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Naruto: curiosità e origini del manga di Masashi Kishimoto

Naruto è una serie manga giapponese scritta e illustrata da Masashi Kishimoto. Racconta la storia di Naruto Uzumaki, un giovane ninja che cerca in tutti i modi di essere apprezzato da tutti coloro che lo conoscono, avendo passato una vita abbastanza travagliata, e sogna di diventare l’Hokage, ovvero il leader del villaggio in cui vive. La storia è raccontata in due parti: la prima è ambientata negli anni pre-adolescenti di Naruto e la seconda nella sua adolescenza. La serie è basata su due manga one-shot di Kishimoto: Karakuri (1995), che è valso a Kishimoto una menzione d’onore nel premio mensile Hop Step di Shueisha l’anno successivo, e Naruto (1997). Scopriamo insieme la storia, le curiosità e i segreti di una delle più celebri opere fumettistiche globabli.

Naruto: breve introduzione all’opera

Naruto è stato serializzato sulla rivista di Shueisha, Weekly Shōnen Jump dal 1999 al 2014, e pubblicato in formato tankōbon (libro) in 72 volumi. Grazie al grande successo avuto con il manga, questo è stato adattato in una serie televisiva anime prodotta da Pierrot e Aniplex, che ha trasmesso 220 episodi in Giappone dal 2002 al 2007 e ha visto un adattamento inglese andato in onda dal 2005 al 2009. Naruto: Shippuden, un sequel della serie originale, è stato presentato in anteprima in Giappone nel 2007 e si è concluso nel 2017, dopo 500 episodi.

Naruto

Oltre alla serie anime, Pierrot ha sviluppato undici film e dodici video d’animazione originali (OVA). Altri prodotti legati a Naruto includono light novel, videogiochi e figurine sviluppate da diverse società. La storia di Naruto continua, attualmente, con il figlio Boruto Uzumaki, in Boruto: Naruto Next GenerationsNaruto, attualmente, è anche la quarta serie manga più venduta della storia con le sue 250 milioni di copie vendute in tutto il mondo in 46 paesi.

La prima parte della storia

La storia della prima parte della serie manga racconta di una potente volpe conosciuta come la Volpe a Nove Code (uno dei nove cercoteri, giganteschi demoni sovrannaturali) che attacca Konoha, il Villaggio della Foglia nascosto nella Terra del Fuoco, uno dei cinque grandi paesi del mondo ninja. In risposta, il leader di Konoha e Quarto Hokage, Minato Namikaze (con sua moglie Kushina Uzumaki) sigilla la volpe all’interno del corpo di suo figlio appena nato, Naruto Uzumaki, rendendo Naruto un ospite della bestia (detta forza portante). Questo gesto porta, però, alla morte del padre di Naruto e il Terzo Hokage torna dalla pensione per diventare di nuovo il leader di Konoha.

Naruto

Proprio per questa ragione, Naruto viene spesso isolato dagli abitanti del villaggio, ma a causa di un decreto emesso dal Terzo Hokage che vieta a chiunque di menzionare questi eventi, il ragazzo non sa nulla dei Nove Code fino all’età di 12 anni, quando Mizuki, un ninja rinnegato, gli rivela la verità. Il ragazzo, però, riesce a diventare un ninja unendosi a Sasuke Uchiha, contro il quale gareggia spesso, e Sakura Haruno, per la quale ha una cotta, per formare il Team 7, sotto un sensei esperto, il ninja d’élite Kakashi Hatake.

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Dopo diverse missioni, Kakashi consente al Team 7 di sostenere un esame ninja, consentendo loro di avanzare a un grado più alto e affrontare missioni più difficili, note come Esami Chunin. Durante gli esami, Orochimaru, un criminale ricercato, invade Konoha e uccide il Terzo Hokage per vendetta. Jiraiya, uno dei tre leggendari ninja, rifiuta il titolo di Quinto Hokage che viene dato a Tsunade. Durante la ricerca di quest’ultima, viene rivelato che Orochimaru desidera addestrare Sasuke a causa della sua potente eredità genetica, lo Sharingan.

