Cinema e Serie TV

Stargirl, la “stella cometa” del film originale Disney Plus

Il mondo è strano. Gira sempre su se stesso e attorno al sole contemporaneamente, ogni istante, riesce a compiere due moti uguali e diversi allo stesso tempo. Se è strano il nostro pianeta, difficile che non lo siano anche i suoi abitanti, che vivono nell’inconsapevole comodità della routine e nella bambagia dello stereotipo. Apriti cielo, allora, quando capita l’eccezione che davvero conferma la regola. E il cielo si è aperto davvero, donando una stella, più precisamente Stargirl, la protagonista che dà il titolo all’omonimo film originale Disney e disponibile sulla piattaforma Disney Plus. Se tra di voi si contano anche dei lettori del libro di Jerry Spinelli da cui è tratta la storia, saprete bene di cosa stiamo parlando. La regia di Julia Hart riesce a ricreare quell’atmosfera onirica e di palpabile inconsistenza dell’arcobaleno colorato e stridente della ragazza, in un mondo grigio e omologato.

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Dalle stelle alle stalle

Stargirl sa portare vita, colori, fa tutto quello che una persona “normale” non farebbe: si interessa di dettagli spesso sottovalutati, non considerati, tiene nota dei compleanni degli sconosciuti e fa loro regali, come l’annuale cravatta lasciata sull’uscio della casa di Leo Borlock, un ragazzo come tanti altri che si trasferisce a Mica con la madre dopo la perdita del padre. La sua vita è normale e monotona, non succede mai niente di niente. Ha la sua vita simile a quella di tanti altri ragazzi americani: scuola, amici, banda scolastica. C’est ça.

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Poi il colpo. Arriva un giorno Stargirl, all’anagrafe Susan Caraway, che dopo una vita di studi casalinghi riesce finalmente a frequentare una scuola vera, come una normale adolescente di sedici anni. Ma l’aggettivo “normale” non esiste nel vocabolario di Stargirl, nemmeno in quello che dobbiamo usare noi per descriverla. Eppure la sua straordinaria eccezionalità meriterebbe di essere la norma: è spontanea, vivace, cerca di fare del bene a chiunque la circondi e in maniera immotivata e disinteressata, senza fare distinzioni. Proprio questa sua caratteristica fallace non le consente di integrarsi con il resto della scuola, che a furor di popolo tanto la rende famosa e apprezzata da farla entrare nel gruppo delle cheerleaders, tanto la fa sprofondare nel baratro e additata per aver soccorso un giocatore della squadra avversaria di rugby durante una partita contro i Mud Frogs, la squadra di Mica.

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Piccola stella senza cielo

Una stella cometa, un battito di ciglia è la durata della sua fama, ma anche della sua permanenza in città, e quindi nella vita di Leo. Prima di questa rottura infatti tutto andava per il verso giusto: la squadra della scuola vince ogni partita, la quotidianità era improvvisamente diversa e sorridente. Un fatto che la madre del ragazzo non passava inosservata e sapeva percepire ogni alito di vento che faceva gonfiare le vele dell’adolescente. Non solo fra le mura scolastiche, ma anche e soprattutto al di fuori, il mondo è ai piedi di Leo e Stargirl: la scuola fa da trait d’union tra i due, ma anche Archie, il bizzarro uomo che vive nel deserto e che entrambi frequentano, il quale mantiene un segreto, una stanza la cui porta “si apre alla chiusura”, per dirla con Harry Potter.

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Proprio nel deserto lei ha dei segreti, vive ai margini della città con la madre, costumista nei teatri, e con il topo di nome Cannella. Stargirl è l’evento raro, il fenomeno che sa stupire e che tutti stavano aspettando, ma senza saperlo. Noi eravamo rane del fango, da sempre. Stavamo solo aspettando la pioggia. Ma i colori si spengono in fretta, annacquati proprio da una pioggia di critiche riversate sulla ragazza anche durante una puntata del programma scolastico Sedia Rovente, tenuto dal gruppo di amici di Leo e condotto dall’ambizioso e prepotente Kevin, non a caso campione di retorica e che ancora non riesce a digerire la sconfitta proprio contro Stargirl. Durante una puntata che vede la ragazza come ospite, vengono sciolti alcuni nodi cruciali del filo narrativo che, dopotutto, non è affatto contorto ai fini della comprensione di questo film, ma che non riveliamo per lasciarvi godere la sorpresa.

Il rumore dell’anticonformismo

Un punto di colore nella folla omologata, la singolarità di un pezzo di cielo caduto in terra, una moderna storia di Dante e Beatrice (che non ha prodotto alcuna commedia “divina”). Ci sarebbero tante metafore e perifrasi per cercare di definire Stargirl, ma come si può descrivere qualcosa che forse nemmeno esiste? Come polvere di stelle si è disciolta all’improvviso ed è volata via, pur lasciando la sua essenza aleggiare nelle aule della scuola a lungo. Esatto, tu non pensi. Di solito le persone lo fanno, ma tu non sei come gli altri. Questo è il vero punto: è la bellezza dell’ingenuità, dell’azione impulsiva ma benefica, senza porsi domande, senza ragionare. Stargirl pone la domanda su quale sia il confine tra fare del bene per gli altri e fare del bene agli altri per sé. Non vogliamo dare a intendere che la ragazza sia egoista e narcisista, la narrazione ci racconta ben altro; solo, lei è spontanea e fuori da ogni schema, e per questo motivo nessun ragionamento logico può ricondurre sui suoi binari una bizzarria come lei.

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Poco più di un’ora e mezza di film, leggero come il libro. Attenzione, interpretiamo correttamente il termine “leggero”: non significa “stupido”, “infantile”, “banale” o altro, ma come suggerisce il termine stesso, potremmo considerarlo proprio come “libero da ogni peso terreno e da ogni rigida regola che la società ci impone”, il riflesso cristallino di Stargirl, la ragazza arcobaleno che (ri)porta i colori nell’adolescenza grigia e difficile. Il film ripropone in parte i classici stilemi Disney di storie che abbiamo vissuto e rivissuto in tutte le sue produzioni: il bene che trionfa, l’amore puro, qualsiasi sentimento cattivo che viene allontanato.

Al netto del “cantato” di High School Musical, Camp Rock e altri lavori, Disney applica ancora una volta il suo modus operandi e porta alla luce del sole la semplice purezza dei sentimenti, senza dimenticare la difficile convivenza con una massa informe e anonima di studenti che sono incuranti dell’altro, non pongono attenzione dove invece Stargirl si cruccia e fa sentire la sua presenza. Non il film che passerà agli annali come capolavoro indimenticabile, non tecniche di montaggio particolari o battute indimenticabili, ma una ventata d’aria fresca che può farci riflettere e sorridere portando una piccola luce per nemmeno un paio d’ore.

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