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Il Principe Cerca Figlio: la recensione del sequel con Eddie Murphy

Sequel atteso da molti, raggiungerà il pubblico direttamente in streaming su Amazon Prime Video con le nuove avventure del celebre principe Akeem:Il Principe Cerca Figlio, seguito della pellicola di John Landis, che approda il 5 marzo sulla piattaforma. Dietro la macchina da presa troviamo stavolta Craig Brewer che, se da un lato mantiene gli elementi fondanti e le gag più celebri de Il Principe Cerca Moglie che più ci hanno fatto appassionare alla commedia, dall’altro porta un tocco di modernità alla pellicola: sarà riuscito il regista, tuttavia, a rendere il suo sequel ugualmente valido quanto il precedente capitolo?

Abbiamo visto Il Principe Cerca Figlio, piacevolmente colpiti da alcuni aspetti del film ma anche un po’ perplessi da altri: se volete scoprire come la saga di Akeem ha superato la prova del tempo, non vi resta che leggere la nostra recensione.

Il Principe Cerca Figlio

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Il king ritorna nel Queens

Nella nuova pellicola diretta da Craig Brewer e prodotta da Amazon Studios in collaborazione con Paramount Pictures, vediamo il ritorno del principe Akeem (Eddie Murphy) e del suo fidato servitore Semmi (Arsenio Hall), impegnati in una nuova avventura che li riporterà presto ancora una volta nel Queens, a New York. Akeem vive adesso nella rigogliosa e ricca Zamunda, con la moglie Lisa (Shari Headley) e le loro tre figlie Meeka, Mirembe e Tinashe, regnando come principe; il re Joffy Joffer (James Earl Jones) sta però per lasciarlo, anziano e malato, e perciò Akeem diventerà presto re di Zamunda.

Prima che questo accada, re Joffer fa al figlio una sconcertante rivelazione: Akeem ha un figlio illegittimo, un maschio, che vive nel Queens e potrebbe essere il legittimo erede al trono, come vuole l’antica tradizione zamundana che non prevede l’insediamento di una donna sul trono.

Il Principe Cerca Figlio

Akeem nel frattempo sente il peso di una possibile alleanza con il regno militarizzato di Nexdor, con il suo minaccioso generale Izzi (Wesley Snipes) a insistere per un matrimonio combinato tra i i rispettivi figli, pena un attacco militare ai danni di Zamunda. Akeem vola quindi alla volta di New York insieme a Semmi, trovando al loro arrivo una città del tutto nuova dall’ultima loro visita trent’anni prima, benché alcune cose non siano cambiate per niente (ricordate i tre barbieri litigiosi?). Qui il principe di Zamunda trova il figlio perduto, Lavelle Jones (Jermaine Fowler), rivelandogli di essere l’erede al trono del regno africano: Lavelle segue quindi il padre a Zamunda, insieme alla sua scanzonata famiglia, per poter superare le prove principesche e dimostrare di essere il degno successore di Akeem.

Tra vecchie tradizioni e moderne soluzioni, situazioni comiche e feste spettacolari, relazioni familiari messe alla prova e sentimenti d’amore che non possono essere assoggettati a regole ormai desuete: riuscirà Akeem a mantenere sicura la sua Zamunda e dare al regno l’erede che merita?

Come si cambia

Il film che nel 1988 sbancò al botteghino contro ogni previsione, è oggi un cult. C’è poco da discutere. Il Principe Cerca Moglie (Coming 2 America il titolo originale) di John Landis è uno di quei film che guarderemmo volentieri ogni volta che vengono trasmessi in TV, senza stancarci delle gag scanzonate e dei personaggi talvolta fuori dalle righe che i protagonisti interpretano. Quando però dopo circa trent’anni è stato annunciato il sequel di questa commedia cult, i sentimenti in proposito sono stati contrastanti: dapprima accolto favorevolmente, in seguito abbiamo iniziato a provare il sincero timore che un secondo capitolo non avrebbe portato alcun beneficio a una pellicola già completa così com’è (e non è, in fondo, lo stesso timore che molti fan provano ogni volta che un sequel viene annunciato?).