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Sasuke, quindi, decide di accettare l’allenamento di Orochimaru, sperando di ottenere da lui la forza necessaria per uccidere suo fratello Itachi. La storia prende una svolta memorabile quando Sasuke, lasciando il villaggio di Konoha, spinge Tsunade a inviare un gruppo di ninja, incluso Naruto, per recuperare il ragazzo. La ricerca termina con uno scontro infruttuoso e con Naruto che lascia Konoha per ricevere un addestramento da Jiraiya e prepararsi per la prossima volta che incontra Sasuke, mentre Sakura diventa l’apprendista di Tsunade.

La seconda parte della storia

La seconda parte della storia è ambientata due anni e mezzo dopo la prima e vediamo Naruto ritornare dal suo allenamento con Jiraiya. L’Organizzazione Alba (il gruppo criminale di Orochimaru conosciuta anche come Akatsuki) inizia a rapire le forze portanti, da cui riesce a estrarre sette uccidendo tutti gli ospiti tranne Gaara, che diventa il Kazekage del suo villaggio (il Villaggio della Sabbia). Nel frattempo, Sasuke tradisce Orochimaru e affronta Itachi per vendicarsi uccidendolo in battaglia, ma viene a conoscenza di un doloroso complotto che lo spinge a legarsi nuovamente con l’Alba per distruggere il Villaggio della Foglia.

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Il leader dell’organizzazione Tobi, travestito da Madara Uchiha (uno dei padri fondatori di Konoha), annuncia di voler catturare tutti i nove cercoteri per eseguire un’illusione abbastanza potente da controllare tutta l’umanità e raggiungere la pace nel mondo. I leader dei cinque villaggi ninja si rifiutano di aiutarlo e invece uniscono le forze per affrontare Tobi e i suoi alleati. Questa decisione si traduce nella prima Quarta Guerra Mondiale Ninja tra gli eserciti combinati dei Cinque Grandi Paesi e le forze di Akatsuki composte da ninja simili a zombi. Sasuke apprende la vera storia di Konoha, comprese le circostanze che hanno portato alla caduta del suo clan, e decide di proteggere il villaggio unendosi a Naruto e Sakura per contrastare i piani di Madara e Obito. Dopo la guerra, Kakashi diventa il sesto Hokage e perdona Sasuke per i suoi crimini. Anni dopo, Kakashi si dimetterà mentre Naruto sposerà Hinata Hyuga e diventerà il Settimo Hokage, allevando la generazione successiva.

Le origini di Naruto

Tutto ebbe inizio nel 1995, quando Shueisha ha pubblicato Karakuri, un manga one-shot di Masashi Kishimoto che ha ottenuto una menzione d’onore all’Hop Step Award nel 1996. Kishimoto, però, non fu mai soddisfatto delle sue bozze per un eventuale seguito e pertanto decise di lavorare su un altro progetto. Quest’ultimo, originariamente, doveva presentare Naruto come uno chef celebre per cucinare ramen, ma questa versione non è mai stata stampata. Kishimoto, in seguito, decise che voleva rendere Naruto un bambino che potesse trasformarsi in una volpe, quindi ha creato un ulteriore one-shot sul personaggio per il numero dell’estate 1997 di Akamaru Jump basato su quell’idea. Nonostante il feedback positivo ricevuto in un sondaggio dei lettori, Kishimoto non era soddisfatto del comparto artistico e della storia, quindi l’ha riscritta come una narrazione sui ninja.

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I primi otto capitoli di Naruto erano stati pianificati prima che apparisse in Weekly Shōnen Jump, e questi inizialmente prevedevano molte tavole che mostravano nel dettaglio il villaggio di Konoha. Al momento del debutto di Naruto, la grafica di sfondo era scarsa perché doveva enfatizzare i personaggi. A questo si aggiunse un’altra preoccupazione legata a un elemento poi divenuto fondamentale per l’opera. Infatti, sebbene Kishimoto fosse preoccupato che il chakra (la fonte di energia usata dai ninja in Naruto) rendesse la serie troppo giapponese, credeva comunque che potesse diventare una lettura piacevole. L’autore, inoltre, era un fan incredibile di Godzilla e la mitologia delle bestie dalla coda è stata introdotta perché Kishimoto voleva una scusa per disegnare mostri.

