Giochi di ruolo

Giochi di Ruolo, professione Dungeon Master

I Giochi di Ruolo “carta e penna “stanno vivendo una nuova epoca d’oro dopo i fasti degli anni 80-90. Riportati alla ribalta grazie a serie culto come Stranger Things e all’aumento degli appassionati di prodotti di cultura pop, oggi vengono lanciati migliaia di dadi sui tavoli di gioco di tutto il mondo. Ma se c’è una costante fissa che ha attraversato il tempo, è che non importa quanti manuali e giocatori ci saranno a disposizione, trovare un Dungeon Master rimane sempre la quest più ardua di tutte. Almeno fino ad ora.

Giochi di Ruolo e Dungeon Master

Nei giochi di ruolo di stampo “classico” il Dungeon Master, o più semplicemente il Master, è – fra i giocatori – la persona incaricata di gestire una sessione di gioco occupandosi della storia, della narrazione, delle interazioni con i personaggi e i mostri che i giocatori incontreranno durante la loro avventura.
In poche parole e banalizzando all’estremo il concetto è il “Dio unico” che può decidere le sorti dei nostri personaggi. Ma ovviamente “mandare avanti” un mondo non è una cosa facile, e per garantire il divertimento dei partecipanti, un bravo Master dovrà dedicare molto tempo alla preparazione dei Personaggi non giocanti ovvero tutte le figure che popolano la storia che non sono interpretate da un giocatore, le mappe in cui i nostri eroi si muovono e cercheranno la gloria, ma soprattutto alla storia, vero ago della bilancia per garantire ore e ore di divertimento. Come dicevamo il lavoro del master “è duro”, e non tutti sono disposti a farsi carico di questo impegno nonostante la passione, e inutile far finta di nulla, non tutti hanno la capacità di gestire una campagna di gioco in maniera corretta, divertente e ordinata: diciamolo, il ruolo del Master non è per tutti. E quindi come si fa se nel nostro gruppo di amanti dei giochi di ruolo non c’è nessuno in grado di assumersi questo incarico così importante?

Foto dal profilo Instagram di Francesco Vespa
https://www.instagram.com/francesco_mjorn_vespa/

Professione Dungeon Master

La risposta a questo annoso quesito arriva con una vera e propria nuova professione, ovvero quella del Master Professionista, ovvero una persona che viene pagata per dirigere gruppi di giochi di ruolo, solitamente in collaborazione con ludoteche, pub o sale lan con stanze dedicate ai giocatori di ruolo e attrezzati con tutto il necessario per un’esperienza di gioco emozionante: mappe interattive, scenari e miniature uniche prodotte con stampanti 3D, musica d’atmosfera e altri soluzioni atipiche come incensi e vaporizzatori per immergere i partecipanti nel gioco a 360°.
Abbiamo chiesto a due ragazzi che hanno scelto questa strada, Francesco Vespa e Leon Genzano, di raccontarci un po’ la loro esperienza.

Cultura Pop: Come e con quali giochi di ruolo hai iniziato a fare il Master?
-Francesco: Durante le ricreazioni alle elementari ricordo che con i miei amici organizzavamo dei giochi fatti di storie, mostri e guerrieri. Seppi solo più tardi che quel tipo di giochi rispondevano al nome di giochi di ruolo. Dopo aver scoperto dell’esistenza dei manuali di gioco durante l’adolescenza si è aperto il vaso di pandora e poi la passione non se n’è mai andata.
-Leon: Ho iniziato circa dieci anni fa giocando con il gruppo di amici dell’epoca a Dungeons and Dragons 3.5, ho sempre amato la letteratura fantasy e poter creare dei mondi interi da condividere con persone effettivamente interessate a viverli anziché limitarmi a tenere tutto in un’infinità di quaderni e disegni è stata la scoperta che mi ha fatto innamorare del gioco di ruolo e, perdona il gioco di parole, del ruolo del Master.

Cultura Pop: Da quanto tempo i giochi di ruolo sono diventati il tuo lavoro?
-Francesco: Ormai da diversi mesi. Ho iniziato prima in un locale, poi in seguito, per conto mio.
-Leon: -Ho cominciato a farlo per lavoro da circa 3 anni anche se saltuariamente, dipende ovviamente dal periodo e dalla disponibilità dei locali.

