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Il glossario dei roller coaster: i nomi di tutte le tipologie

I roller coaster (genericamente detti anche “montagne russe”) costituiscono un mondo enorme ed altamente variegato tutto da scoprire e spesso sono gli elementi di vanto e distinzione dei  migliori parchi divertimento al mondo. Per coloro i quali si avvicinano per la prima volta a questo mondo, può essere difficile se non impossibile capire di cosa si stia parlando ogni qualvolta si nomina un’attrazione od in generale si incontra qualcosa di un po’ più specifico. Questo articolo tenterà di chiarire ogni dubbio sulle tipologie di roller coaster esistenti.

In particolare seguirà un elenco di termini con la loro spiegazione. Va detto che in un settore altamente competitivo come quello dei parchi a tema e delle montagne russe in particolare, tutti a cominciare dai costruttori, sono sempre al lavoro per progettare e costruire  qualcosa di nuovo. Con il tempo i nomi delle tipologie si sono moltiplicati a dismisura. Spesso lo stesso nome è utilizzato da produttori diversi per indicare attrazioni diverse, od ancora nomi storici hanno perso significato a causa della concorrenza che ha proposto prodotti molto simili. A parte questo piccolo inciso, conoscendo tutti i termini elencati non sarà più un problema comprendere agevolmente tutti gli articoli sui coaster che fanno uso di questi termini. Inoltre ove necessario, verrà indicato un’attrazione ed il parco dove si trova a titolo di esempio.

