Cinema e Serie TV

Quelli che mi Vogliono Morto, caccia all’uomo con Angelina Jolie, la recensione

È disponibile dal 3 giugno in esclusiva digitale, per l’acquisto e il noleggio premium su Apple Tv, Amazon Prime Video, Youtube, Google Play, TIMVISION, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV e per il noleggio premium su Sky Primafila e Mediaset Play Infinity, Quelli che mi Vogliono Morto. Si tratta del nuovo film diretto dal candidato al premio Oscar Taylor Sheridan (Hell or High Water, I segreti di Wind River) con protagonista Angelina Jolie. Sarà riuscito il regista/sceneggiatore a bissare il successo dei suoi precedenti film vere e proprie piccole perle del genere neo-noir e neo-western?

Per iscrivervi al servizio di streaming Amazon Prime Video, sfruttando anche i 30 giorni di prova, potete utilizzare questo link.

Caccia all’uomo sullo sfondo di una natura implacabile

Hannah Farber (Angelina Jolie) è una veterana pompiere paracadutista che soffre di una evidente crisi di stress post-traumatico dopo che, durante l’ultima missione di salvataggio, ha visto morire 3 ragazzini in un devastante incendio nei boschi di Park County, Montana. Dall’altra parte del paese, in Florida, Owen Casserly, un revisore contabile forense, apprende dal notiziario che il suo capo è morto nell’esplosione della sua abitazione causata, apparentemente, da una fuga di gas. Casserly capisce subito che è stato un atto doloso e in fretta e furia parte con il figlio Connor, direzione Park County.

Quelli che mi Vogliono Morto recensione

Effettivamente sulle tracce di Casserly ci sono due professionisti, i fratelli Jack and Patrick Blackwell (Aidan Gillen – Il Trono di Spade e Nicholas Hoult – X-Men), decisamente pieni di risorse ed estremamente motivati, che si mettono subito sulle tracce dei due fuggiaschi. Casserly, comprendendo che la sua fine è vicina, scrive su un foglio tutte le informazioni vitali sul caso che, secondo la sua opinione, ha portato a questa scia di morte e la affida al figlio con la promessa di rivelare tutto solo ed esclusivamente alla stampa qualora la situazione fosse volta al peggio.

I due effettivamente riescono ad arrivare in Montana ma ad attenderli ci sono già i Blackwell che, in maniera brutale, chiudono l’incarico. Tuttavia la loro famosa efficienza non ha tenuto conto della previdenza dell’uomo che poco prima di morire riesce a far fuggire il figlio. Richiamati all’ordine dal loro misterioso capo (Tyler Perry) i due si mettono sulle tracce del giovane Connor.

Quelli che mi Vogliono Morto recensione

Ma perché Connor e suo padre hanno attraverso il paese cercando rifugio in Montana? Più semplicemente per raggiungere Ethan Sawyer (Jon Bernthal – The Punisher, The Walking Dead) vice-sceriffo della contea nonché zio del ragazzo. I Blackwell devono assolutamente portare a termine l’incarico e non esitano ad utilizzare qualsiasi mezzo a disposizione, compreso appiccare un incendio doloso, mentre Connor in fuga nei boschi incontra proprio Hannah di stanza in una torretta isolata.

Con il fronte del fuoco sempre più minaccioso, Hannah e Connor inizia ad incamminarsi verso il centro abitato più vicino. Il ragazzo è spaventato a morte, la donna inizialmente non sa bene come rapportarvisi. Quando Connor finalmente spiega la situazione ad Hannah però sembra essere già troppo tardi: i due devono fare marcia indietro e rifugiarsi nuovamente alla torretta e chiamare i soccorsi.

Quelli che mi Vogliono Morto recensione

Intanto Ethan viene raggiunto dai Blackwell che hanno già aggredito suo moglie Allison costringendolo quindi a fare da guida nei boschi e seguire le tracce di Connor. La torretta diviene quindi il centro del confronto finale mentre il fuoco minaccia tutti indistintamente.

Quando la sintesi non aiuta

Quelli che mi Vogliono Morto è l’adattamento dell’omonimo romanzo di Michael Koryta (che ha curato la sceneggiatura del film, potete acquistare il romanzo edito in Italia da Piemme direttamente su Amazon) le cui premesse sembrano aderire perfettamente allo stile registico e narrativo di Taylor Sheridan. Il regista/sceneggiatore si è infatti guadagnato negli ultimi anni, a ragion veduta, il ruolo di portabandiera della rinascita del genere crime/noir/western in una veste nuova e moderna sullo sfondo di una America spesso dimenticata e soprattutto lontana dai facili eccessi delle grandi metropoli, che siano le classiche New York o Los Angeles, ma anche Chicago o Boston.

