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Nocturne, la recensione in anteprima del thriller su Prime Video

L’ambizione può essere letale e la strada verso la gloria è lastricata di sacrifici cui talvolta è semplice soccombere: questo è ciò che traspare da Nocturne, film che si annovera tra le pellicole del progetto Welcome to the Blumhouse. La collezione in streaming su Amazon Prime Video viene presentata come una serie di film horror, tuttavia la pellicola di Zu Quirke appare più come un thriller psicologico, denso di tensione e dramma.

Abbiamo visto Nocturne in anteprima, la cui data d’uscita ufficiale è il 13 ottobre. Un’interessante panoramica sui sentimenti più oscuri e latenti che possono venire a galla se viene data loro la possibilità di farlo; un film che, tuttavia, avrebbe potuto osare di più. Questa la nostra recensione.

Il dramma corre sui tasti di un pianoforte

Juliet (Sydney Sweeney) e Vivian (Madison Iseman) sono sorelle gemelle, cresciute entrambe a pane e musica, imparando a suonare il piano sin dalla tenera età. Benché siano legate dalla comune passione per la pratica musicale, il loro rapporto inizia a presentare delle crepe durante la loro permanenza presso la rinomata accademia d’arti Lindbergh.

Qui Moira, una giovane e brillante studentessa, si è recentemente tolta la vita gettandosi da uno dei balconi della scuola, lasciando vacante il posto da solista per il concerto più importante dell’istituto che potrebbe garantire una carriera agli artisti più talentuosi.

Nocturne

Il legame tra Juliet e Vivian si incrinerà sempre più anche a causa del concorso indetto per conquistare il ruolo da solista al concerto. Juliet inizierà infatti a maturare una crescente invidia per la sorella. Le sue doti musicali sono eccelse e ineccepibili, la sua vita non è segnata dall’ansia costante che la costringe ad assumere psicofarmaci ed è felicemente fidanzata con uno dei ragazzi più carini dell’accademia.

La timida Juliet avrà tuttavia la possibilità di conquistare l’agognata gloria, superando in ogni ambito la sorella, quando troverà il quaderno della defunta Moira, il quale sembra contenere il segreto per il successo. O forse no?

Benvenuti alla dimora Blumhouse

Nocturne fa parte del progetto prodotto da Jason Blum che, insieme ad Amazon Studios, porta sullo schermo quattro film dai toni inquietanti e dalle ambizioni orrorifiche: oltre alla pellicola diretta da Zu Quirke al suo debutto, troviamo Black Box, Evil Eye e The Lie, approdati (o in procinto di farlo) su Amazon Prime Video a ottobre. Accanto a Sydney Sweeney e Madison Iseman, troviamo nel cast Jacques Colimon, Brandon Keener, Ivan Shaw e John Rothman.

Nocturne

La casa produttrice celebre per i suoi film prevalentemente horror (qualcuno la ricorderà però anche per i Premi Oscar Whiplash e Scappa – Get Out) propone così quattro titoli le cui aspettative sono rivolte verso alti tassi di terrore e un paio di jump scare.

Non dimentichiamo che da Blumhouse sono giunti fino a noi produzioni quali Paranormal Activity, Insidious e Ouija, pertanto è plausibile aspettarsi anche dai film di Welcome to the Blumhouse qualcosa che possa quantomeno garantire una serata d’orrore. Tuttavia, le pellicole proposte sembrano spostarsi più su derive thriller, che specificamente horror, e ne abbiamo avuto una prova con Nocturne, che nel poster del progetto rappresenta la soffitta di questa inquietante dimora.

D’altra parte, la stessa Blumhouse ha affermato che:

ogni film presenta una visione distintiva e una prospettiva unica su temi comuni incentrati sulla famiglia e l’amore come forze redentrici o distruttive.

Nocturne

Così, chi si aspettava un film prettamente horror, probabilmente resterà deluso dalla visione di Nocturne, che d’altro canto si presenta come un interessante thriller psicologico. E nonostante alcune piccole imperfezioni, sa tenere alta la tensione in un crescendo d’ansia e inquietudine.

Nocturne, il male che si annida tra le note

La pellicola di Zu Quirke, giovane regista britannica che fino ad ora si era dedicata alla realizzazione di corti, mostra senza dubbio nella maniera più spietata e angosciante quei sentimenti che si annidano nell’animo umano e talvolta lo corrodono dall’interno, erodendolo fino a manifestarsi nei modi più sconcertanti.

