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I migliori Hell in a Cell, il brutale gimmick match WWE

È tempo di Hell in a Cell in casa WWE. Il PPV a tema si svolgerà il prossimo 20 giugno e sarà l’ultimo che andrà in scena dal Thunderdome del Yuengling Center in Tampa, Florida. Per l’occasione rivisitiamo con alcuni fra i migliori Hell in a Cell match la storia di uno dei più caratteristici gimmick match della compagnia di Stamford.

Hell in a Cell, la storia del match

Si sono combattuti ben 45 Hell in a Cell match nella storia della WWE e il match è comunemente ritenuto l’evoluzione del tradizionale cage match che si combatteva in tutto il mondo sin dagli anni ’70. La differenza fra un Hell in a Cell e un cage match sta innanzitutto nella struttura e poi nelle modalità di svolgimento del match stesso. La gabbia d’acciaio dell’Hell in a Cell infatti è una struttura di circa 6 metri di altezza chiusa nella parte superiore e che delimita non solo il ring ma anche l’apron e il bordo ring permettendo ai lottatori maggior spazio di manovra. A differenza del tradizionale cage match (in cui la vittoria si ottiene anche sfuggendo dalla gabbia) la vittoria in un Hell in a Cell match si ottiene per schienamento o sottomissione, tecnicamente infatti non è possibile uscire dalla gabbia cosa che, come vedremo fra poco, viene puntualmente disattesa.

I migliori Hell in a Cell

Il primo Hell in a Cell fu combattuto nel 1997 e la paternità della stipulazione è storicamente fatta risalire a Jim Cornette (storico manager e dirigente della WWE e non solo) che combinò il design della gabbia utilizzato delle federazioni minori dell’area di Memphis con l’idea dei War Games (stipulazione che prevedeva due ring montati uno a fianco dell’altro in una enorme gabbia d’acciaio in cui si affrontavano contemporaneamente fino a 10 lottatori) che venivano combattuti da anni sia in NWA che in WCW. Il nome Hell in a Cell invece è attribuito a Vince Russo altro storico e controverso dirigente WWE e WCW.

I migliori Hell in a Cell

The Undertaker vs. Shawn Michaels (Bad Blood 1997)

L’Hell in a Cell è, come indicato nell’introduzione, una naturale evoluzione del tradizionale cage match. In questo senso il primo Hell in a Cell fu una sinergia di diverse storyline che nel 1997 coinvolgevano Undertaker, Shawn Michaels e la corsa al WWE Title. Il tutto culminò al PPV Bad Blood in cui il Deadman e lo Showstopper si affrontarono in un match davvero brutale.

I migliori Hell in a Cell

HBK è sempre stato un gran incassatore e infatti il match vede ‘Taker colpire duro avendo potuto mettere le mani sull’avversario dopo mesi in cui questi era stato più che sfuggevole. Stiamo parlando degli albori della Attitude Era e quindi il sangue poteva sgorgare a fiumi fra bump pazzeschi e armi usate in maniera davvero impropria (vedasi le sedie) tuttavia il WWE Title non era destinato a cambiare detentore. Con un colpo di scena clamoroso, dopo altrettanti mesi di preparazione e anticipazione, il fratello perduto di Undertaker, Kane, faceva il suo sulfureo debutto sdradicando la porta della gabbia attaccandolo. L’interferenza costerà al Deadman la vittoria e aprirà un altro leggendario feud degli anni ’90 in WWE.

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The Undertaker vs. Mankind (King of The Ring 1998)

Tutta la brutalità dell’Hell in a Cell è sintetizzata benissimo nel match combattuto da Undertaker e Mankind al King of the Ring del 1998. Con Undertaker in quel momento vero uomo immagine della WWE (ma non al 100% delle sue condizioni fisiche, il match infatti fu combattuto con una caviglia malconcia) e Mankind (al secolo Mick Foley) invece all’apice del suo primo stint nella federazione, dopo gli anni passati a calcare i ring internazionali con alcuni fra i più memorabili death match, era inevitabile che le loro strade si incrociassero.