E infatti Quelli che mi Vogliono Morto trova, in questo senso, subito terreno solido. La vicenda si sposta immediatamente dalla assoluta Florida al boscoso e remoto Montana dove il regista può da un lato orchestrare una caccia all’uomo (o per meglio dire al ragazzo) secondo gli stilemi più classici del genere e dall’altro riprendere a suo vantaggio e a vantaggio della narrazione quell’elemento naturale così preponderante nel suo stile.

La sceneggiatura, e il romanzo su cui è basata, non vuole e di fatto non si discosta da quelli che sono gli stilemi del genere di riferimento e Sheridan non deve far altro che giocare con la tensione propria del crime/noir, aggiungendovi il proprio tocco oltre a cesellare personaggi archetipici declinati con un occhio di riguardo proprio all’ambientazione “rurale” e meno urbana che invece è preponderante quando si pensa al genere appena menzionato.

È una operazione che il Taylor Sheridan ha già compiuto con successo nei già citati Hell or High Water e I segreti di Wind River ma anche nella splendida Yellowstone, serie TV con Kevin Costner guarda caso ambientata proprio in Montana, ma anche in maniera indiretta in Sicario o più recentemente in Senza Rimorso. Peccato che l’approccio qui funzioni solo parzialmente a causa forse di una eccessiva tendenza alla sintesi che va ad inficiare più che i personaggi proprio il plot che non trova il giusto appagamento in un finale buono ma eccessivamente “aperto” che potrebbe spiazzare più di uno spettatore.

Dal punto di vista degli stilemi del genere, il regista crea una linea tensiva atta a mettere progressivamente i protagonisti sempre più con le spalle al muro (grazie anche all’espediente del killbox) mentre l’elemento naturale si sostituisce in maniera altrettanto progressiva nel ruolo di antagonista o meglio di elemento equalizzatore che riporta la narrazione all’interno dell’assunto secondo il quale “il crimine non paga”. È uno standoff brutale quello finale del film che però non riesce a raggiungere i livelli delle precedenti pellicole del regista privato un po’ della raffinatezza visiva de I segreti di Wind River o della profondità dei personaggi di Hell or High Water.

Quelli che mi Vogliono Morto recensione

In questo senso Quelli che mi Vogliono Morto svuota, sintetizza, abbozza senza approfondire troppo nessun aspetto (anche quelli tecnici che in più di una occasione hanno aiutato il regista in passato) configurandosi come una pellicola godibile, a fronte di 100 minuti di durata, ma sicuramente un gradino sotto i suoi precedenti lavori.

Quelli che mi Vogliono Morto, un thriller anni ’90

Taylor Sheridan mette insieme per Quelli che mi Vogliono Morto una squadra collaudata composta dal direttore della fotografia Ben Richardson (I segreti di Wind River), lo scenografo Neil Spisak, la costumista Kari Perkins, il montatore Chad Galster (Yellowstone) e il compositore Brian Tyler. Tutti però sembrano lavorare al minimo. Soprattutto la fotografia non è efficace come in altre pellicole e lo stesso Sheridan, sia a livello di inquadrature che di movimento di camera, opta per soluzioni più pratiche efficaci ma lontane ad esempio dai suoi tipici campi lunghi e dall’orizzontalità che ne contraddistingue lo stile.

Lo svolgimento asciutto poi riporta alla mente più il filone thriller così come ampiamente sfruttato negli anni ’90 che il neo-noir/neo-western. Una scelta che ovviamente disattende un po’ le aspettative, soprattutto quelle dei fan di Sheridan, anche alla luce dell’ottimo cast messo insieme per la pellicola.

Quelli che mi Vogliono Morto recensione

Jon Bernthal è sempre abrasivo e carico come un molla pronta a scattare (forse è sua la scena migliore del film), Aidan Gillen e Nicholas Hoult formano una strana coppia che si completa a vicenda e ricorda certi personaggi un po’ tarantiniani un po’ a-là David Fincher. Molto buone le prove del giovane Finn Little nei panni di Connor e di Medina Senghore che interpreta la coriacea moglie di Ethan, Allison. Un po’ troppo contrita e a tratti eccessivamente carica di dramma la prova della protagonista Angelina Jolie. L’attrice non è di certo nuova a ruoli di questo tipo ma ha optato per un approccio più diretto, facile per certi versi, senza scavare di fatto nella psicologia del suo personaggio che affiora solo nella parte finale del film. Peccato perché le potenzialità erano davvero tante per offrire una protagonista sui generis così come quelli che solitamente offrono i film di Taylor Sheridan.

Se siete alla ricerca di un thriller tutto sommato lontano dagli standard del genere e non eccessivamente impegnativo, anche e soprattutto in termini di minutaggio, Quelli che mi Vogliono Morto è un’ottima scelta per una serata cinema casalinga in una di queste sere di inizio estate.