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Speciale Blacksad: anatomia di un noir con gli animali

Blacksad è una serie di fumetti noir con animali antropomorfi ideata dal duo di autori spagnoli Juan Díaz Canales (testi) e Juanjo Guarnido (disegni) e che prende il nome dal cognome del protagonista, il gatto investigatore privato John Blacksad. Blacksad si compone di cinque volumi di cui il primo ha visto la luce nel 2000 per l’editore francese Dargaud.
L’opera ha accumulato negli anni diversi ed importanti premi del mondo del fumetto, tra cui due premi al Festival d’Angoulême, premio del pubblico nel 2004 e miglior serie nel 2006, e un Eisner Award come miglior fumetto straniero nel 2013.

Speciale Blacksad

Blacksad in Italia è edito Rizzoli Lizard, che ha pubblicato una prima edizione dei singoli volumi, un volume dedicato agli storyboard (Blacksad – I restroscena dell’inchiesta…) e nel 2018 ha realizzato il volume omnibus Blacksad. Integrale. (link Amazon), che raccoglie tutte  le avventure del gatto investigatore.

Le foto che vedrete in questo articolo sono tratte dai singoli volumi pubblicati da Rizzoli Lizard tra il 2002 e il 2014.

Breve introduzione al genere noir

Il Noir è una derivazione del genere poliziesco, le cui origini possono essere ritrovate attorno agli fine degli anni ‘20 del secolo scorso: in particolare Blacksad come storie di genere hardboiled, un sottogenere del noir legato alla letteratura e cinematografia statunitense.

Speciale Blacksad

Il noir prevede la figura di un protagonista solitario, spesso un investigatore privato, dall’animo tormentato e la cui visione del mondo è alquanti cinica e pragmatica. Quest’attitudine è una conseguenza diretta della società che lo circonda: il contesto in cui un noir è ambientato, che si tratti di una metropoli o di una piccola città, sarà sempre decadente, corrotto e individualista. A recitare una parte importante troveremo sempre (o quasi) la cosiddetta Femme Fatale, un archetipo femminile spietato e pericoloso, contraddistinto da una spiccata connotazione sensuale.

Le atmosfere del genere noir sono ricche di tensione psicologica: il protagonista spesso è una persona dalla dubbia morale e che è in grado di agire utilizzando modi e mezzi ai margini della legalità atti a raggiungere il proprio obiettivo. In ultimo questa atmosfera cupa e disillusa porterà sempre ad una risoluzione finale in cui il lieto fine non trova mai spazio.

Esempi di film noir famosi: Il terzo uomo, Il grande sonno, Il mistero del falco, Chinatown, Notorius, Rififi, Drive.

Elementi distintivi di Blacksad

Visivamente Blacksad utilizza due espedienti a supporto della sua narrazione: il colore e gli animali antropomorfi.
Il colore, con cui ci si imbatte fin da subito con l’illustrazione di copertina indicherà il tono e l’atmosfera del racconto che ci appresteremo a leggere accompagnandoci come una presenza costante nelle tavole della storia, che presenteranno una predominanza del colore in questione.

Speciale Blacksad

Blacksad è un fumetto disegnato con uno stile disneyano, in parte dovuto al background artistico artistico di Guarnido che ha effettivamente lavorato per Disney. Questo elemento potrebbe in un primo momento essere fonte di un giudizio affrettato, bollando l’opera di Díaz Canales e Guarnido come infantile, tuttavia fin dalla primissima tavola del primo volume questo giudizio si rivelerà quanto mai sbagliato.

L’animale antropomorfo, rappresentato nelle sue svariate forme, è utilizzato come simulacro di archetipi e stereotipi in grado di donare una sfaccettatura unica ai vari personaggi, facendo leva sull’umanizzazione delle qualità bestiali. In tal senso nel corso della storia, per esempio, vedremo Blacksad scherzare con la diffusa credenza che i gatti abbiano nove vite, oppure troveremo ironico il fatto che una mangusta che irrompe per sbaglio in una bettola di rettili stia per passare un brutto quarto d’ora.

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La scelta di accostare un certo tipo di animale ad un personaggio non è però mai casuale, le motivazioni di tale scelta possono variare dalla ovvia predisposizione di una specie verso un determinato compito, ad esempio i poliziotti sono quasi tutti cani, a associazioni più sottili e in un certo senso allegoriche o satiriche, come nel caso di un politico ispirato al senatore Joseph McCarthy raffigurato come un gallo.