Foto dal profilo Instagram di Francesco Vespa
https://www.instagram.com/francesco_mjorn_vespa/

La preparazione è la chiave del successo

Cultura Pop: Come imposti una sessione di gioco tipo?
-Francesco: A differenza di un regista o di uno scrittore che possono concretizzare le loro storie in un contesto protetto da ogni inferenza e in cui solo loro hanno l’ultima parola, ogni Dungeon Master sa che noi dobbiamo fare la stessa cosa nonostante le iniziative dei giocatori che spesso e volentieri fanno prendere alla narrazione derive impreviste. Ho studiato scenografia per riportare una metodologia para-cinematografica nelle mie sessioni. Prendo spunto da film e serie tv preferite per riportare episodi riccamente intrecciati e tutti significativi. Evito come la peste sessioni “filler” e parto prima da un tema o una sensazione che voglio veicolare prima di ideare le sequenze. La mia preparazione richiede molto tempo, ma ha il vantaggio di essere estremamente personalizzata e attivabile in modo puntuale e studiato. Alla fine della sessione i giocatori hanno la sensazione di aver visto una puntata della loro serie TV preferita nella quale però sono loro a essere i protagonisti.
-Leon: Dipende dal tipo di sessione e dalle richieste del locale, in alcuni affiggiamo una bacheca con i vari annunci in stile pergamena con le varie chiamate all’azione per gli avventurieri, in quel caso un gruppo può scegliere l’avventura in base alla difficoltà e al numero di giocatori e si procede con una one-shot da 3/4 ore, con personaggi precompilati e missioni autoconclusive. In altri casi mi viene richiesto di creare una vera e propria campagna con appuntamenti fissi e periodi prolungati, in quel caso i personaggi sono scelti e creati dai giocatori e la struttura della storia è chiaramente molto più complessa e articolata. In entrambi i casi essendo in un’ottica professionale cerco di creare l’esperienza più completa possibile, tra scenari, supporti video, audio e, nei locali dove possibile, set di luci variabili in modo da creare ancora più atmosfera.

Foto dal profilo Instagram di Francesco Vespa
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Cultura Pop: Quali sono i costi di una sessione di gioco in media?
-Francesco: Personalmente faccio prezzi  forfettari a sessione. Nello specifico preferisco non entrare, ma posso dire che gli introiti al momento rimborsano i costi per l’effettistica e produzione: illustratori, videomaker, Mixer, Stampanti 3d FdM, Proiettori, Fiamme Led, Carta Pergamenata e Umidificatori per odori e incensi solo per citarne qualcuno. Ogni apparato e prop contribuisce agli standard che mi prefiggo e a una resa decisamente fuori dalla norma.
-Leon: Anche in questo caso dipende dai locali, alcuni impostano un forfettario per gruppo che si aggira intorno ai 40€ per tutta la serata, più comune è invece la formula “Cena e spettacolo” il locale stabilisce un prezzo per un menù (tra i 10 e i 15 euro) che comprende cibo bevande e master.

Cultura Pop: Quanti gruppi riesci a gestire settimanalmente?
-Francesco: Dipende dal tempo che ho a disposizione. Per ogni sessione (tra le tre e le quattro ore di media) sono richieste almeno altre 3 ore di preparazione. Anche con le migliori intenzioni, capacità e strumenti, sarebbe impossibile raggiungere la stessa qualità se avessi un qualsiasi lavoro più ingombrante di 25 ore a settimana. Di media dirigo 3 gruppi settimanali agevolmente. Ma sospetto che se mi ci mettessi potrei anche raddoppiarli.
-Leon: A seconda del periodo la risposta può variare, frequento l’università quindi spesso dipendo dalle lezioni, in ogni caso è capitato di dover gestire anche due campagne e una serata one-shot a settimana, non è facile specialmente per le campagne in cui tendenzialmente ci si può aspettare di tutto dai giocatori e quindi si deve preparare più materiale possibile, per le oneshot al contrario è piuttosto semplice, è capitato una volta di doverne fare 3 diverse nella stessa serata.

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Cultura Pop: Qual è la risposta dei giocatori?
-Francesco: Davvero ottima. E’ anche merito loro se continuo. Non solo apprezzano tutte le peculiarità che rendono differente le mie sessioni da quelle che hanno fatto altrove, ma mi stimolano a trovare sempre nuove idee e a dare sempre di più per le mie serate. Letteralmente; Negli ultimi mesi ho maturato idee a cui prima non avrei mai pensato. Tutt’ora studio manuali, fonti, e saggi per ampliare il mio bagaglio: Ogni settimana porto al tavolo qualche novità.
-Leon: La risposta dei giocatori è sempre un grande piacere, sono sempre molto soddisfatti della cosa, soprattutto perché di solito si tratta delle loro prime esperienze o di master che non riescono a fare i giocatori da secoli e non vedono l’ora di averne l’occasione, la volta delle tre one-shot è stato per dei giocatori così esaltati dalla fine della prima da volerne fare subito un’altra. Mi accorgo che spesso chi cerca questi gruppi oltre a voler vivere una nuova avventura è in cerca di nuovi amici e nuovi gruppi.
I master che staranno leggendo quest’articolo lo sapranno ma spesso ci si trova di fronte a persone che affrontano periodi duri o che hanno dei grossi problemi nella vita di tutti giorni ed hanno bisogno di una fuga, più di una volta mi sono visto arrivare persone di pessimo umore o in grande sofferenza e penso che le mie più grandi vittorie in quanto master non siano state le conclusioni gloriose delle campagne con i personaggi in piedi sulla carcassa del drago ma vedere i giocatori in difficoltà andarsene con un sorriso e il cuore più leggero di quando sono arrivati. Per rubare le parole che mi ripetono sempre in un LARP che frequento “Il gioco è finto ma le emozioni sono vere”

