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Star Trek Lower Decks: recensione della serie animata trekkie

I fan di Star Trek rimasti orfani di avventure che li portino dove nessuno è mai giunto prima dopo la conclusione della terza stagione di Discovery, possono cercare altre storie nella nuova serie trekkie presente dal 22 gennaio su Amazon Prime Video: Star Trek Lowers Decks. Dopo aver assistito a missioni diplomatiche, battaglie galattiche e aver conosciuto razze aliene con gli equipaggi di The Next Generation o Enterprise, abbiamo modo di scoprire altri lati della vita a bordo di un’astronave della Federazione, grazie a questa nuova serie animata ambientata a bordo della U.S.S. Cerrito.

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Non è la prima volta che la galassia di Star Trek viene raccontata tramite un cartoon, visto che anche Kirk e compagni erano stati protagonisti di un progetto simile, Star Trek: The Animated Series, che in due stagioni aveva portato la U.S.S. Enterprise alla scoperta dell’universo dopo la chiusura della serie classica e prima dell’inizio dell’avventura cinematografica della saga con Star Trek: The Motion Picture. Se negli anni ’70 il contesto narrativo era in linea con quanto visto nella serie, Star Trek Lower Decks sceglie un approccio totalmente diverso, affidandosi a una vena comica e irriverente che la rende una delle più intriganti produzioni recenti di Star Trek.

Star Trek Lower Decks: la dura vita del guardiamarina

Questa nuova modalità di raccontare Star Trek è figli dell’inventiva di Mike McMahan, nome legato ad altri progetti di animazione adulta, come Rick & Morty. Questa diversa prospettiva è la chiave vincente per Star Trek Lower Decks, che si discosta dal solco della tradizione seriale della saga non tanto per il passaggio dal live action all’animazione, quanto per il tono narrativo e i protagonisti dello show. Abituati da decenni a seguire le imprese dell’equipaggio di plancia, gli spettatori vedono nelle serie di Star Trek una natura seria, capace di affrontare tematiche importanti, con momenti di alleggerimento sporadici.

Che si tratti di Picard, Kirk o della Janeway, il sottotesto emotivo delle storie che li vedono protagonisti assieme ai loro equipaggi è marcatamente virato al dubbio etico, c’è poco spazio per ironia e divertimento, che sono spesso relegati a momenti miranti ad alleggerire un contesto narrativo che risulterebbe altrimenti eccessivo. Star Trek Lower Decks ribalta completamente questo concetto, sotto ogni aspetto.

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Se nelle altre serie di Star Trek i protagonisti sono posti, gerarchicamente e fisicamente, nel punto più altro della nave, ossia la plancia, in Star Trek Lower Decks il nostro punto di vista viene spinto all’esatto opposto: i ponti più bassi della nave (in inglese, lower decks). La serie di Amazon Prime Video si affida a un quartetto di guardiamarina che prendo servizio sulla U.S.S. Cerritos, nave della Flotta Stellare impegnata in missioni di secondo piano, come il ‘secondo contatto’ o il trasportare derrate alimentari e riparare strumentazione aliena.

Questo cambio di prospettiva consente di esplorare le dinamiche sociali che nelle precedenti serie di Star Trek erano state solo sfiorate, con figure come quella di Reginald Barclay. Raccontando le disavventure del quartetto di giovani ufficiali, invece, ci si può concentrare su una valorizzazione dell’aspetto umano di Star Trek che offre allo spettatore un modo nuovo di vivere la vita nella Flotta Stellare. Pur se declinato in tono vistosamente comico, presente in modo più contenuto nelle predecenti produzioni della saga, Star Trek Lower Decks riesce a valorizzare l’emotività e le difficoltà di quattro ragazzi che, dopo esser cresciuti con il sogno di indossare la divisa, si scontrano con la realtà del servizio su una nave spaziale. Passare dal sogno al concreto è un brusco risveglio, che mette il pignolo Brad Boimler duramente alla prova nella sua convinzione di essere un ufficiale ligio al regolamento, grazie al contrasto con la più dinamica e irriverente Beckett Mariner.

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Assieme ai due amici Sam Rutherford, ingegnere cyborg ossessivamente innamorato di circuiti e meccanismi, e dell’infermiera Diana Tendi, entusiasta guardiamarina assegnata alla divisione medica, Beckett e Boimler si troveranno a vivere situazioni che hanno un senso di familiarità per gli spettatori, che hanno ora l’occasione di scoprire anche una dimensione più umana dei protagonisti.

Star Trek Lower Decks, dove nessuna serie è mai giunta prima

Star Trek Lower Decks, come spesso accade per l’animazione seriale ultimamente, si rivolge a un pubblico adulto, in cui certe dinamiche comiche nascondo tematiche più adulte. I quattro protagonisti diventano nostri alter ego emotivi in cui possiamo rivedere alcune nostre difficoltà e ridendo delle loro disavventure abbiamo modo di sorridere anche noi di stessi. Una sensazione che può esser maggiormente apprezzato dai fan di Star Trek, che possono respirare pienamente le atmosfere trekkie.

Ogni aspetto di Star Trek Lower Decks è profondamente legato al mito di Star Trek. Sin dalla sigla possiamo ammirare i tipici font di Star Trek, dalla serie classica a The Next Generation, che arricchiscono una sigla che omaggia il tradizionale stile delle serie trekkie, ovviamente declinandolo in chiave comica. Questa sinergia tra rispetto della continuity e innovazione narrativa è il punto forte dei Star Trek Lower Decks, che trova una felice dinamica citazionistica della storia di Star Trek, in cui compaiono nomi noti ed eventi chiave della saga (da Gary Mitchell a Worf, dalla Battaglia di Wolf 359 al Primo Contatto), che vengono inseriti nella narrazione in modo credibile e non scontato.

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Un equilibrio delicato che viene rafforzato da un metalinguaggio narrativo spettacolare. Riferimenti a difetti delle precedenti serie (come le mosse di Kirk o la serietà di Picard), inside jokes e un intero episodio, Punto Critico, che omaggia la vita cinematografica di Star Trek, riproducendo delle scene cult dei film della saga (da L’Ira di Khan a Generazioni). Sono questi dettagli a rendere Star Trek Lower Decks un nuovo, appassionante capitolo della lunga vita di Star Trek, dimostrando come nuove, coraggiose declinazioni di veri cult del mondo dell’entertainment siano possibili senza tradire lo spirito originale dell’opera.

E con un finale di stagione così scoppiettante, capace di emozionare i fan di Star Trek con un’entrata in scena di un personaggio particolarmente amato (e che pare aver preso gusto a queste teatrali comparsate), come si può non volere subito una seconda stagione di Star Trek Lower Decks?

Potete vedere Star Trek Lower Decks sottoscrivendo un abbonamento a Amazon Prime Video