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Per la Parte II del manga, Kishimoto ha cercato di mantenere la disposizione delle tavole e lo stile della trama semplici così da non confondere il lettore, evitando di “esagerare con il tipico stile manga”. Il suo stile di disegno è comunque cambiato dallo stile classico del manga a qualcosa di un po’ più realistico. Inoltre, poiché desiderava terminare l’arco narrativo che coinvolgeva Sasuke Uchiha alla ricerca di suo fratello Itachi in un unico volume, Kishimoto ha deciso che il volume 43 doveva includere più capitoli rispetto ai volumi normali, ma a sua volta aumentò di prezzo portando a una protesta da parte del pubblico e alle conseguenti scuse dell’autore.

Gli spunti culturali e mitologici

Oltre al sopracitato Godzilla, Kishimoto ha anche preso spunto dalla tradizione zodiacale cinese, che aveva una presenza di lunga data in Giappone. Al riguardo, il principale esempio di uso zodiacale sono proprio i segni delle mani che vengono fatti prima di ogni mossa ninja. Molti elementi traggono, anche, ispirazione da religioni e da filosofie orientali oltre che dal folclore nipponico. Tra i primi esempi spiccano proprio i vari cercoteri come la Volpe a Nove Code, basata sulla figura della kitsune che, nell’arcipelago nipponico, viene considerata una creatura sovrannaturale e a cui vengono attribuiti vari poteri che incrementano col passare degli anni e con l’aumentare delle code (fino a un totale di nove).

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Stessa cosa si può dire per Shukaku, Matatabi e Gyūki, per cui Kishimoto si ispirò rispettivamente agli yōkai (spettri), tanuki (cane procione o nittereute), nekomata (gatto a due code) e ushi-oni (a metà tra un bue orco e un mostro marino con le corna e il muso da bue), mentre il Gorilla a Quattro Code deriva dal personaggio di Sun Wukong del romanzo classico cinese Il viaggio in Occidente e dalla trasformazione in gorilla di Son Goku di Dragon Ball.

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Le maschere ANBU si rifanno ai tengu, creature mitologiche dall’aspetto umano, ma dotate di ali sulla schiena e con una maschera diversa a seconda della loro specie. I tre ninja leggendari sono ispirati al racconto Jiraiya goketsu monogatari così come le creature da loro evocate, che inoltre compongono un gioco simile alla morra cinese. Dall’Hanafuda, un gioco d’azzardo con le carte, deriva invece il nome del trio Ino-Shika-Cho che rappresenta una delle combinazioni di carte che danno punti più punti al giocatore. Infine alcune delle tecniche utilizzate da Maito Gai riprendono il feng shui e i suoi animali guardiani dei punti cardinali: la tigre, la fenice, il drago e la tartaruga.

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Quando il mangaka decise di creare l’ambientazione principale del manga, si concentrò inizialmente sui progetti legati al villaggio di Konoha. L’idea dell’ambientazione gli è venuta “abbastanza spontaneamente senza pensarci troppo”, ma ha sempre ammesso che lo scenario si è basato sulla sua casa nella prefettura giapponese di Okayama e sugli stereotipi che gli occidentali hanno sul Giappone. L’autore ha preso inoltre spunto da edifici realmente esistenti, come il Castello di Iga-Ueno, ospitante uno dei musei ninja più importanti del paese, e lo shachihoko (un animale del folklore giapponese con la testa da tigre e il corpo da carpa) posto sulla sua cima.

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Anche alcuni luoghi occidentali sono stati presi come ispirazione, ad esempio il monte degli hokage presente nel Villaggio della Foglia trae spunto dal Monte Rushmore. Poiché la trama non specifica il periodo storico in cui è ambientata, l’autore è stato in grado di includere elementi moderni come i minimarket e ha pensato di includere anche automobili, aerei e semplici computer, ma non voleva assolutamente armi a proiettili e veicoli di guerra.

