Libri e Fumetti

Tex, 72 anni fa iniziava la sua inarrestabile cavalcata

Tex è sinonimo di fumetto in Italia, di quel fumetto che in maniera naturale è entrato nelle casa italiane senza soluzione di continuità per almeno 4 generazioni di lettori che idealmente si sono appassionati alle avventure del Ranger senza macchia e con lui al medium fumetto. Tex nacque dalla penna di Giovanni Luigi Bonelli e dalla matita di Aurelio Galleppini ed esordì in tutte le edicole italiane il 30 settembre del 1948 con il primo mitico e caratteristico albo a striscia intitolato “Il Totem Misterioso”.

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Tex – le origini e la storie editoriale

Tex nasce dalle ceneri di Occhio Cupo, personaggio a cui stavano lavorando Giovanni Luigi BonelliAurelio Galleppini. Si trattava di una classica storia di cappa e spada con un’ambientazione lontana dai canoni del western che, contrariamente alla lunga fase di gestazione degli autori, si rivelò un insuccesso. Parallelamente i due autori avevano lanciato Tex che, nelle loro intenzioni e senza troppe aspettative, avrebbe dovuto riprendere alcune caratteristiche di Occhio Cupo unita a quelle del Giustiziere del West (poi ribattezzato Giustiziere Mascherato, personaggio creato sempre da G.L. Bonelli nel 1947 e fortemente ispirato a Lone Ranger) cavalcando il trend di altri personaggi che popolavano le edicole italiane di quegli anni come Blek Macigno e Capitan Miki del trio di autori noto come EsseGesse, che stavano riscontrando un notevole riscontro di pubblico nonché commerciale.

Aurelio Galleppini, in arte Galep, si ispirò per le fattezze di Tex a sé stesso e all’attore Gary Cooper. A detta di Sergio Bonelli, figlio di G.L. Bonelli, i suoi tratti marcati e le mascelle squadrate ricorderebbe Charlton Heston, attore molto apprezzato dal padre.

Una piccola curiosità: il nome fu ispirato dall’insegna di un negozio milanese, “Tex Moda” mentre il cognome avrebbe dovuto essere “Killer”, ma fu stemperato in Willer su consiglio di Tea Bonelli poco prima di andare in stampa per evitare censure e cattiva pubblicità.

Il primo editore di Tex fu Edizioni Audace, divenute successivamente Edizioni Araldo, che propose la serie nel formato molto in voga all’epoca e caratteristico ovvero la striscia formato 16.5×8 cm (973 numeri divisi in 36 serie con periodicità settimanale dal 1948 al 1967). Le strisce vengono raccolte già a partire dal 1949 (sette albi tra il 1949 e il 1950, la seconda serie detta Serie Bianca tra il 1950 e il 1966 di 132 albi e la terza serie detta Serie Rossa di 194 albi dal 1956) ma è solo nel 1952 che vengono rimontate, 3 per pagina, in albi “verticali” denominata “Albi d’oro” a loro volta raccolti in albi più corposi la così detta prima serie “Gigante” (29 albi dal 1954 al 1957) ad oggi quelli più rari e ricercati fra i collezionisti.

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Il successo della collana “Gigante” porta l’editore a una seconda ristampa nello stesso formato che esordì nel 1958 ristampando integralmente gli episodi pubblicati nella collana a strisce (che continuerà la pubblicazione fino al 1967). Il successo fu senza precedenti tanto da dismettere il formato classico a strisce e iniziare a pubblicare storie inedite direttamente nel nuovo formato a partire da pagina 69 di Tex 96 – La Caccia (datato ottobre 1968). Questa seconda serie Gigante viene ribattezzata Collana Tex Gigante e, da Tex 162 – Il Ritorno Di Yama, assunse la denominazione definitiva di Tex.

I primi sono spillati da 160 pagine che scendono quasi subito a 128. Le dimensioni sono sin da subito 16×21 cm e con una foliazione che scende a 112 pagine si opta per la più resistente brossura: nasce il formato tipico di tutte le successive serie pubblicate dalla Sergio Bonelli Editore ovvero il formato “bonellide” con cui in gergo vengono definiti tutte le pubblicazioni simili.

Tex sin da subito gode di una ristampa che parte nel 1964 denominata Tex Tre Stelle. Nel 1985 esordisce TuttoTex mentre nel 1996 esordisce Tex Nuova Ristampa.