Il risultato è un match dalle durata relativamente breve ma contrassegnato da due bump incredibilmente folli che faranno entrare il match e la stipulazione immediatamente nell’immaginario dei fan di tutto il mondo elevando definitivamente Mick Foley a fan favourite. Il primo bump è il volo dalla sommità della gabbia sul tavolo dei commentatori seguito da un secondo bump causato da una chokeslam di Undertaker che, sfondando il tetto della gabbia, fa precipitare Mankind sul ring.

Celebre l’immagine di Mick foley che sorride di gusto dopo il secondo bump mostrano un dente rotto che gli ha perforato il labbro superiore. Si racconta che Vince McMahon fosse rimasto estremamente impressionato dalla performance di Foley tanto da sincerarsi delle sue condizioni dopo il match personalmente ma intimandogli anche di non ripetere più simili bump in un ring WWE.

Sasha Banks vs. Charlotte Flair (Hell in A Cell 2016)

Il 2016 verrà ricordato, nella storia della WWE, come l’anno dell’affermazione della divisione femminile con la così detta Women (R)Evolution. Due delle protagoniste principali di quella fortunata ascesa sono state sicuramente Charlotte Flair (figlia del leggendario Ric Flair) e Sasha Banks che coronarono tale ascesa con il primo Hell in a Cell al femminile.

Eccovi il match integrale:

Con in palio il Raw Women’s Championship in palio (detenuto in quel momento dalla Banks), le due atlete lottarono per circa 22 minuti all’omonimo PPV senza lesinarsi e mettendo in scena una grandissimo spettacolo fatto di bump e colpi duri con più di una strizzata d’occhio sia ai grandi match del passato che ad illustri predecessori come Ric Flair ed Eddie Guerrero.

Batista vs. Triple H (Vengeance 2005)

L’Evolution è stata forse l’ultima grande stable partorita dalla WWE. La sua ascesa è stata contrassegnata da un dominio, ad un certo punto totale, di RAW e la sua caduta (o meglio il suo scioglimento) è stata altrettanto spettacolare grazie alla lunga storyline che vide Batista conquistare l’allora WWE World Heavyweight Championship attirando su di sé le gelosie del “patriarca” Triple H. Il loro feud fu una escalation che poteva essere risolta solo con un Hell in a Cell evitando intromissioni e dando libero sfogo a tutta la loro potenza.

I migliori Hell in a Cell

E infatti il match è, sin dalle prime battute, brutale e caratterizzato da colpi molto stiff e manovre ad alto impatto. Sia Batista che Triple H poi non perdono tempo ricorrendo ad armi più disparate fra cui il mitico martello e una sedia avvolta nel filo spinato. Un vero e proprio bagno di sangue che si conclude con una devastante Batista Bomb sulle scale d’acciaio finite nel bel mezzo del ring per un match che lancia definitivamente Batista (grazie al grandissimo lavoro di Triple H c’è da sottolinearlo) ma che segna anche l’inizio della fine della Ruthless Aggression Era.

Recuperate la nostra intervista esclusiva a Triple H

Triple H vs. Mick Foley (No Way Out 2000)

Dopo aver dato vita alla leggenda dell’Hell in a Cell, Mick Foley (qui nei panni della sua identità più estrema, Cactus Jack) porta la stipulazione ad un livello superiore sfidando per il WWE Title, al PPV No Way Out 2000, un Triple H in piena ascesa. Il feud, già di per sé combattuto senza esclusioni di colpi, trova una valvola di sfogo proprio nel match nella diabolica gabbia che avrebbe dovuto terminare una rivalità che aveva già fatto registrare uno dei match migliori dell’anno alla Royal Rumble.

Con una storyline condita da alcuni promo estremamente infuocati, i due decidono di mettere in scena un match violentissimo combattuto dentro, fuori e sul tetto della gabbia. Gli highlights rimango senz’altro il piledriver di Cactus Jack ai danni di Triple H sul tavolo dei commentatori e la trave di legno 2×4 avvolta nel filo spinato e poi data alla fiamme con cui sempre Jack si avventurò sul tetto della gabbia. Un match che consolidò Triple H come heel ma costrinse anche Cactus Jack a rivedere, per l’ennesima volta, i piani per un suo ritiro.

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