Foto dal profilo Instagram di Francesco Vespa
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Non chiamateci Master in affitto

Cultura Pop: Nel mondo dei giochi di ruolo il “master in affitto” non è ben visto da molti, cosa pensi di chi critica questa nuova professione?
-Francesco: Lo scetticismo è comprensibile, per carità, ma per come la vedo io è come criticare i ristoranti perché che si fanno pagare quando tu ti puoi fare la pastasciutta a casa con gli amici. La risposta che mi verrebbe da dare a chi la pensa così è: la pastasciutta è buonissima, ma esistono piatti straordinari che ancora non hai provato.
-Leon: Capisco il loro punto di vista nel dire che il master è uno dei giocatori e che dovrebbe contare tanto quanto loro, purtroppo però fare il master comporta anche un onere enorme tra il carico di ricerche e idee che si devono sfornare ogni volta per la sessione settimanale, onere che spesso nessuno del proprio gruppo è disposto a prendere.
Non trovo, ovviamente, sbagliato pagare un master per giocare, che sia per una serata alternativa o per una lunga avventura, come non trovo sbagliato pagare un tassista per portare una persona da un lato all’altro della città.
Se nessuno se la sente di fare il master ma il gruppo vuole comunque giocare mi sembra giusto che ci siano figure in grado di offrirgli il loro tempo e quindi un servizio che non vedo perché non dovrebbe essere pagato. Chiaramente il master che viene pagato per una serata non può arrivare impreparato e per quanto possibile dovrà sempre cercare di portare un valore aggiunto con la sua esperienza e con le varie “infrastrutture” extra che riesce ad adoperare al tavolo.

Cultura Pop: E tu come la vedi?
-Francesco: Sospetto che questo sia un fenomeno in crescita e destinato a lasciare un segno. Io stesso ad esempio faccio da Master a un altro ragazzo che fa a sua volta il Master. Ha iniziato dopo che l’ho spronato e consigliato. Trovo fuorviante e banalizzante chiamare questa figura emergente semplicemente come “master in affitto”; preferisco di gran lunga chiamarlo “Master Professionale”. L’ affitto è anonimo, suggerisce che te ne basta uno qualsiasi come una casa vacanze o una macchina all’aereporto. Non è così per i miei giocatori, la cui quasi totalità sono adulti che hanno avuto esperienze di giochi di ruolo da tutta la vita e attraverso diverse piattaforme. Loro non cercano un master in affitto qualsiasi, cercano un master che li coinvolga, li elevi e li faccia sentire parte di una narrazione di qualità. Ogni tanto è bello in un contesto amatoriale e immediato tirare i dadi senza pensieri, far fuori qualche orco e ottenere la ricompensa. Ma oggigiorno sono molti i Giocatori di Ruolo che si riscoprono ad avere fame per qualcosa di davvero diverso e sofisticato.
-Leon: Il mio punto di vista è che, se avete tra gli amici un master disposto ad aprirvi le porte del suo mondo e a vivere un’esperienza di gioco diversa e sicuramente più onerosa in termini di fatica mentale e tempi di impegno tenetevelo stretto e ricordatevi che per ogni ora del vostro gioco ce ne sono almeno altre due di preparazione da parte del master.
Per tutti gli altri che non hanno questa fortuna ci siamo noi amichevoli master di quartiere pronti a coprirvi le spalle e a mettere in pericolo il loro prezioso mondo purché voi possiate salvarlo!

