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La sonda Osiris-REx rientra alla base con materiale proveniente da un asteroide

Osiris-REx, la sonda NASA impegnata lo scorso anno nella difficile missione di prelevare campioni di roccia e suolo appartenenti al lontano asteroide denominato Bennu, ha acceso lunedì scorso i propulsori per iniziare la manovra che darà il via al suo viaggio di rientro verso la Terra. La sonda, dalle dimensioni simili a quelle di un furgoncino, ha incominciato il suo lungo cammino verso casa, per riportare indietro preziosi campioni provenienti dall’asteroide, che verranno lanciati all’interno di una apposita capsula attraverso l’atmosfera dello Utah nel 2023.

NASA
Osiris-REx

La manovra di partenza della sonda dall’asteroide (Asteroid Departure Maneuver, ADM) non è stata un problema per il team di controllo di Osiris-REx, dando il via al ritorno a terra del primo carico significativo e incontaminato di materiale proveniente da un asteroide nella storia della NASA (potete acquistare il berretto con il logo a questo link). Lo staff, che controlla l’andamento della missione dal centro Lockheed Martin di Littleton, in Colorado, ha confermato l’accensione per sette minuti del propulsore alle 16:00 ET di lunedì, celebrando poco dopo il successo della manovra.

Osiris-REx è stata lanciato dalla Florida nel 2016, e ha viaggiato per oltre 100 milioni di chilometri fino a Bennu, un asteroide dalla forma vagamente assomigliante a quella di una ghianda, che prende il nome da una divinità egizia simboleggiante la creazione del mondo. Gli scienziati sperano che Bennu, un antico residuo dei primi giorni del nostro sistema solare, possa contenere indizi sulle origini della vita sulla Terra.

Lo scorso anno, Osiris-REx è entrata nell’orbita di Bennu, avvicinandosi gradualmente alla superficie della roccia spaziale, per poi estendere un braccio robotico lungo più di tre metri, e dotato di dispositivo di raccolta all’estremità. Con una manovra al cardiopalma, durata solo pochi secondi, la testa di campionamento è atterrata sulla superficie di Bennu, emettendo un getto di gas pressurizzato abbastanza forte da sollevare rocce e detriti, per catturarli poi con un contenitore.

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Bennu

La superficie dell’asteroide si è rivelata sorprendentemente morbida, e la manovra ha fatto così schizzare via più rocce di quanto il team di controllo si aspettasse. Il materiale raccolto, quasi 60 grammi, era così abbondante che ha rischiato di bloccare lo sportello del contenitore di campionamento. Fortunatamente, gli ingegneri da terra sono riusciti a risolvere il problema senza danni, permettendo così di far rimanere Osiris-REx in orbita attorno a Bennu per qualche mese, raccogliendo nel frattempo dati sulla nuvola di detriti che si è alzata e sul cratere che la manovra ha creato.

Adesso però, per Osiris-REx è davvero venuto il momento di tornare a casa, dando inizio così a un viaggio di due anni verso il nostro pianeta con il suo prezioso bottino gelosamente conservato al suo interno.