Nocturne

Protagonisti di Nocturne sono l’ambizione, il desiderio di emergere ad ogni costo, anche pagando un prezzo di sangue. L’invidia e la gelosia, covate in silenzio, ma proprio per questo maggiormente pericolose. L’odio, rivolto a chi crediamo ci abbia privato dei nostri sogni e che in ultima analisi è in fondo un odio per se stessi, che si ripercuote sugli altri. A interpretare questo spettro di emozioni che fanno dell’inquietudine la loro colonna portante, troviamo Sydney Sweeney (tra i protagonisti della serie TV Euphoria). La giovane attrice riesce infatti a tener testa al suo complesso personaggio e regala una recitazione che pone lo spettatore su un’altalena che va dall’empatia all’insofferenza.

L’accoppiata con Madison Iseman si rivela vincente, dal momento che l’attrice di Annabelle 3 si pone come contrapposizione perfetta per la protagonista: due gemelle diverse non solo nell’aspetto, ma anche nei loro atteggiamenti verso la vita. E tuttavia il personaggio di Juliet non potrebbe esistere senza quello di Vivian, che rappresenta la sua nemesi.

Nocturne garantisce un’ora e trenta minuti di suspense, anche per alcune scelte stilistiche che concorrono a mantenere un forte stato di tensione. Gli ambienti della Lindbergh, dove si svolge prevalentemente l’azione, sono sale per l’esercizio della musica e lunghi corridoi da dove musicisti illustri guardano silenziosi i drammi dei protagonisti; quello che si viene a creare è un senso di claustrofobia, di spazi che si chiudono su Juliet e sulle sue ansie, imprigionando con essa chi le sta accanto. I momenti di epifania dati dal gioco di luci che richiamano le irradiazioni solari (il sole è un simbolo parecchio ricorrente in Nocturne) sembrano ampliare tali spazi, dare l’illusione di un’apertura, tuttavia la luce che illumina Juliet è innaturale: è probabilmente un inganno, una falsa rivelazione sulla strada verso la follia.

Un film che fa della musica uno dei suoi temi preponderanti non può poi che giocare moltissimo sulla colonna sonora: le note del pianoforte e del violino diventano le protagoniste di questa pellicola, racchiudendo ora angoscia e dolore, ora rancore e desiderio di rivalsa. A Il Trillo del Diavolo di Giuseppe Tartini (citato più volte in Nocturne) e al Concerto per Pianoforte n. 2 di Saint-Saëns, si contrappongono tuttavia dei momenti più elettronici, a sottolineare soprattutto la rabbia della protagonista o a precedere i tagli improvvisi tra una scena e l’altra. Il dramma è causato dalla stessa musica, poiché l’accademia è un luogo spietato, dove chi è più forte, ambizioso e votato al costante miglioramento sopravvive sugli altri.

Il risultato finale è un concentrato di tensione e angoscia e, sotto questo punto di vista, Nocturne si dimostra all’altezza delle aspettative. Tuttavia, vi sono alcuni punti di perplessità.

Un horror che non è horror

Benché il progetto Welcome to the Blumhouse sia stato presentato come un contenitore di pellicole horror, come accennato Nocturne non può essere annoverato in maniera completa in questa categoria. Nel film vengono messi in scena diversi momenti che hanno del soprannaturale, grazie soprattutto alla figura di Moira e al suo quaderno con le sue inquietanti incisioni, il quale sembra essere la fonte primaria del male che consuma Juliet. La sensazione però è che si sarebbe potuto osare di più. Giocare sull’inquietudine dei personaggi per costruire scenari di terrore più agghiaccianti o sfruttare quelle occasioni di jump scare che invece sono state interrotte, con un’ansia crescente che non culmina mai davvero.

Nocturne

Nocturne non sfrutta a pieno il proprio potenziale. Questo è evidente anche in diversi momenti della sceneggiatura che risultano un po’ prevedibili prima ancora che essi accadano. Il grande colpo di scena finale perdona di certo la scontatezza di alcune scene, tuttavia non vi sono delle svolte davvero improvvise e sensazionali.

Nocturne

La pellicola di Zu Quirke, comunque, è meritevole di essere vista fino in fondo. Una dissezione dell’animo umano e delle sue zone d’ombra davvero interessante e ansiogena, che ci mostra come talvolta possiamo essere consumati dal nostro buio interiore.

Una serie di 10 film targati Blumhouse, in questo box set da collezione: lo trovate cliccando qui.