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Lamù – Beautiful Dreamer, la recensione del film di Mamoru Oshii per la prima volta in blu-ray


Lamù – Beautiful Dreamer
Genere
Animazione
Durata
97 minuti
Formato
blu-ray
Risoluzione
1080p (1920 x 1080)
Anno
2020

Anime Factory propone, per la prima volta assoluta, Lamù – Beautiful Dreamer in blu-ray. Una occasione più che ghiotta per aggiungere alla propria collezione un film cult che, uscito originariamente nel 1984, aprì l’anno mirabile dell’animazione giapponese insieme a altre pellicole come il celebratissimo Nausicaa della Valle del Vento di Hayao Miyazaki per lo Studio Ghibli.

Lamù – Beautiful Dreamer è il secondo film ispirato alla fortuna serie animata. È a tutti gli effetti un cult perché la sceneggiatura, basata sempre su un soggetto originale della sensei Rumiko Takahashi, venne sviluppata da Mamoru Oshii che si sedette per la seconda volta dietro la macchina da presa. Al regista fu concessa una maggiore libertà aspetto che, come vedremo, sarà fondamentale per il riscontro, all’epoca estremamente povero, di pubblico e che lo costrinse ad abbandonare la produzione dei progetti legati al franchise mentre la stessa sensei Takahashi fu costretta a etichettare quasi come spuria la storia del film.

La trama

Le vicende di Lamù – Beautiful Dreamer sono in parte ispirate al 42° episodio della serie animata. Il Liceo Tomobiki e i suoi alunni sono in fermento a causa dell’inaugurazione del festival studentesco che avverrà all’indomani. Tutti sono estremamente indaffarati, tanto è vero che, per completare le scenografie molti di loro, compresi Lamù e Ataru, stanno dormendo nella scuola. Tuttavia i primi ad accorgersi che qualcosa non quadra sono Onsen Mark e la Dottoressa Sakura. C’è qualcosa nel clima e nello scorrere del tempo che non va e infatti si rendono presto conto che non solo che la scuola è l’unico luogo abitato del quartiere ma anche di essere finiti in un vero e proprio loop che li costringe a ripetere sempre lo stesso giorno!

Quando anche gli studenti, Lamù e Ataru compresi, si rendono conto della situazione tutto precipita: la dimensione sospesa in cui stavano vivendo diventa un incubo post-apocalittico in cui la Terra è una landa desolata e a sopravvivere sono soltanto loro.

In questa apocalisse però non si sta così male. A casa di Ataru l’acqua e la corrente arrivano regolarmente, persino il giornale, e l’emporio all’angolo è sempre rifornito. Ataru e i suoi amici mangiano e si divertono in quella che sembra una estate senza fine.

Presto però l’idillio inizia a rompersi. Nel gruppetto infatti iniziano delle misteriose sparizioni: come mai?

I più sospettosi sono la Dottoressa Sakura e Shutaro Mendo che, indagando, capiscono che in azione ci sono forze ben al di là dell’umana comprensione. Si tratta davvero di una dimensione onirica quella in cui stanno tutti vivendo e in cui un genio maligno sta sovvertendo i desideri, espressi o reconditi, di Ataru e Lamù. Per tornare alla normalità sarà chiesto a tutti i sopravvissuti di compiere un viaggio nel sogno anzi nei propri sogni scoprendo che forse la realtà, con le sue imperfezioni, è meglio di qualsiasi idillio.

Lamù – Beautiful Dreamer, un film fuori dai canoni

Lamù – Beautiful Dreamer è un film cult perché sovverte in maniera evidente e quasi brutale i canoni che avevano reso l’anime, basato sulla serie ideata da Rumiko Takahashi, uno dei primi successi commerciali trasversali in Giappone. All’epoca dell’uscita di questo secondo film infatti i personaggi di Lamù erano così popolari da essere utilizzati per qualsiasi tipo di campagna pubblicitaria per prodotti indirizzati agli adolescenti.

Questo successo era dato dalla formula stessa della serie che univa spunti fantascientifici a situazioni da commedia scolastica e sentimentale fino a toccare momenti ecchi e harem. Lamù – Beautiful Dreamer inizia esattamente seguendo questi canoni salvo poi allontanarvisi in maniera netta e straniante. A metà film, il plot infatti diventa complesso abbattendo i punti di riferimento dello spettatore in maniera impietosa e iniziando un lento ed inesorabile avvitamento su sé stesso che viene poi risolto magistralmente con l’uso di un “genio maligno” come deus ex-machina della vicenda il cui ruolo però è pari a quello dei due protagonisti, Lamù e Ataru, e alle loro coscienze.

Fu una scelta azzardata non solo dal punto di vista registico ma anche da quello della sceneggiatura da parte di Mamoru Oshii. Tali scelte, inizialmente, non diedero i frutti sperati, come raccontato poco sopra. Quella del sensei sembra a tratti una narrazione “in prima persona” o meglio dall’interno delle vicende. La scelta di utilizzare lo stratagemma della reiterazione delle giornate prima e della solitudine del gruppetto di amici poi sembra più una scelta meta-testuale, quasi di critica al successo commerciale della serie, che, proprio sulla ripetizione della formula narrativa, aveva costruito la sua fortuna.