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Proprio per evitare l’uso di armi da guerra classici, l’autore ha deciso di creare un mondo magico dove si prediligono le arti ninja. I riferimenti a quest’ultimi sono numerosi: le armi utilizzate nella serie sono ispirate a quelle realmente utilizzate dai ninja, dagli shuriken alle katane, mentre gli equipaggiamenti utilizzati dai jonin e dagli ANBU prendono spunto dai giubbotti mimetici americani PASGT Flak Vest con l’aggiunta di tasche e dai giubbotti anti-proiettile senza spalline.

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Kishimoto ha preferito adoperare un disegno pulito e dei personaggi tratteggiati in maniera realistica per rendere più verosimili gli scontri fisici, riprendendo inoltre scene provenienti da altre serie manga o da film e prendendo spunto dallo stile di disegno e scenografico di altri colleghi e character designer. Uno di questi è stato Tetsuya Nishio, il responsabile del design dei personaggi dell’anime Ninku, di cui Kishimoto era fan, ma soprattutto da Katsuhiro Ōtomo, creatore di Akira e da Hiroaki Samura, autore de L’immortale, di cui ha studiato la suddivisione delle tavole e il ritmo da dare al manga. Nel disegnare i vari personaggi, Kishimoto ha seguito principalmente un percorso costituito da cinque punti principali: ideazione, creazione di una bozza, inchiostrazione, inserimento delle ombreggiature e colorazione.

Il mondo ninja tra poteri e suddivisioni gerarchiche

Il mondo dei ninja è diviso in paesi governati dai daimyo, signori feudali, e alcuni paesi hanno un villaggio ninja in cui viene concentrata e allenata la propria forza militare. Tra questi numerosi paesi, cinque vengono riconosciuti come principali a causa della loro elevata potenza militare: il Paese del Fuoco, il Paese del Vento, il Paese del Fulmine, il Paese della Terra e il Paese dell’Acqua. Ognuno di loro viene rappresentato da una delle cinque alterazioni del chakra e da differenti tecniche ninja e controllo elementale.

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Il capo delle forze militari di un villaggio ninja è il kage, solitamente il ninja più potente del villaggio, ed è colui che impartisce gli ordini e assegna le missioni ai vari ninja i quali, a seconda delle loro conoscenze e delle loro abilità, vengono divisi in tre gradi: genin (ninja di basso livello), chunin (ninja di medio livello) e jonin (ninja di alto livello).

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Le tecniche ninja, al di là delle alterazioni del chakra, si suddividono in tre categorie principali: le arti marziali (taijutsu) impiegano il chakra per migliorare la forza dei colpi e la resistenza del corpo dell’utilizzatore, le arti magiche (ninjutsu) utilizzano il chakra per compiere cose non umanamente possibili, come moltiplicarsi o sputare fuoco e le arti illusorie (genjutsu) introducono il chakra dell’utilizzatore nel bersaglio per causargli allucinazioni e alterargli il senso della realtà. Oltre a questa suddivisione principale, esiste una categoria speciale chiamata abilità innata la quale è impossibile da apprendere con l’allenamento poiché viene trasmessa solo geneticamente.

Le origini della pubblicazione del manga

Naruto è stato pubblicato, per la prima volta, sempre sulla rivista Weekly Shōnen Jump, dal 21 settembre 1999 al 10 novembre 2014. Il manga è stato anche pubblicato in formato tankōbon (libro), in Giappone e in altri paesi, per ben 72 volumi: 27 per la Parte I e il resto per la Parte II. I primi 238 capitoli sono la Parte I e costituiscono la prima sezione della trama di Naruto. I capitoli dal 239 al 244 includono una gaiden (storia secondaria) incentrata sul background di Kakashi Hatake. I capitoli rimanenti (da 245 a 700) appartengono alla Parte II.

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Il primo libro è stato pubblicato il 3 marzo 2000, ma Shueisha ha anche stampato diversi tankōbon ani-manga (serie spin-off), ciascuno basato su uno dei film di Naruto. Una miniserie intitolata Naruto: The Seventh Hokage and the Scarlet Spring, incentrata sui figli dei personaggi principali, ha iniziato la serializzazione il 27 aprile 2015 e si è conclusa dopo dieci capitoli il 6 luglio 2015.

