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Magic & Bird, recensione del documentario ora su Sky e NOW

Magic & Bird, il documentario che racconta la rivalità fra Magic Johnson e Larry Bird, è disponibile su Sky e in streaming on demand su NOW.

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Avatar di Domenico Bottalico

a cura di Domenico Bottalico

- @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 05/11/2021 alle 16:00 - Aggiornato il 09/08/2022 alle 11:47
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Disponibile su Sky e in streaming on demand su NOW dallo scorso 24 ottobre, Magic & Bird è il documentario realizzato nel 2010 da HBO (titolo originale Magic & Bird: A Courtship of Rivals) che narra non solo la rivalità fra due icone assolute della pallacanestro mondiale come Magic Johnson e Larry Bird, e di come abbia cambiato il gioco e la percezione di esso, ma anche delle sue ripercussioni fuori dal parquet. Il documentario, firmato da Ezra Edelman, è parzialmente ispirato al libro When the Game Was Ours di Jackie MacMullan.

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Magic & Bird, la classe del '79

Magic & Bird parte dal racconto del primo incontro sul parquet dei giovani Earvin "Magic" Johnson e Larry Bird durante le finali del campionato universitario (NCAA) del 1979 in cui Magic guidava i Michigan State Spartans mentre Larry Bird gli Indiana State Sycamores. Dalla vittoria del primo si dipana, a ritroso, il racconto sulle origini personali e cestistiche dei due che già evidenziano i tratti che li porteranno ad essere due poli opposti dentro e fuori dal campo.

Magic Johnson era un ragazzo solare nato nei sobborghi di Lansing, Michigan, capace sia con la sua indole amichevole che con il suo talento di essere davvero un outsider in un momento storico in cui il superamento delle politiche di segregazione e i nuovi programmi sportivi, scolastici e culturali votati all'integrazione portarono anche a tensioni fra i più giovani. Larry Bird invece era un ragazzo introverso di French Lick, periferia rurale dell'Indiana, dove cresce amando la pallacanestro cimentandosi contro ragazzi di colore più grandi di lui.

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Se il primo finirà per indossare la casacca di una delle università più prestigiose degli Stati Uniti divenendone la stella, il secondo faticherà sentendosi fuori posto e abbandonando il college prima di ritrovare rinnovata stabilità ad Indiana State. Quando poi i due debuttano nel 1980 fra i professionisti, la loro rivalità non solo si riaccenderà ma monopolizzerà la transizione della NBA in epoca moderna dopo la fusione con la ABA che negli anni '70 aveva portato ad un lento declino, in termini di spettatori e appeal commerciale, della lega stessa.

Se Larry Bird firmerà il contratto più remunerativo per una matricola fino a quel momento, vincendo anche il premio di Matricola dell'Anno, Magic di suo porterà i Los Angeles Lakers alla vittoria del titolo nel 1980. L'NBA non solo intuisce di essere all'alba di una nuova era a livello di gioco ma anche di avere per le mani la possibilità per un lucrativo rilancio di immagine che si sarebbe potuto concretizzare con nuovi introiti.

Magic & Bird, facce di una stessa medaglia

Agli anni '80 la NBA sigla un nuovo importante accordo televisivo basato sulla trasmissione back-to-back di una partita dei Lakers ed una dei Celtics, possibile in quando le due squadre giocavano su due coste diverse, che sarebbero poi culminate, come da previsione, nelle spettacolari Finals che avrebbero poi monopolizzato di fatto tutto il decennio. I Celtics vinceranno nel 1981, i Lakers nel 1982. Celtics campioni nel 1984, i Lakers nel 1985 e poi nuovamente nel 1987. Ai successi di squadra si aggiungeranno poi quelli individuali che cementeranno anche le profonde differenze fra due atleti che passeranno velocemente dal sano agonismo ad una accesa rivalità.

Magic Johnson è l'espressione degli anni '80 dentro e fuori dal campo essendo espressione con i suoi Lakers di un gioco spettacolare e rapidissimo (il mitico Showtime) mentre Larry Bird con i suoi Celtics gioca un basket efficace faccio di fondamentali e spirito di sacrificio. Si tratta di due giocatori dotatissimi che vengono innalzati subito ad icone della scuola della pallacanestro nera, edonista ed in taluni casi egoista, da un lato e di quella bianca, meno esplosiva e più cerebrale, dall'altra.