Questi due elementi sostengono ed esaltano la narrazione, arricchendo di volta in volta delle perfette esecuzioni di storie noir.

Animali antropomorfi: evoluzione di un genere

Le qualità degli animali si prestano perfettamente al servizio del racconto e l’immagine dell’animale umanizzato ha una potenza evocativa tale che l’uomo se ne è sempre servito per dare enfasi ai suoi racconti. Un tempo figure mitologiche come il minotauro, le favole di Esopo o i racconti di Renart la Volpe, nell’epoca moderna l’animale antropomorfo è stato oggetto di un’evoluzione che ne ha mutato l’immaginario collettivo rendendo questi personaggi più umani nei comportamenti. I personaggi parlano, si vestono e hanno abitudini umane, mantenendo l’aspetto animale e solo in parte i manierismi bestiali.

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Ad essere responsabile di questo cambio di paradigma è il genere dei Funny Animals, letteralmente gli animali buffi/divertenti, che ha iniziato a diffondersi a partire dal 1800 nei racconti illustrati, nelle strisce a fumetti e poi nei cartoni animati. Il tono delle storie con gli animali antropomorfi è sempre stato leggero, spesso accostato alla commedia o alle favole e su questi personaggi sono stati eretti imperi dell’entertainment come Disney, Warner Bros. e Hanna-Barbera, che hanno relegato questo genere di storie ad un pubblico di bambini e famiglie.

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A sovvertire questo equilibrio fatto da simpatici e innocenti animali, ci pensò Robert Crumb con il suo Fritz il Gatto, fumetto underground da cui in seguito venne sviluppato un film animato diretto da Ralph Bakshi. Pregno di violenza, sesso ed uso di droghe Fritz il Gatto porta la narrazione di questo genere su binari decisamente più adulti.

John Blacksad: investigatore privato

L’eroe di queste storie non poteva che essere un investigatore privato solitario. John Blacksad è un gatto nero. Come ogni buon investigatore privato che si rispetti Blacksad è caratterizzato da un look che pesca direttamente dal guardaroba di Humphrey Bogart. Non importa se il nostro si trovi nelle strade di New York o nell’assolato Texas, l’iconico trench impermeabile sarà sempre un elemento per lui imprescindibile. Questo suo aspetto così caratteristico è un chiaro omaggio a Raymond Chandler e al detective Philip Marlowe, personaggio iconico di questo genere.

Speciale Blacksad

Blacksad è un gatto, una scelta che enfatizza il concetto di personalità solitaria: è una persona estremamente motivata che farebbe di tutto per arrivare in fondo ad un caso, sapendo benissimo che alle volte per ottenere delle risposte occorre sporcarsi le mani. Blacksad è in tutto e per tutto un antieroe cinico e disilluso, ma nonostante non si definisca un paladino dei deboli e degli oppressi in fondo al suo animo vi è una vena idealista che gli fa disprezzare con tutto se stesso l’arroganza dei potenti e il loro sentirsi al di sopra di ogni cosa.

La parabola del gatto nero

I volumi di Blacksad ripercorrono cinque avventure caratterizzate da temi ed atmosfere molto diverse tra loro. Le cinque storie sono legate blandamente da una trama verticale ed è possibile leggerle indipendentemente l’una dall’altra, tuttavia per essere apprezzate appieno è necessario leggerle nell’ordine corretto. La natura episodioca di questa serie, racchiusa nei cinque volumi usciti a distanza di diversi anni l’uno dall’altro rende Blacksad un prodotto curato fin nel minimo dettaglio, evitando così la trappola della ripetizione che di solito comporta la serializzazione rendendo questa serie qualcosa di davvero speciale.

Speciale Blacksad

Di seguito, analizzeremo nel dettaglio i temi delle cinque avventure, evitando il più possibile gli spoiler per coloro che non hanno mai letto queste storie. Blacksad è ambientato negli Stati Uniti durante gli anni ‘50 e l’atmosfera di quegli anni si riflette in uno spettro di sensazioni ed emozioni, affrontando diverse questioni etiche e di giustizia sociale che hanno caratterizzato il decennio così profondamente da echeggiare in maniera sinistra ancora oggi.
Il mondo si è appena lasciato alle spalle la seconda guerra mondiale e per le persone vi è il desiderio di vivere vite normali e dignitose all’inseguimento di sogni e aspirazioni che, di volta in volta, saranno disattese da eventi che proietteranno un’ombra sinistra sulle vite dei protagonisti.