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Al 31 marzo 2008, il franchise è stato concesso in licenza in 90 paesi e il manga è stato serializzato in 35 paesi. Carlsen Comics ha concesso in licenza la serie, attraverso le sue divisioni regionali, e ha rilasciato la serie in tedesco e danese. La serie è anche concessa in licenza per le versioni in lingua regionale in francese e olandese da Kana, in polacco da Japonica Polonica Fantastica, in russo da Comix-ART, in finlandese da Sangatsu Manga, in svedese di Bonnier Carlsen e in italiano da Panini Comics.

Le serie spin-off e i sequel

Di Naruto sono state realizzati diverse serie spin-off. Una di queste è una commedia realizzata da Kenji Taira e intitolata Naruto SD: Rock Lee no Seishun Full-Power Ninden. Questa si concentra sul personaggio di Rock Lee, un compagno di Naruto che aspira ad essere forte come un ninja, ma non ha abilità magiche. È stato pubblicato sulla rivista Saikyō Jump di Shueisha dal 3 dicembre 2010 al 4 luglio 2014 ed è stato trasformato in una serie anime, prodotta da Studio Pierrot, e presentata in anteprima su TV Tokyo il 3 aprile 2012. Taira ha anche scritto Uchiha Sasuke no Sharingan Den, pubblicato il 3 ottobre 2014, che presenta Sasuke e la sua famiglia.

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Una serie sequel mensile intitolata Boruto: Naruto Next Generations è iniziata nelle edizioni giapponese e inglese di Weekly Shōnen Jump all’inizio del 2016, illustrata da Mikio Ikemoto e scritta da Ukyō Kodachi, con la supervisione di Kishimoto. Ikemoto è stato l’assistente principale di Kishimoto durante la serie originale di Naruto e Kodachi è stato il suo partner per la sceneggiatura del film Boruto: Naruto the Movie. La serie mensile è stata preceduta da uno one-shot scritto e illustrato da Kishimoto. Lo staff di Shueisha aveva chiesto a Kishimoto se volesse scrivere un sequel di Naruto, tuttavia quest’ultimo rifiutò l’offerta e offrì al suo ex assistente Mikio Ikemoto e allo scrittore Ukyo Kodachi la possibilità di realizzarlo loro divenendo il primo sequel ufficiale di Naruto.

Le light novel

Grazie al successo del manga, sono state realizzate ben ventisei light novel di Naruto, di cui i primi nove scritti da Masatoshi Kusakabe. Di questi, i primi due sono stati rilasciati anche in inglese e il primo romanzo, Naruto: Innocent Heart, Demonic Blood (2002), racconta una missione del Team 7 in cui incontrano gli assassini Zabuza e Haku. Il secondo, invece, intitolato Naruto: Mission: Protect the Waterfall Village! (2003) si basa sul secondo OVA dell’anime. Questo, intitolato Mission: Protect the Waterfall Village! mostra il Team 7 in missione per scortare uno shinobi nella sua città natale. A differenza della serie, questi libri erano destinati a bambini dai sette ai dieci anni.

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In seguito sono stati pubblicati altri tredici romanzi originali, di cui undici fanno parte di una serie e gli altri due sono romanzi indipendenti non collegati ad essa. Il primo romanzo indipendente, intitolato Naruto: Tales of a Gutsy Ninja (2009), è stato presentato come un romanzo dell’universo alternativo scritto dal maestro di Naruto Jiraiya. Segue le avventure di uno shinobi immaginario di nome Naruto Musasabi, che aveva servito come omonimo di Naruto. L’altro romanzo indipendente, Naruto Jinraiden: The Day the Wolf Howled (2012), è ambientato poco dopo il combattimento di Sasuke con Itachi.

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Itachi Shinden, che consiste in due romanzi, e Sasuke Shinden, un unico romanzo, sono apparsi nel 2015, ed entrambi sono stati adattati in versione anime in Naruto: Shippuden nel 2016, intitolati rispettivamente Naruto Shippūden: Itachi Shinden-hen: Hikari to Yami e Book of Sunrise. Nel 2015 è stata pubblicata anche Hiden, una serie di sei light novel che esplora le storie di vari personaggi dopo la fine del manga.

