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Chi ha incastrato Roger Rabbit, 32 anni del film cult di Zemeckis

Era il 22 giugno 1988 e per la prima volta, il mondo veniva messo a conoscenza di uno dei film che sarebbero stati annoverati come cult della storia del cinema, grazie a una serie di decisioni particolari, trovatesi al crocevia tra forma e contenuto applicati alla realizzazione di una pellicola unica. Soprattutto per l’epoca.

Oggi non ci stupiremmo di vedere un mix del mondo reale e di quello cartoons nello stesso prodotto, la cosiddetta tecnica mista, ma alla fine del secolo scorso, Who Framed Roger Rabbit si è dimostrato un esperimento cinematografico di tutto rispetto. Uscito circa sei mesi dopo in Italia, Chi ha incastrato Roger Rabbit è ancora oggi un titolo pluricitato e ricordato dal grande pubblico. Ma in quest’ampia platea, sono altrettanti quelli che sanno tutti, o almeno tanti, dettagli sul film in questione?

Di’ un po’, Eddie, hai un coniglio in tasca o sei contento di vedermi?

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Le origini di un assassinio

Recuperiamo brevemente la trama del film in questione. Hollywood, 1947: i cartoni animati sono entrati a far parte del mondo reale e convivono con gli esseri umani. La loro occupazione principale è quella di attori negli studi cinematografici, ma non tutto è rose e fiori.

L’investigatore privato Eddie Valiant viene ingaggiato dal proprietario degli studios, tale R.K. Maroon, per indagare sul presunto tradimento di Jessica Rabbit, nei confronti del marito, un suo attore formato cartoon, Roger Rabbit, del quale Maroon non è affatto soddisfatto, distraendosi spesso sul set. L’investigatore accetta il caso, ma non senza difficoltà. Si rifiuta di lavorare per i cartoni, in quanto un misterioso cartone aveva ucciso Teddy, fratello e collega.

Eddy scopre dunque che Marvin Acme è l’oggetto del tradimento di Jessica, e mostra le foto al povero Roger, il quale rimane sconvolto e scappa, ma quella stessa notte Acme viene assassinato e il sospettato numero uno è chiaramente Roger Rabbit…

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I natali di questo film non sono certo quelli legati alla sceneggiatura di Steven Spielberg e Robert Zemeckis, fucina di incredibili titoli evergreen, nonché pietre miliari della cultura cinematografica che hanno saputo stabilire la cifra stilistica di un regista di una portata incredibile. La serie di Ritorno al Futuro, Forrest Gump, Le verità nascoste o Cast Away sono solo pochissimi esempi della produzione “più che lunga, smisurata” di Zemeckis, il quale ha deciso di trarre ispirazione per il film della rossa e del coniglio più famosi della storia del cinema da un romanzo.

Ebbene sì, si intitola Who Censored Roger Rabbit? il libro scritto da Gary K. Wolf nel 1981 dal quale sono stati tratti gli eventi e i personaggi di questa storia. Come spesso accade però, ciò che viene scritto nelle pagine di un libro, resta nel libro e non prende vita sullo schermo.

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Anche per Roger Rabbit e la sua compagine di strambi amici e antagonisti vi sono differenze tra i due prodotti, a partire dall’omicidio sul quale si indaga, l’inciting incident che cambia gli eventi della trama. Nel libro è proprio Roger Rabbit ad aver avuto la peggio, mentre nel film viene ucciso Teddy, il fratello e collega dell’investigatore privato Eddie Valiant che nemmeno esiste nel romanzo.

Non mancano le differenze nella fisionomia del coniglio stesso o di Baby Herman, che da giovane trentenne invecchia di almeno quindici anni nella pellicola e altre trasposizioni poco accurate e riviste, come i frequenti tradimenti di Jessica Rabbit nei confronti del marito, nel libro.

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Insomma, giocare a “trova le differenze” si rivela un’impresa forse non difficile, ma dalla sicura longevità, e sembra che proprio questo divario abbia portato Wolf a narrare un’altra parte della storia in Who P-P-P-Plugged Roger Rabbit?, a due anni dal film. Questo secondo romanzo si dichiara indipendente dalla pellicola o dal primo libro, motivo per cui possiamo definirlo uno spin-off dell’universo realizzato dall’autore.

Ne riprende ambientazione e personaggi del film, ma resta del tutto slegato e anacronistico rispetto al primo volume. Anzi, se proprio vogliamo dare un senso a questa storia, scopriamo nel dodicesimo capitolo che tutto quanto era stato raccontato in precedenza, era solo il frutto dell’attività onirica di Jessica. Un sogno, nient’altro.