I grandi classici

Cultura Pop: Quale giochi di ruolo è più il richiesto dai giocatori?
-Francesco: Dungeons and Dragons è sicuramente intramontabile ma ultimamente ho notato una deriva verso gli investigativi e gli Horror
-Leon: Dungeons and Dragons 5° edizione e 3.5

Dungeons and Dragons rimane il gioco più gettonato, se volete iniziare ecco quello di cui avete bisogno:

Cultura Pop: Quali giochi di ruolo consiglieresti agli appassionati?
-Francesco: Mondo di Tenebra, in particolare Wraith the Oblivion e Vampire The Masquerade. Sono uno della vecchia scuola
-Leon: Elish un gioco di Ruolo molto fisico e teatrale bello per chi vuole cimentarsi con la classica interpretazione al tavolo e avvicinarsi più ai gesti e alle azioni che farebbe realmente il proprio personaggio. Piuttosto innovativo nonostante sia vecchio, lo consiglio vivamente a chi vuole provare un’esperienza più interattiva.

Se vuoi provare le emozioni di una creatura della notte, Vampiri The Masquerade è quello che fa per te:

E i locali?

Abbiamo chiesto anche ad alcuni gestori di Ludoteche e Pub che oltre ad avere sale attrezzate per giochi di ruolo, forniscono ai propri clienti anche questo tipo di servizio che pare stia riscontrando ottimi risultati secondo quanto ci ha risposto Jacopo Gigli, titolare del ludo-pub e Sala Lan  GG&Beer – Games Pub 

Cultura Pop: sei il gestore di una ludoteca/sala lan, i ragazzi che frequentano il tuo locale ti chiedono spesso se ci sono master da ingaggiare?
-Jacopo: La richiesta sicuramente c’è, ma è un mondo che ispira sempre forte curiosità. Vero anche che nell’ultimo periodo non abbiamo spinto molto sul giochi di ruolo, anche grazie ai ragazzi di Roma Role Play GDR con cui collaboriamo.

Cultura Pop: hai notato un aumento degli appassionati di giochi di ruolo?
-Jacopo: Sicuramente dalla nostra apertura due anni fa, oltre ad aver ospitato diversi gruppi “navigati”, ne abbiamo visti nascere e crescere altrettanti, e tanto interesse. Abbiamo poi cercato di mantenere questo interesse sfruttando l’ambiente pensato appositamente per i giochi di ruolo: una saletta insonorizzata dotata di impianto surround per le colonne sonore, luci rgb per adattarsi a svariate situazioni di gioco, e smart tv per la proiezione di paesaggi, griglie di gioco ed altro, a discrezione del master. Stiamo insomma cercando di fare in modo che la passione per i giochi di ruolo non solo rimanga sempre viva, ma anzi cresca, e sembra stia funzionando.

Cultura pop: quali sono i giochi di ruolo più giocati?
-Jacopo: I più giocati rimangono i grandi classici, dall’ultima edizione di D&D, a Pathfinder.
Il genere fantasy la fa abbastanza da padrone, ma l’affacciarsi sul panorama di nuovi ed interessanti sistemi quasi ogni anno, grazie a palcoscenici come Lucca o Modena, permette di vederne giocati diversi e a volte sconosciuti. Anche i generi ovviamente, soprattutto sui nuovi titoli, variano: horror, steampunk, spaziale o storico sono solo alcuni dei molto che possono essere esplorati di campagna in campagna.
Vuoi provare Pathfinder? >>>QUI<<< trovi tutto il necessario per giocare

Cultura Pop: Quali giochi di ruolo consiglieresti nel panorama attuale?
-Jacopo: Nei prossimi giorni approderà su Kickstarter un progetto interessante, Brancalonia: gdr fantasy “all’italiana”, decisamente non troppo serioso, ispirato a quella goliardia che tanto ci appartiene, ma non troppo poco da scadere nella macchietta. A dire degli ideatori, non mancheranno infatti di alternarsi sequenze più cupe e impegnate a quelle più fiabesche e leggere. Oltre questo, Household ha attirato in maniera prepotente la mia attenzione negli ultimi tempi. Seppur non nuovissimo (si parla di Aprile 2019), trovo estremamente affascinante l’idea che la totalità dell’ambientazione “si riduca” a una casa umana abitata da quattro razze di omini che hanno fatto di ciascuna sala la propria nazione.

HouseHold, il gioco di ruolo più piccolo del mondo, vincitore del premio “Miglior Gioco di Ruolo dell’anno 2019” puoi trovarlo qui:

 

Come abbiamo potuto vedere, i giochi di ruolo sono vivi e stanno aprendo opportunità di guadagno a chi ha la fantasia e la volontà di crederci fino in fondo, stavolta senza dover lanciare dadi. Ma ricorda, sia che tu lo faccia per passione o per professione, fai del tuo meglio per divertirti e per far divertire i tuoi giocare, e cerca di essere il master che Gary Gygax vorrebbe che tu fossi.

 

Master o Giocatore c’è una cosa di cui non puoi fare a meno: Dadi
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