Gli adattamenti cinematografici

La serie è stata adattata in ben undici film di cui i primi tre corrispondono alla prima serie anime e gli altri otto corrispondono alla seconda serie. Il primo fu Ninja Clash in the Land of Snow (2004) che mostra il Team 7 che si reca nella Terra della Neve per proteggere gli attori durante le riprese del nuovo film della Principessa FuunLegend of the Stone of Gelel (2005) mostra invece la storia di Naruto, Shikamaru e Sakura che intraprendono una missione ninja che li coinvolge in una guerra tra il villaggio di Sunaga e una grande forza di guerrieri corazzati.

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In Guardians of the Crescent Moon Kingdom (2006) Naruto, Sakura, Lee e Kakashi vengono assegnati per proteggere il futuro principe della Terra della Luna, Hikaru Tsuki. Passiamo poi alla saga di Naruto Shippuden: The Movie: il primo mostra Naruto che va in missione per proteggere il sacerdote Shion, che inizia ad avere visioni della sua morte, il secondo (Naruto Shippuden the Movie: Bonds) mostra Naruto e Sasuke che uniscono le forze quando i ninja del Paese dei Cieli attaccano Konoha, il terzo (Naruto Shippuden the Movie: The Will of Fire) racconta del Team 7 che lavora per impedire a Kakashi di sacrificarsi per porre fine a una guerra mondiale e infine l’ultimo (Naruto Shippuden the Movie: The Lost Tower) mostra Naruto che viene inviato 20 anni nel passato mentre esplora una torre mistica per catturare un ninja e conoscere il Quarto Hokage, suo padre, vivo nella linea temporale.

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Naruto the Movie: Blood Prison (2011), invece, racconta di alcune vicende ingarbugliate che vedono Naruto accusato di tentato omicidio del Raikage: mentre cerca di evadere dalla prigione, ne scopre i segreti. Road to Ninja: Naruto the Movie (2012), invece, vede Naruto e Sakura che vengono inviati in un universo alternativo da Tobi e scoprono il significato di compagnia e genitorialità. La pianificazione della storia e il design dei personaggi sono stati creati da Masashi Kishimoto. The Last: Naruto the Movie (2014) vede Naruto e i suoi compagni cercare di impedire alla Luna di entrare in collisione con la Terra. Il film spiega alcune questioni in sospeso che coinvolgono la mitologia della serie e si concentra sulla relazione romantica di Naruto e Hinata. La trama e il design dei personaggi sono stati creati da Masashi Kishimoto, che è stato anche supervisore capo della storia.

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Infine Boruto: Naruto the Movie (2015) si concentra sui figli dei personaggi principali, principalmente Boruto Uzumaki, che si allena con il rivale di suo padre Sasuke per superarlo. La storia, la sceneggiatura e il design dei personaggi sono stati creati da Masashi Kishimoto, che anche in questo caso è stato il supervisore capo della produzione. Nel luglio del 2015, Lionsgate ha annunciato che stava sviluppando un Naruto live-action con Avi Arad attraverso la sua società di produzione Arad Productions, con la regia di Michael Gracey, ed Erik Feig, Geoff Shaveitz e Kelly O’Malley come produttori. Il 17 dicembre 2016, Kishimoto ha annunciato che gli era stato chiesto di aiutare a sviluppare il film, ma al momento non ci sono importanti novità.

I video d’animazione originali (OVA)

Sono stati distribuiti otto OVA tratti dal manga, tutti prodotti da Pierrot e diretti da Hayato Date con l’eccezione del quinto, diretto da Yuzo Sato. Naruto: Akaki yotsuba no clover o sagase, il primo video della durata di 17 minuti, è stato proiettato durante il Jump Festa 2003, mentre il secondo, Naruto: Takigakure no shitō ore ga eiyuu dattebayo!, della durata di 40 minuti, è stato trasmesso durante lo stesso evento nel 2004 ed entrambi furono raccolti nel DVD Naruto Jump Festa Collection.