1 – Blacksad: Da qualche parte fra le ombre

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La prima storia di Blacksad vede il nostro protagonista impegnato in un’indagine per scoprire chi si nasconde dietro la misteriosa morte di Natalia, sua ex fiamma. Questa storia è quella tra le cinque ad essere più fortemente connotata da tutti i topoi e dagli stilemi del genere noir e come ogni noir che si rispetti l’elemento più caratteristico di questa storia è rappresentato dai monologhi interiori di Blacksad. La sua prospettiva cinica e pulp colpisce il lettore dritto al cuore trasportandolo come una presenza spettrale al fianco del detective solitario.

Il colore utilizzato per identificare questa storia non può che essere che il nero, vero protagonista dell’illustrazione di copertina. All’interno le tavole del fumetto sono colorate con una palette di colori che vira, quando possibile, verso toni privi di saturazione, come a voler ricordare le sfumature di grigio delle vecchie pellicole di questo genere. Il contrasto con il nero è dato anche dall’ambientazione urbana, una giungla di cemento dove le varie specie animali convivono, le cui strade possono rivelarsi feroci e selvagge.

Grazie a questa storia l’immaginario collettivo legato a questo universo popolato da animali antropomorfi ci illustra le sue regole e ci mostra la sua versione di New York City.

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2 – Arctic Nation

Speciale Blacksad

Il secondo volume di Blacksad parla di suprematismo bianco e lo fa senza peli sulla lingua e senza mezzi termini.
La prima tavola del fumetto si apre sulla scena di un avvenuto linciaggio. Non ci troviamo più a New York, ma nel sobborgo The Line e apprendiamo così che in questa cittadina le tensioni razziali sono un problema più che tangibile.

In Arctic Nation, il nome del gruppo di fanatici razzisti, lo scontro tra il gruppo di suprematisti bianchi e gli altri animali è rappresentato dal colore del manto. Gli appartenenti ad Arctic Nation sono tutti animali dal pelo bianco la cui retorica è tristemente ispirata alle azioni del KKK e degli altri gruppi di estrema destra. Blacksad si ritroverà ad indagare la misteriosa scomparsa di una bambina di colore e le sue indagini smuoveranno il torbido all’interno della comunità bianca di The Line.

Il secondo volume utilizza il bianco come colore chiave utilizzato come metafora del conflitto razziale e introduce il personaggio di Weekly, una donnola reporter che avrà il ruolo di spalla al nostro protagonista nonché personaggio ricorrente nei volumi successivi. La personalità ironica e ciarliera del reporter si contrappone a quella spigolosa del gatto detective, che in un primo momento sarà riluttante nei suoi confronti. Arctic Nation è forse il più cupo delle cinque storie, poiché mai come in questo periodo lo spettro dei movimenti estremisti è quanto mai attuale.

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3 – Anima Rossa

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La terza storia di Blacksad affronta lo spettro del comunismo e la paura della bomba atomica. Il colore chiave è il rosso e la sua rappresentazione avrà un significato che abbraccerà per intero lo spettro emotivo partendo dal sentimento della paura, della rabbia fino a quello della passione.

Anima Rossa porterà sulle tavole di questo fumetto la Paura Rossa e la caccia alle streghe. Si tratta di un momento storico in cui le forze politiche hanno perseguitato intellettuali e personalità di spicco del mondo dello spettacolo per via delle loro idee e della vicinanza al partito comunista. Anima Rossa è pervaso da un clima opprimente che sarà utilizzato dal Senatore Gallo per alimentare nel cuore delle persone la paura di un conflitto atomico.

Blacksad si ritroverà al centro di un gioco politico pericoloso, dove alcune sue convinzioni saranno messe in discussione, costringendolo a fare scelte dolorose che porteranno ad un finale amaro.

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4 – L’inferno, il silenzio

Speciale Blacksad

La quarta avventura di Blacksad è ambientata a New Orleans, questa volta Blacksad sarà assoldato dal produttore discografico Faust LaChapelle affinché ritrovi Sebastian Fletcher, il suo artista di punta chiamato anche Little Hand.

