 2012, ma non tarderà a tornare.

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Tite Kubo stesso ha collaborato attivamente al character design dell’anime, una metodologia di lavoro inusuale a fronte di una serializzazione manga settimanale in corso che ha scadenze estremamente serrate. Questo non fa che elevare ancor di più la grande cura che l’autore ha riservato alla sua opera. Come anticipato poco sopra, nonostante i tanti anni in stallo, la serie animata tornerà prossimamente con l’adattamento degli ultimi eventi del manga, La Guerra dei Mille Anni. L’annuncio è arrivato proprio in occasione del ventennale del franchise, ma la data di debutto è ancora ignota. Nel febbraio 2021 Dynit ha acquisito i diritti dell’anime e viene trasmessa, sia in lingua originale con sottotitoli che con doppiaggio italiano, sulla piattaforma Amazon Prime Video dal 26 aprile 2021. Al momento il servizio offre la possibilità di guardare le prime due stagioni, ma ogni mese ne arriverà una nuova.

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Non solo anime in tv, Noriyuki Abe ha anche diretto ben quattro film animati ispirati a Bleach.

I film animati non sono tratti dal manga, seppur contestualizzati temporalmente tra le saghe già citate, ma i personaggi originali sono ideati da Kubo-sensei in persona. Il primo film si intitola Bleach: Memory of Nobody ed è uscito in Giappone il 16 dicembre 2006; il secondo si intitola Bleach: The DiamondDust Rebellion ed è uscito in Giappone il 22 dicembre 2007; il terzo film è uscito in Giappone il 13 dicembre 2008 e prende il nome di Bleach: Fade to Black; il quarto, invece, si intitola Bleach: The Hell Verse ed è uscito in Giappone il 4 dicembre 2010.

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I primi due film sono arrivati rispettivamente in Italia nel 2010 e nel 2011 in versione Home Video. Il terzo e il quarto sono inediti. Bleach, inoltre, vanta anche un riuscito lungometraggio live-action con attori orientali dal titolo omonimo e creato per rendere omaggio alla conclusione del manga. Il film, licenziato da Warner Bros. e diretto da Shinsuke Sato, è disponibile dal 2018 anche in Italia attraverso Netlfix e si ispira al primo arco narrativo del manga.

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Tornando al versante cartaceo, il manga ha goduto di un breve sequel scandito in due light novel. La prima è stata realizzata da Makoto Matsubara ed illustrata da Tite Kubo. E’ uscita in patria nel 2016 e si intitola Bleach: We Do Knot Always Love You. La seconda, serializzata tra il 2017 e il 2018, si intitola Bleach: Can’t Fear Your Own World ed è raccolta in tre volumetti redatti da Ryogo Narita con le illustrazioni di Kubo-sensei. In Italia la prima è inedita; la seconda invece è disponibile da 2018 con solo il primo dei tre volumetti per Planet Manga.

Entrambe le light novel non si collocano temporalmente dopo la fine del manga, ma sono storie che si piazzano subito dopo la conclusione dell’ultima battaglia finale di Bleach contro Yhwach. Precisamente tra il capitolo 684 e 685 dell’opera.

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Il manga si compone, inoltre, altro materiale come videogames, OAV, artbook e databook per gli appassionati più affiatati.

Gli OAV riferiti al franchise sono due da trenta minuti ciascuno. Il primo si intitola Bleach Jump Festa 2004 Anime Tour: Memories in the Rain ed è stato proiettato al Japan at the Jump Festa 2004 Anime Tour e poi pubblicato in DVD. Questo speciale animato approfondisce il legame tra il protagonista Ichigo e la madre. Il secondo speciale è intitolato Bleach Jump Festa 2005 Anime Tour: The Sealed Sword Frenzy ed è stato svelato durante il Jump Festa 2005 Anime Tour. L’anime si colloca temporalmente rispetto al manga dopo gli avvenimenti dell’arco narrativo della Soul Society.