Foto generiche

Mamoru Oshii e la sua avanguardia

La scelta narrativa di Mamoru Oshii anticipa alcuni dei temi che saranno poi al centro del suoi lavori successivi, uno su tutti il rapporto fra l’individuo e la realtà. In Lamù – Beautiful Dreamer l’inizio del terzo atto del film coincide con la rivelazione da parte di Ataru prima e Lamù poi di essere coscienti del fatto di trovarsi in una realtà onirica, in un mondo costruito in base ai loro desideri comunque poi distorti. In questo Oshii anticipa per esempio il nucleo centrale del suo capolavoro Ghost in the Shell sposando una delle riflessioni portanti del genere cyber-punk.

Non c’è solo una anticipazione di alcuni temi “maturi” in Lamù – Beautiful Dreamer ma anche un lavoro registico diverso rispetto alla precedente pellicola e ovviamente alla serie anime. Nello specifico Oshii fornisce al lettore indizi sulla natura delle vicende già nelle prime sequenze grazie a un uso decisamente diverso dei movimenti della macchina da presa prima e delle inquadrature poi.

Fintanto che vengono rispettati i canoni della serie, la regia preferisce movimenti orizzontali della macchina ma mano che il plot inizia a dipanarsi i movimenti iniziano ad essere sempre più orizzontali. Aprire quindi il campo visivo dello spettatore per mostrare che vi è qualcosa, anzi qualcos’altro oltre le festose e rumorose apparenze iniziali.

Discorso simile per le inquadrature. Fisse e strette sui protagonisti prima, diventano sempre più distorte in termini di prospettiva e lunghe man mano che si procede fino ad un uso caleidoscopico delle sovrapposizioni quando la realtà onirica si dispiega in tutta la sua drammaticità.

L’edizione Home Video

La qualità audio e video

La resa audio/video del blu-ray di Lamù – Beautiful Dreamer è la migliore ottenibile sia dal punto di vista dell’immagine che del sonoro.

La codifica 1080p HD (16:9 ovvero 1.78:1 a 23.976fps) permette di godere di una immagine nitida e compatta. L’immagine ha un ottimo contrasto e il transfer del negativo originale è di ottima fattura: lo dimostra il fatto che non ci sono sgranature nei colori e i dettagli secondari, compresi gli sfondi, risultano sempre ben a fuoco e ben visibili. La rimasterizzazione del negativo originale permette anche di riscoprire l’ottimo lavoro tecnico fatto all’epoca soprattutto dal punto di vista delle animazioni ora ancora più fluide.

Per quanto riguarda l’audio la nota dolente riguarda la qualità delle tracce che si fermano, sia per l’italiano che per il giapponese, ad un semplice DTS-HD Master Audio 2.0. Tuttavia non tutti i mali vengono per nuocere: il mix è infatti molto ben bilanciato e seppure molto centrato e compatto ha una discrete resa che, ovviamente, non potrà essere avvolgente come un Dolby ma è di fatto ugualmente efficace. Da segnalare come, durante la visione, per tutte le tracce audio (anche quella con commento del regista) non è necessario fare correzione di volume.

Nota a margine riguardante l’audio. La traccia in lingua originale presenta sottotitoli fedeli ai dialoghi, la traccia in italiano invece è quella con doppiaggio effettuato negli anni ’90 per l’uscita in VHS. Si tratta quindi di un doppiaggio “storico” caratterizzato da un pesante adattamento.

I contenuti speciali

Dal punto di vista dei contenuti speciali, l’edizione blu-ray di Lamù – Beautiful Dreamer è decisamente avara. Oltre al trailer originale e a quello italiano infatti l’unico contenuto extra è rappresentato dalla traccia con commento audio del regista Mamoru Oshii, interessantissima se siete fan del sensei, appassionati di animazione o più semplicemente volete avere una testimonianza diretta della lavorazione prima e del riscontro che ebbe il film poi.

Anime Factory confeziona uno slip case in cartoncino con all’interno un amaray standard con copertina che raffigura da un parte la locandina nuda del film e dall’altra il liceo Tomobiki. Non è presente un booklet ma due card da collezione: la prima con i personaggi della serie e la seconda sempre con la locandina nuda del film.

Conclusioni

Lamù – Beautiful Dreamer è davvero un cult sotto molteplici punti di vista. Indipendentemente dall’essere o meno fan di Lamù, se siete amanti dell’animazione più raffinata degli anni ’80 questo film non può mancare nella vostra collezione al netto anche di una edizione ben confezionata e dalla resa audio/video decisamente buona e appagante.

Lamù – Beautiful Dreamer


Lamù - Beautiful Dreamer è un acquisto quasi obbligato non solo per i fan della serie, che qui troveranno comunque un film per certi versi lontano dagli stilemi che hanno reso celebre la serie, ma soprattutto per gli animanti dell'animazione anni '80, periodo decisamente d'oro capace di sfornare capolavori e grandi cult proprio come questa pellicola di Mamoru Oshii. Da segnalare anche la resa audio/video che è sicuramente la migliore attualmente possibile.

Pro

  • un cult imprescindibile se siete amanti dell'animazione anni '80
  • la miglior qualità audio/video attuale possibile

Contro

  • pochi contenuti extra