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Il punto di vista alla fine del decennio è però, per assurdo, rovesciato proprio da quella commercialità che si stava "impossessando" della NBA. I due vengono chiamati a girare uno spot insieme e dopo anni di accesa rivalità dentro e fuori dal campo con prestazioni incredibili e dichiarazioni abrasive, si riscoprono uomini ancor prima che atleti. Quella che poteva essere un incredibile seconda parte di carriera per i due diventa improvvisamente il finale di carriera.

A Magic Johnson infatti viene diagnosticato il virus dell'HIV, Larry Bird appresa la notizia annuncia che da anni sta lottando con un pericoloso infortunio alla schiena che rischia di lasciarlo paralizzato e annuncia il ritiro. Siamo nel 1992, l'ultima occasione per i due per giocare insieme è quindi l'Olimpiade di Barcellona con il mitico Dream Team.

Magic & Bird, the game changers

Con i suoi agili 88 minuti circa di durata e con l'interessante punto di vista privilegiato da sempre nella narrazione delle produzioni HBO legate al mondo dello sport, Magic & Bird illustra in maniera approfondita cosa ha significato la rivalità fra Magic Johnson e Larry Bird sul parquet con le sfide al cardiopalma fra Lakers (visitate lo store Amazon) e Celtics (visitate lo store Amazon) ma soprattutto cosa ha significato dal punto di vista sociale e mediatico l'ascesa di questi due giganti della pallacanestro.

La pallacanestro giocata da Magic e Bird è stata una pallacanestro profondamente altruista, espressa, sul campo, con un gioco diverso ma nella sostanza uguale. Non si spiegherebbe altrimenti l'alternanza di successi fra i due in una dicotomia spettacolare per un decennio fortunatissimo per la pallacanestro così vicino eppure ancora lontano dall'avvento di quel messia chiamato Michael Jordan che sintetizzerà idealmente sia le caratteristiche di Magic che Bird, sia dentro che fuori dal campo, come visto nella docuserie The Last Dance, dominando incontrastato.

Il documentario predilige il racconto in prima persona dei due protagonisti che espongono così in maniera franca il loro punto di vista tanto su sé stessi che sull'amico/rivale. La regia è semplice ed asciutta alternando immagini d'epoca con testimonianze che vanno da famigliari e amici passando per giornalisti come Steve Springer e Charlie Pierce fino ad ex-giocatori fra i quali Kevin McHale, Cedric Maxwell, Michael Cooper e soprattutto il mitico coach Pat Riley.

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Due atleti diversi quindi per estrazione sociale e percorso personale e professionale che però con la loro rivalità e popolarità hanno letteralmente risollevato l'NBA in uno dei suoi momenti più bui. Ma non è tutto perché il loro stile di gioco, assolutamente poco ortodosso e totale (Magic era un play di oltre 2 metri capace di giocare in qualsiasi posizione, Bird un ala capace di tirare da 3 punti con naturalezza disarmante ed elargire assist clamorosi) ha contribuito a trasformare la pallacanestro (non più solo un gioco basato su individualismo e/o imponenza fisica ma anche su intelligenza e collaborazione) rendendola spettacolare mutandone così la percezione per il grande pubblico.

Due personalità, due mondi che si scontravano divennero il catalizzatore per etichette e battaglie sociali e campagne mediatiche che inevitabilmente aumentarono anche il grado di "intrattenimento" della pallacanestro di quegli anni, è proprio negli anni '80 che le partite dei Lakers diventano luogo di incontro per i divi di Hollywood per esempio.

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Infine Magic & Bird pur non usando come volano la questione razziale inevitabilmente ne approfondisce i risvolti. Sarebbe impossibile infatti esaminare la rivalità fra Magic e Bird, fra Lakers e Celtics, senza sottolineare come ad un certo punto i due divennero i rispettivi baluardi della cultura afroamericana da un lato e bianca conservatrice dall'altro. Addirittura Bird fu soprannominato "la grande speranza bianca", appellativo che venne immediatamente rigettato dopo un'aspra polemica con uno dei giocatori più problematici di sempre della NBA ovvero Isaiah Thomas, mitico playmaker dei Detroit Pistons.

Pur non entrando in maniera approfondita negli aspetti tecnici dell'avvento sul parquet di Magic Johnson e Larry Bird, Magic & Bird è una visione caldamente consigliata a tutti gli appassionati di pallacanestro ma anche a coloro i quali vogliono capire come e perché alcuni atleti travalicano i confini del campo di gioco divenendo icone e simbolo degli anni e del contesto in cui si muovono.

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