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Tsuini gekitotsu! Jōnin tai genin!! Musabetsu dairansen taikai kaisai!! è stato allegato come extra nell’edizione giapponese del gioco Naruto: Ultimate Ninja 3 uscito nel 2005. Un ulteriore OVA, il primo a presentare i personaggi come appaiono nella seconda serie animata, Naruto Shippūden: Shippū! “Konoha Gakuen” den, è stato distribuito nel 2008 all’interno del settimo DVD della serie. Naruto: The Cross Roads è stato invece proiettato durante il Jump Festa 2009. Il sesto OVA, intitolato Naruto X UT, è stato distribuito nel 2011 in omaggio insieme ad alcune magliette dell’azienda giapponese d’abbigliamento UNIQLO, che ha realizzato anche l’episodio.

I videogiochi e gli altri media

Di Naruto sono state create innanzitutto delle carte da gioco collezionabili conosciute come Naruto Card Game e in Italia sono arrivate tramite Panini Comics. La popolarità è stata talmente alta spingere alla creazione di veri e proprio tornei. Dall’estate 2014 è stato messo in commercio il nuovo gioco di carte Naruto Shippuden Deck-building Game, frutto di una collaborazione tra Cryptozoic Entertainment e Viz Media e basato su una modalità di gioco già presente in altri giochi di carte di Cryptozoic come quelli dedicati all’universo DC Comics.

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Dalla serie sono stati tratti anche numerosi videogiochi, prodotti per la maggior parte da Bandai, per varie piattaforme sia casalinghe sia portatili principalmente di Microsoft, Sony e Nintendo. Il primo videogioco pubblicato è stato Naruto: Konoha Ninpōchō, commercializzato nel solo Giappone nel 2003 per WonderSwan Color, mentre il primo gioco ad arrivare anche nei mercati occidentali è stato Naruto: Clash of Ninja, pubblicato in Giappone nel 2003 e arrivato in occidente nel 2006. L’ultimo videogioco è stato Naruto Shippuden: Ultimate Ninja Storm 4 uscito nel 2015 ed è, attualmente, l’ultimo capitolo della saga Ultimate Ninja Storm iniziata nel 2009. Inoltre alcuni personaggi della serie sono stati inseriti anche in altri videogiochi, come in Battle Stadium D.O.N, in Jump Super Stars, in Jump Ultimate Stars, in J-Stars Victory Vs e in Jump Force.

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Per chi non lo sapesse, esiste anche una rappresentazione teatrale di Naruto. L’evento era stato annunciato sul numero 46 di Weekly Shōnen Jump e quindi 21 marzo 2015 nell’Aiia Theater Tokyo è andata in scena una rappresentazione teatrale del manga. Lo spettacolo si poi è spostato in diverse città del Giappone come Fukuoka, Osaka e Miyagi e all’estero a Macao, in Malaysia e a Singapore. L’adattamento è stato diretto da Akiko Kodama, Toshio Masuda si è occupato delle musiche e Kōdai Matsuoka ha interpretato Naruto Uzumaki.

Naruto e il suo impatto culturale

Con l’aumento della popolarità della serie manga, in Giappone sono nati numerosi omaggi realizzati dai fan. Ad esempio, nella prefettura di Okayama, luogo di nascita dell’autore Kishimoto, gli abitanti hanno usato diversi modi per esprimere il loro personale apprezzamento come la rappresentazione del personaggio nei campi agricoli con l’uso di diverse varietà di riso o l’abbellimento di un intero treno dedicato ai personaggi della serie.

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Nella città di Naruto, invece, è stata addirittura creata una riproduzione in scala del monte degli hokage, oltre ad attrazioni come mostre e negozi. Inoltre, tramite un progetto speciale per il rimboschimento della prefettura di Yamanashi, la società di PresentTree e Shūeisha hanno piantato oltre 7.500 alberi chiamando l’area “Foresta di Naruto“.  Infine, con la collaborazione di Weekly Shōnen Jump, Pierrot e Toei Animation, l’azienda Bandai Namco Holdings ha creato un parco a tema dedicato alle serie più famose della suddetta rivista, tra cui Naruto a cui è stata dedicata un’intera area.

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