In merito ai videogame, invece, ne sono stati prodotti numerosi per le console Nintendo e Sony e sono giunti anche in Europa, tra cui: Bleach: The Blade of Fate (2006), Bleach: Dark Souls (2007), Bleach: The 3rd Phantom (2008), Bleach: Shattered Blade (2006Bleach: Soul Resurrección (2011).

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Nel 2021 è atteso solo sulla piattaforma online PlayStation Store di PlayStation 4Bleach Brave Souls. Il videogame è uscito per la prima volta nel 2015 per tutti i dispositivi iOS e Android sotto lo sviluppato di KLab. Ancora, i personaggi di Bleach sono apparsi in altri videogiochi crossover, come ad esempio J-Stars Victory Vs (2014) dove compare Ichigo, Rukia e Aizen, e, più recentemente, Jump Force (2018), all’interno del quale compaiono Ichigo, Rukia Aizen, Renji, Toshiro, Grimmjow e Yoruichi.

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Il franchise vanta anche diversi giochi di carte collezionabili come Bleach Soul Card Battle prodotto da Bandai all’interno del quale due giocatori si sfidano con un mazzo di 60 carte. Come sempre, l’obiettivo è far arrivare a zero l’avversario.

Il presente di Bleach: Burn The Witch

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Bleach, come noto, è ormai concluso dal 2016, ma il suo universo è ancora vivo e vitale grazie al nuovo manga di Tite Kubo-sensei, Burn The Witch. Nato in origine nel 2018 per celebrare i 50 di Weekly Shonen Jump come one-shot autoconclusivo è stato sviluppato, in seguito, in una serie vera e propria divisa in stagioni.

La prima stagione è stata pubblicata in rivista da luglio ad agosto 2020 con 4 capitoli raccolti in un unico volume che Planet Manga porterà in Italia il 26 agosto 2021. La seconda stagione arriverà, ma a data da destinarsi.

La prima stagione è stata già trasposta in un film animato uscito nelle sale cinematografiche giapponesi il 2 ottobre 2020. In Italia è stato lanciato lo stesso giorno sottotitolato attraverso la piattaforma streaming Crunchyroll diviso in tre parti. I responsabili della produzione sono Studio Colorido e il team Yamahitsuji con la regia di Tatsuro Kawano.

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Burn The Witch risponde alla richiesta dell’editore Shueisha di avere una nuova opera originale che riprendesse le atmosfere di Bleach. Tite Kubo ha colto la richiesta al volo tirando fuori dal cassetto un progetto sospeso: la location dove si svolge Burn The Witch doveva essere parte di Bleach inizialmente (ovvero l’ala Ovest della Soul Society, mentre Bleach si svolge in quella orientale), ma l’autore abbandonò l’idea dal momento che il worldbuilding e i personaggi dell’opera erano già variegati e complessi.

Burn The Witch segue le vicende di due ragazze, Noel Niihashi e Ninny Spangcole, impegnate nel ruolo di streghe nell’agenzia Wing Bind. La loro missione è quella di proteggere e gestire i dragoni che abitano Londra per il bene della popolazione dopo aver appurato che queste creature mitologiche hanno causato il 72% delle morti. Le due ragazze si dividono tra Londra e Londra inversa, ovvero location dove avvengono eventi paranormali e fantastici. Qui la gente può vedere i dragoni ed è sempre qui, appunto, che si materializza la parte Ovest della Soul Society.

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Sia che siate lettori neofiti o lettori navigati di manga e non aveste avuto ancora l’opportunità di leggere Bleach, vi consigliamo vivamente di farlo. Si tratta di un’opera essenziale che ha contributo a sdoganare il manga in tutto il mondo agli inizio degli anni 2000 e uno shonen divenuto un classico per i manga di combattimento e che continua ad ispirare le attuali giovani generazioni di scrittori e disegnatore come per esempio Gege Akutami ed il suo Jujutsu Kaisen.

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