Oltre alle varie collane correlate (Speciale Tex, Maxi Tex, Almanacchi del West etc…) la serie ha goduto di varie collane collaterali da edicola, anche a colori, oltre che di varie riedizioni in vari formati in volumi da libreria economici e non.

Tex e il suo mondo

Tex Willer è un ranger del Texas pur non esibendo spesso la sua stelle d’argento sul petto. Svolge missioni su richiesta del Comando ma anche spontaneamente, inoltre è agente indiano presso la tribù dei Navajos di cui è capo. Dalla corporatura ben piazzata, con una età compresa fra i 40 e l 45 anni, è caratterizzato dal look che prevede Stetson, camicia quasi sempre gialla e pantaloni jeans, stivali e ovviamente l’immancabile cinturone con una Colt .45 Peacemaker. Solo quando si trova presso una riserva o in avventure che hanno per protagonisti i nativi americani indossa abiti differenti: casacca indiana (che riporta su lato anteriore l’immagine di un’aquila nera che richiamano il suo nome indiano Aquila della Notte), pantaloni a frange, mocassini indiani e una fascia Wampum alla testa decorata con simboli indiani che lo identifica come Sakem dei Navajo.

Nato nel 1838 a Rock Springs vicino le sorgenti del Nueces in Texas. Il padre ha un ranch dove il giovane Tex, durante un’esplorazione nella prateria in compagnia di Clarence Hutchenrider, Rod Vergil e Damned Dick, conosce il sakem dei Pawnee Lupo Grigio e sua figlia Tesah, eredi e custodi del sacro tesoro della tribù. L’onere di vegliare sul tesoro sarà poi ereditato da Tex stesso, che nasconderà i preziosi manufatti in una caverna a cui si può accedere solo nuotando sul fondo di un fiume.

Durante una scorribanda, il padre di Tex viene ucciso dai banditi capitanati da John Coffin e Tex giura di vendicarlo. Pur sapendo di andare contro la legge, sconfina in Messico e dopo una lunga caccia ottiene la sua vendetta. Il rapporto con il fratello Sam però è irrimediabilmente deteriorato e decide di lasciare il ranch di famiglia stabilendosi dai vicini Corlis presso i quali si guadagna il fedele cavallo Dinamite. In seguito viene a sapere che Sam, che ha acquistato un ranch più grande nei pressi di Culver City, è stato ucciso da un certo Tom Rebo per il possesso del ranch. Ancora una volta per vendicare una morte, Tex dà la caccia al bandito, che ha termine solo con la sua uccisione. Tex diviene dunque un ricercato, accusato di omicidio. In questi anni passati vivendo alla macchia e braccato dalla legge, Tex conosce Cochise, il capo degli Apaches Chiricahua, la cui nipote Nita salva dal terribile Verdugo (Comanchero, rapitore, trafficante e scalpatore di donne), e ne diviene fratello di sangue.

Dopo aver distrutto la banda chiamata Mano Rossa e aver vendicato la sua famiglia, incontra Jeff Weber, un agente del Servizio Segreto, che lo convince a mettersi al servizio della legge come ranger presentandolo al capo del West Department, il maggiore Herbert Marshall, e al futuro pard Kit Carson.

Successivamente Tex sposa Lilyth, figlia del Sakem dei Navajos Freccia Rossa, entrando a far parte della tribù con l’appellativo di Aquila della Notte, nome mutuato dal travestimento che usava. Dalla loro unione nascerà il suo unico figlio, Kit, che i Navajos chiamano Piccolo Falco. Lilyth morì prematuramente a causa di un’epidemia di vaiolo fatta scoppiare per vendetta da due loschi affaristi di Denver, Fred Brennan e Jim Teller, che Tex aveva fatto arrestare, distruggendo la loro organizzazione che smerciava armi ai nativi americani allo scopo di provocare una guerra. Alla morte di Freccia Rossa, Tex ereditò il comando del popolo Navajo. Tale carica gli impone anche di sorvegliare il tesoro dei monti Navajos, ossia i ricchissimi giacimenti auriferi.

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Tex partecipò in gioventù, in qualità di esploratore, alla guerra che contrappose l’Unione agli Stati Confederati d’America; malgrado le origini texane e quindi la provenienza da uno Stato Confederato, sia Tex che il suo amico “Damned” Dick Drayton decisero di schierarsi a favore dell’Unione.