Un uomo, una donna, e un coniglio creano un triangolo pieno di guai

Un Rabbit, un Mouse e un Bunny

Rimanendo in tema di sogni, non potevamo esimerci dall’approfondire il legame della pellicola con Disney, casa di produzione che acquistò i diritti del romanzo nel 1982 per realizzare un film catalogabile come commedia leggera e dunque lontana dai film esplicitamente per bambini, dunque prodotto da una sezione a latere della mastodontica realtà fondata da Walt.

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Proprio la realizzazione del film ha dato i primi segnali di una “collaborazione” di personaggi tratti dallo stesso “universo” fumettistico e finzionale, in maniera piuttosto simile a quella messa in atto nei più recenti titoli, in particolare quelli della famiglia Marvel. Parliamo del fenomeno delle citazioni, dei cameo, primo fra tutto quello costante e tradizionale (fin quando è stato possibile) della buon’anima di Stan Lee, accanto a citazioni di battute o brevi apparizioni di personaggi nei film di animazione (come quella di Flik e Heimlich di A Bug’s Life nelle credit scenes di  Toy Story 2 – Woody e Buzz alla riscossa).

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In quest’ottica, Chi ha incastrato Roger Rabbit diventa occasione di un fenomeno più unico che raro: la prima e unica volta dell’incontro su schermo nello stesso film tra Topolino e Bugs Bunny,

Si sa però che in casa Disney, ogni occasione di commistione testuale e dai tratti originali ha sempre colto nel segno e si è sempre rivelata anticipatrice di linguaggi mediatici di notevole importanza e impatto socio-culturale. Roger Rabbit infatti “esce” dalla cornice cinematografica per vestire gli abiti dell’ospite nella trasmissione televisiva Mickey’s 60th Birthday , organizzata su NBC per celebrare il 60º anniversario di Mickey Mouse e che affiancava la presenza di veri attori a spezzoni di cartoni animati.

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Da finzione a realtà

Dopo il successo del film, venne aperto anche il cantiere dedicato alla serie animata ispirata a Roger Rabbit, prodotto che non vide mai la luce a causa di problematiche legate al copyright. Ma non tutto è perduto e Disney sa come rinascere dalle proprie ceneri. Viene dunque inaugurata una serie televisiva liberamente ispirata al film, intitolata Bonkers, sbarcato in Italia con il sottotitolo Gatto Combinaguai, viene prodotta nel 1993 e riprende un’ambientazione simile a quella del film, ma meno originale di quest’ultimo a livello di tecnica.

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Completamente realizzato a cartoni animati, la protagonista della serie è l’omonima lince Bonkers, molto simile a Roger Rabbit sia nel fisico e nella personalità, che in qualità di poliziotto indaga su crimini e fatti misteriosi nel mondo cartoons della vivace Los Angeles. Il personaggio di Bonkers non era un novellino dello schermo; era già apparso nella serie Raw Toonage del 1992 della quale Bonkers – Gatto Combinaguai risulta essere uno spin-off.

Dunque, cosa sa fare bene Disney? Intrattenere. E come lo sa fare? In mille e più modi diversi. Nel 1952 nasceva Walt Disney Imagineering, la sezione dedicata alla ricerca e allo sviluppo dell’azienda, in particolare volta a progettare e realizzare i fantastici parchi a tema e attrazioni Disney, che da decenni fanno sognare generazioni di visitatori in tutto il mondo e i fan dei franchise sviluppati finora.

Se volete approfondire la nascita dei parchi di divertimento Disney, potete recuperarla nella nostra recensione del documentario The Imagineering Story!

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L’occasione è ghiotta, con la storia del coniglio e della rossa procace, e come non cogliere la palla al balzo? E’ il 1991, quando cominciano i lavori per realizzare Toontown a Disneyland in California e Tokyo Disneyland, basandosi proprio sul mondo in cui si ambientano le vicende del film. L’attrazione riproduce il mondo fittizio, all’interno del quale spunta anche il cosiddetto Roger Rabbit’s Car Toon Spin, un’attrazione che è stata anche protagonista di un triste fatto di cronaca nel 2000. Un bambino è caduto dall’attrazione, riportando gravi ferite a seguito delle quali è deceduto dopo circa 9 anni dall’evento.

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Cosa abbiamo imparato da questo speciale anniversario di Roger Rabbit? Sapevate tutte le interessanti nozioni che abbiamo ripescato per rinfrescarvi la memoria, o semplicemente per darvi qualche dettaglio in più su questo cult cinematografico? Una cosa è certa: si tratta di un esperimento ben riuscito e in grado di rimanere impresso nella mente degli spettatori, oltre ad aver oggettivamente ottenuto riscontri e risvolti anche al di fuori dello schermo, monumenti a perenne memoria (culturale).

Recupera qualche interessante gadget sfizioso dedicato al film, come il libro The Art of Who Framed Roger Rabbit o la versione Funko! Pop di Jessica Rabbit!