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Lucca Comics 2019: la nostra intervista a Doug Braithwaite

Durante questo Lucca Comics&Games abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Doug Braithwaite, disegnatore che ha collaborato con alcuni tra i più grandi artisti nell’ambito dei Comics statunitensi, tra cui Alex Ross, Jim Krueger Garth Ennis. Tra le opere più apprezzate a cui ha lavorato possiamo ricordare Universe-X Paradise-X, ma anche Justice The Punisher Kills the Marvel Universe.

Doug Braithwaite intervista

Ospite allo stand di Star Comics, Braithwaite ci ha accolti per rispondere alle nostre domande.

Nel corso della tua carriera hai disegnato personaggi iconici come Hulk, Thor, Batman, The Punisher e molti altri: Qual è quello che hai adorato di più rappresentare e perché?

All’inizio della mia carriera il personaggio che sono stato maggiormente fiero di disegnare è stato Spider-Man, perché l’ho sempre adorato. Ma nel proseguire la mia carriera sono stato molto contento di disegnare altri personaggi classici del mondo del fumetto, come quelli che hai citato, o anche Captain America. Sono sicuramente stato molto fortunato! Sono anche grato ovviamente di aver avuto l’opportunità di disegnare qualcosa di mio, o comunque personaggi più indie.

Certo, magari sarà qualcun altro in futuro a ridisegnare i tuoi personaggi

Mi farebbe piacere. Vedi, nel mondo del business nessuno ha diritto su niente ed è bello vedere nuove leve emergere e magari realizzare la loro versione di personaggi già noti.

Doug Braithwaite intervista

Hai esordito sulla rivista britannica 2000 AD, hai lavorato per Marvel, DC, Dark Horse e ora da anni disegni per Valiant: ti senti più a tuo agio con personaggi molto conosciuti o preferisci sperimentare maggiormente come hai fatto in “Bloodshot” o “X-O Manowar”?

Beh, sì e no. I miei primi lavori professionali erano per Marvel UK e riguardavano prodotti su licenza, come ad esempio Action Force, che è come chiamano nel Regno Unito G.I. Joe, oppure Ghostbusters. Non molto dopo ho iniziato la mia collaborazione con la rivista che hai citato. Lavorare in Marvel o DC è un onore, ma quando mi sono unito a Valiant ho continuato per venticinque anni ed è un’esperienza molto diversa, lì si è più connessi con lo sviluppo della storia e con i team che ci lavorano. All’epoca sentivo di aver fatto tutto quello che potevo con i personaggi Marvel e Dc, così sono entrato in Valiant ed era tutto più nuovo, più fresco. I personaggi di Valiant li adoro perché ci sono anche supereroi ma le storie sono più indie, c’è più libertà.

Com’è stato lavorare su “Incursion” dopo la partecipaione a tanti titoli di Valiant? Ti senti particolarmente legato a questo universo narrativo?

Quando ho accettato di lavorarci non sapevo quanto sarebbe stato grandioso come progetto. Mi avevano solo detto che ci sarebbe stato un nuovo scrittore e me lo hanno proposto. Ho letto lo script e ho adorato com’è stato scritto, mi piace l’interazione tra Tomma e Eternal Warrior, quella connessione è bellissima. Mi sono sentito davvero coinvolto, ho respirato la passione e il senso del dramma.

Doug Braithwaite intervista

Hai collaborato con grandi nomi del fumetto internazionale: da quali di loro senti di aver imparato di più e perchè?

Nella mia prima esperienza professionale ho imparato molto da Al Williamson, grande artista che mi ha insegnato tanto, ma è anche una persona straordinaria dal punto di vista umano. Ho sempre avuto grande connessione con gli editor, ma mi hanno dato molto anche altri artisti poi divenuti amici, colleghi come Brian Bolland e Dave Gibbons.

Che ricordo hai della tua partecipazione al Guinnes dei Primati per la creazione di “Superior”?

Ho un ricordo simpatico, ma alla fine si trattava di arrivare e prendersi il proprio spazio per lasciare posto all’artista successivo, come in una staffetta. Mi hanno dato il mio attestato del record, è stato divertente.

Termina così la nostra chiacchierata con Doug Braithwaite, di cui ricordiamo l’uscita a novembre dell’albo unico Incursion, edito da Star Comics in Italia.