Fletcher è un noto tossicodipendente e il suo produttore teme che questa sua dipendenza possa essergli fatale. Nel frattempo New Orleans viene sconvolta da una serie di morti misteriose che sono legate direttamente a Little Hand.
In questo volume vi è un forte contrasto tra i colori vivaci e brillanti, che richiamano l’energia di New Orleans pervasa da vita e musica, tuttavia non appena queste luci si spengono, negli angoli più reconditi la città mostra il suo volto più oscuro e crudele.

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5 – Amarillo

Speciale Blacksad

Il quinto volume di Blacksad è un’avventura on the road e si svolge immediatamente dopo gli eventi narrati in L’inferno, il silenzio.

Blacksad decide di volersi lasciare alle spalle per un po’ la tensione accumulata in seguito agli ultimi casi, decide così di non fare ritorno subito a New York e concedersi una meritata vacanza. Per un caso fortuito il nostro viene assoldato da un signore texano che gli chiede di guidare la Cadillac gialla fino a Tulsa in Oklahoma, mentre lui viaggerà in aereo. Quello che sembrava un incarico semplice si rivelerà però l’inizio di una caccia all’uomo quando due scrittori beatnik, Abe e Chad, ruberanno la Cadillac gialla.

Il giallo del titolo e dell’automobile è il colore distintivo di questo volume, che nelle sue tavole ritrae ampi spazi, dove una terra gialla sembra voler toccare il cielo. Nelle pagine di Amarillo è possibile cogliere un richiamo alle atmosfere di Kerouac e alla Beat Generation, con le avvisaglie di quel movimento culturale che avrebbe poi portato a grandi contestazioni giovanili negli anni a venire, rappresentando la fine di un’epoca.

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Una storia raccontata attraverso la musica

Blacksad è in grado di immergere il lettore in un vero racconto noir anche grazie alla presenza della musica. La musica in quest’opera è utilizzata in modo diegetico (ovvero si tratta di musica effettivamente presente nella scena, trasmessa dalla radio o suonata da una band dal vivo) come strumento narrativo dando enfasi alla scena in cui viene inserita.

Speciale Blacksad

I brani inseriti in Blacksad pescano dal repertorio jazz dell’epoca, come That Old Black Magic di Ella Fitzgerald, Summertime di Billy Holliday o (Get Your Kicks On) Route 66 di Bobby Troup e hanno la funzione di connettere il lettore con la dimensione più intima dei personaggi: le parole alludono, sottolineano l’ironia di una particolare scena o lasciano presagire ciò che sarà.

Blacksad in altri media

Se leggere le avventure di questo gatto investigatore non vi basta e volete vivere in prima persona l’esperienza di immergervi in una storia noir, potrete farlo grazie al videogioco Blacksad: Under The Skin, di cui potete leggere la recensione scritta dalla Game Division.

Speciale Blacksad

Blacksad: Under The Skin è un’avventura grafica uscito nel 2019 per tutte le piattaforme di gioco e si tratta di una storia originale sviluppata da Pendulo Studios che espanderà l’universo narrativo di Blacksad con una nuova storia originale.

Se invece i videogiochi non fanno per voi, nel 2015 ha invece visto la luce il gioco di ruolo di Blacksad. Il gioco è stato localizzato in Italia nel 2019 da Raven Distribution. Blacksad – Il Gioco di Ruolo Ufficiale darà la possibilità ai giocatori di inventare avventure con personaggi originali, oppure vestire i panni di Blacksad, Weekly e gli altri personaggi della serie. Nel gioco di ruolo potrete decidere di narrare al vostro gruppo le cinque avventure (a patto che non le abbiano già lette), oppure potrete metterli alla prova ideando voi la vostra storia noir.

Conclusione

Non abbiamo timore di dire che Blacksad è uno dei capolavori del fumetto degli ultimi 20 anni. Si tratta di una gemma rara, in grado di mescolare diversi elementi completamente alieni come il genere noir e gli animali antropomorfi, dando vita a un risultato esplosivo. Blacksad è una serie che si presta a molti livelli di lettura, dove ogni elemento dell’equazione non è mai lasciato al caso ed ogni singolo dettaglio è orchestrato con matematica precisione.

Se volete approfondire la vostra conoscenza del cinema noir potete leggere Il Mereghetti. 100 capolavori del noir americano in vendita su Amazon a questo link.