I roller coaster

  • roller coaster: è un termine conosciuto da tutti, nonché quello universalmente utilizzato per indicare qualunque vettura su binario che effettua almeno una discesa in folle (ovvero solo grazie alla forza di gravità) . I suoi sinonimi sono ottovolante, montagna americana e montagna russa. Il primo non si usa molto, ma resta sempre valido, il secondo termine in Europa non si usa completamente, ed è invece assai frequente in tutti quei paesi dell’est Europa che utilizzano l’alfabeto cirillico, Russia in primis. L’ultimo termine invece, montagna russa è di uso estremamente comune in Italia, ma viene tradotto correntemente anche in altre lingue europee.
  • powered coaster: indica un tipo assai specifico di roller coaster, ovvero quello a trazione elettrica. Le montagne russe tradizionali fanno uso del lancio o della salita a catena. Un powered coaster invece possiede binari elettrificati e motori elettrici a bordo del treno, il che consente di realizzare percorsi senza salite e discese che si sviluppano completamente in piano o quasi. Per via dei limiti tecnici e pratici non è possibile raggiungere velocità molto elevate, solitamente non superiori ai 50 km/h, il che lo rendono un modello molto familiare, ad esempio Rexplorer di Mirabilandia.
  • Inverted coaster: si tratta di un roller coaster il cui treno prevede che i passeggeri si siedano con i piedi a penzoloni. Quindi, contrariamente al roller coaster tradizionale dove il sedile si trova sempre sopra al binario, qui il sedile si trova sempre sotto il binario. Un esempio è Katun di Mirabilandia.
  • sit down coaster: il tradizionale. Quello nato per prima, avente un fascino ed una praticità intramontabili. È la versione più semplice concepibile per un roller coaster, ovvero seduti e con i piedi per terra che toccano la parte inferiore del vagone. Un esempio: Shaman a Gardaland.
  • flying coaster: si tratta di un roller coaster in cui il passeggero si trova per tutta la durata del percorso coricato parallelamente al binario grazie all’utilizzo di treni molto sofisticati im grado di ruotare per consentire la salita dei passeggeri in stazione. In virtù di una tale complessità, la quale si traduce in costi di manutenzione molto più elevati, tale tipologia è poco diffusa, anche se a breve tale scenario è destinato a cambiare. Un esempio: Air di Alton Towers.
  • stand up coaster: è un roller coaster in cui i passeggeri compiono tutto il giro in piedi, in posizione ortogonale rispetto al binario. Un esempio: Freestyle al Cavallino Matto.
  • wing coaster: è un roller coaster le cui sedute si trovano ai lati del binario. Un esempio: Raptor a Gardaland.
  • 4D coaster: differisce dal wing coaster in quanto le sedute, poste sempre ai lati del binario, possono ruotare su se stesse anche di 360 gradi. È un modello molto intenso, se non il più intenso in assoluto tra tutti i coaster esistenti. Un esempio: X2 al Six Flags Magic Mountain.
  • spinning coaster: si intende qualunque coaster le cui vetture, poste sempre sopra al binario, possono ruotare su se stesse in modo libero o controllato. Generalmente sono adatti a tutta la famiglia, ma come accennato all’inizio tutto è sempre in evoluzione, ed è possibile trovare casi isolati di spinning coaster estremi. Un esempio di spinning coaster familiare: Crush’s Coaster ai Walt Disney Studios di Parigi.
  • wooden coaster: è la tipologia più antica di roller coaster esistente. Come da nome, si tratta di coaster realizzati interamente in legno. Oggi non se ne costruiscono più molti per diversi motivi, quali l’elevata rumorosità rispetto ad un coaster in acciaio, cosa che spesso può essere un problema, in particolare per parchi vicino a centri abitati. Inoltre sono molto scassoni, ovvero violenti. Si prendono più o meno botte a seconda delle condizioni e del tipo di tracciato. Per molti è divertente, per altri fastidioso. Ultimo aspetto importante riguarda la manutenzione, la quale deve essere molto più costante ed impegnativa rispetto ad un coaster in acciaio che una volta montato resiste decenni senza il minino intervento suo binari. Serve infatti sostituire intere sezioni di tracciato anno dopo anno, il che richiede uno sforzo economico spesso insostenibile. È vero che un coaster in legno può costare anche la metà di uno in acciaio, ma globalmente l’impegno profuso nella manutenzione non ne giustifica più la costruzione, anche perché sono state trovate soluzioni migliori che vedremo a breve. Un esempio: Colossos di Heide Park.
  • hybrid coaster: rappresenta l’evoluzione del wooden coaster che ne risolve tutti i problemi. Nato dalla geniale idea della ditta RMC, questa tipologia prevede la realizzazione di tutti i supporti in legno o misto legno/poco acciaio, mentre le rotaie vengono realizzate interamente in acciaio. Questa tipologia si è dimostrata il top anche dal punto di vista delle sensazioni a bordo. Il percorso è molto fluido e grazie alla resistenza dell’acciaio è possibile realizzare anche delle inversioni (capovolgimenti a testa in giù), cosa impossibile con il wooden tradizionale. In esempio: Untamed a Walibi Holland. 
  • floorless coaster: con questo termine si indica qualunque tipo di roller coaster che non sia inverted o wing in cui i piedi del passeggero non toccano terra. Questo conferisce una maggiore libertà lungo il percorso. La caratteristica di essere floorless è un plus da aggiungere ad um altro modello. In particolare il floorless coaster è sempre una sottocategoria dei sit down coaster.
  • hyper/mega/giga/strata coaster: qui c’è molta confusione nei nomi dovuta al fatto che ogni costruttore chiama il suo coaster in modo differente. La sostanza comunque non cambia, ed il termine più appropriato per la mia esperienza, resta hyper coaster. Si tratta di un modello caratterizzato da grandi altezze, dai 60 metri a salire fino ad oltre 100. Sono roller coaster formato gigante, lunghi e che si estendono su spazi enormi. La caratteristica distintiva oltre l’altezza è l’assenza di inversioni. Un esempio: Silver Star ad Europa Park.
  • water coaster: è un mix tra attrazione acquatica e roller coaster. Sono di tipo sit down e si differenziano da quest’ultimi in quanto prevedono anche uno o più splash in acqua.
  • launched coaster: non si riferisce ad un modello in particolare, im particolare alla caratteristica di non avere la classica salita con la catena, piuttosto di prendere velocità grazie al lancio elettromagnetico. Anche questa volta si tratta di una caratteristica che va ad affiancarsi a vari dei modelli sopra esposti. Ormai da anni hanno conosciuto un enorme exploit in quanto sono altamente affidabili ed hanno anche costi di manutenzione un po’ più bassi, cosa che comunque non influisce molto sulla scelta. Anticipo che il lancio elettromagnetico non è l’unico possibile, soltanto il più diffuso.
  • family coaster: è da accostare ad uno dei modelli illustrati finora. Indica semplicemente un roller coaster basso, lento ed im generale piuttosto tranquillo. Questo si traduce in un’altezza minima richiesta per fruirne più bassa. Da ciò deriva il nome family coaster. Un esempio: Mammut a Gardaland.
  • junior coaster: indica un coaster molto molto basilare, non più alto di 10 o 15 metri, lentissimo e che spesso neanche ha un limite di altezza. Oppure questo è soltanto di un metro. Un adulto spesso tira dritto e giustamente neanche lì prova, ma un buon assortimento di junior coaster è fondamentale per le famiglie con bambini piccoli. 

Quali di queste tipologie vi piacciono di più, vorreste provare o semplicemente conoscere in modo più approfondito ? Ditecelo nei commenti.

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