Il Principe Cerca Figlio

La visione de Il Principe Cerca Figlio di Craig Brewer si è rivelata tuttavia una piacevole sorpresa. John Landis passa così il testimone al regista, il quale lavora sulla sceneggiatura di Kenya Barris, Barry W. Blaustein e David Sheffield, ma la precedente opera non viene irrimediabilmente alterata. Anzi. Il sequel riprende infatti alcune delle colonne portanti della commedia uscita nel 1988 e le fa proprie senza renderle stantie o superate: le gag e i personaggi goliardici sotto i cui volti si nascondono i poliedrici Eddie Murphy e Arsenio Hall; il viaggio (in questo caso di ri-scoperta) che rende evidenti le più bizzarre differenze tra la cultura occidentale e quella africana; l’importanza dei sentimenti profondi e reali in contrapposizione alle relazioni imposte e prive di sincerità.

Ne Il Principe Cerca Figlio ritroviamo così i due storici protagonisti in gran forma e capaci di far ridere ancora con i loro personaggi strampalati, dando il bentornato a un Eddie Murphy di cui si era sentita la mancanza sullo schermo per tanto tempo. Ma anche la tematica portante che tanto aveva reso il primo film speciale: l’amore vero e profondo che si può nutrire per qualcuno a dispetto delle rispettive estrazioni sociali e delle dure e insensate convenzioni. Un amore di cui si fa portatore (e, neanche a dirlo, erede) il figlio di Akeem, Lavelle. È un modo per porre due generazioni a confronto, non solo mostrando come la società è cambiata all’esterno, tra smartphone, Uber e posizioni lavorative sempre più “digitali”. Ma mostrando anche come si muovono i suoi attori sociali al suo interno, attraverso i rapporti interpersonali e le gerarchie.

Il Principe Cerca Figlio

A questo proposito, Il Principe Cerca Figlio guadagna un altro punto a suo favore mettendo in discussione proprio quelle gerarchie che sentono come necessaria la presenza ai vertici di sole figure maschili. I tempi sono cambiati, finalmente è chiaro quanto il ruolo della donna possa essere egualmente forte e autoritario nelle posizioni di potere, e nelle specifiche figure di Lisa e delle figlie troviamo proprio gli elementi di maggiore innovazione. Donne determinate che sanno esattamente cosa vogliono e cosa è più giusto, forti tanto nello spirito quanto nella costituzione fisica, capaci di tenere testa a quegli uomini che vorrebbero imporre la loro autorità dietro l’egida di leggi obsolete che non tengono conto dell’inclusività.

Il Principe Cerca Figlio: una grande festa

Il Principe Cerca Figlio di Brewer non si fa mancare poi cameo a sorpresa, citazioni e easter egg che di certo il pubblico apprezzerà. Il tutto, su scenografie ben curate e costumi innegabilmente ben realizzati che vengono risaltati dai colori vivaci e brillanti della fotografia. Apprezzate in questo senso anche le scene de Il Principe Cerca Moglie che di tanto in tanto vengono inserite a rievocare flashback dal passato, restaurate tanto da non far percepire quasi la differente qualità video tra la pellicola degli anni ’80 e quella attuale e dando una sorta di continuità narrativa utile soprattutto per quelle nuove generazioni che non si erano ancora avvicinate al film di John Landis.

Il Principe Cerca Figlio

Craig Brewer mette inoltre in scena coreografie spettacolari e momenti musicali energici e allegri, tuttavia tali elementi, che dovrebbero giocare enormemente a favore del film, talvolta risultano un po’ come una nota stonata nella messinscena generale della commedia. A volte il film sembra essere infatti una continua e sontuosa festa, una lunga serie di eventi spettacolari che sembrano fatti apposta più per divertire i protagonisti che per coinvolgere il pubblico nell’allegria della commedia. Canti e balli indubbiamente a regola d’arte ma che nel complesso, in definitiva, risultano a volte un po’ caricaturali e gratuiti, abbassando di qualche tacca il livello generale della pellicola.

In linea di massima Il Principe Cerca Figlio fa il suo dovere, senza intaccare in maniera negativa il titolo predecessore, benché forse si poteva fare qualche sforzo in più per raggiungere i pieni voti che Il Principe Cerca Moglie ha ottenuto dal pubblico. Una commedia per famiglie che in ogni caso consigliamo e di cui certamente non vi pentirete.

Da Il Principe Cerca Moglie, il Funko Pop! del principe Akeem da collezionare: lo potrete trovare al seguente link.