Tex ha partecipato, fra il 1860 e il 1864, alla Guerra di Secessione. Pur essendo texano però decise di schierarsi con l’Unione salvo abbandonare, dopo la Battaglia di Shiloh, i campi di battaglia divenendo un sabotatore e un porta-ordini. Fu prigioniero dei Confederati nel campo di Anderville. Nel 1876 seguì, assieme a Kit Carson e su ordine del Generale Davis, la colonna militare guidata da George Custer attraverso le Black Hills. Sopravvissuto per miracolo alla battaglia del Little Bighorn, Tex è l’ultimo uomo bianco a vedere il celebre Generale vivo.

Essenziali nelle storie di Tex sono i suoi pards, i suoi soci.

  • Kit Carson: ranger di grande fama, brontolone e pessimista ha la reputazione di essere un donnaiolo. Fa da contraltare al carattere sicuro e ottimista dell’amico.
  • Kit Willer:  il figlio di Tex e della sua moglie indiana Lilyth. Segue il padre da quando ha 18 anni.
  • Tiger Jack: è un guerriero Navajo fratello di sangue di Tex. Ha iniziato a seguire il ranger nelle sue avventure dopo la scomparsa di Lilyth ed è diventato nel tempo un compagno insostituibile, specialmente nelle storie che hanno come protagonisti i nativi americani. La sua specialità sta nel trovare tracce e seguire piste, dove è insuperabile.

Altri importanti comprimari e alleati sono:

  • El Morisco: scienziato e curandero egiziano trapiantato nello Stato messicano del Chihuahua presso la città di Pilares, il cui vero nome è Ahmed Jamal.
  • Jim Brandon: colonnello della Mounted Police, Giubbe Rosse canadesi.
  • Montales: guerrigliero messicano e poi vicepresidente sotto il governo di Benito Juárez.

Fra gli antagonisti storici invece:

  • Mefisto (vero nome Steve Dickart): inizialmente è un criminale comune, assoldato come spia da una potenza straniera, che usa come copertura i suoi spettacoli, in cui si esibisce come mago illusionista. Successivamente acquisisce poteri paranormali.
  • Yama (vero nome Blacky Dickart): è il figlio di Mefisto ed eredita dal padre i poteri magici in cambio della promessa di vendicarne la morte, conseguendo però gli stessi risultati fallimentari.
  • Proteus (vero nome Perry Drayton): l’uomo dai cento volti, capace di camuffarsi e di assumere le sembianze di qualsiasi individuo, compreso Tex. È uno dei pochi avversari ancora in vita e che quindi potrebbe ritornare in futuro ad insidiare Tex e i suoi pards.
  • El Muerto: abilissimo pistolero dal volto sfigurato, pseudonimo di Paco Ordoñez.

Tex e l’impatto culturale

Tex è un personaggio entrato di diritto nell’immaginario collettivo e sociale del nostro paese e rimane a oggi il fumetto più venduto in Italia arrivando a vendere 700.000 copie mensili, mentre nel 2010 la tiratura superava le 200.000 copie. Pubblicato con successo in oltre 20 paesi, Tex è però pressoché inedito negli Stati Uniti dove è stato pubblicato solo L’Uomo di Atlanta, il Tex Special disegnato dal leggendario Joe Kubert.

Il personaggio ha ispirato qualsiasi tipo di merchandise ufficiale e non. È stato adattato in motion comic, radio drammi, romanzi oltre ad ispirare saggi e un adattamento cinematografico del 1985 con protagonista, nei panni del Ranger, Giuliano Gemma.

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Ma Tex è un personaggio che sotto molteplici punti di vista anticipò di molto i tempi. Precursore di un certo revisionismo storico, Tex è il primo personaggio dei fumetti ad offrire un punto di vista diverso sui nativi americani fino ad allora, e in tutta l’epopea western compresa quella cinematografica classica, dipinti sempre come selvaggi assetati di sangue. Di contro Tex è l’esempio più inossidabile dell’eroe senza macchia.

Tex è di fatto un eroe premoderno. Non sbaglia mai e mai può accadere che lo faccia, a me di casi realmente eccezionali e tutti legati a storie scritte dal suo creatore G.L. Bonelli. Tex capisce istantaneamente dov’è il bene e dov’è il male, con uno sguardo che lo pone ben al di sopra delle persone comuni, e quello che fa è “semplicemente” raddrizzare i torti anche se questo significa scontrarsi con la legge, con i pregiudizi della gente o più semplicemente con il pensiero comune.

G.L. Bonelli dirà a proposito di Tex che:

…quando vede un torto, il povero cristo che soffre ingiustamente, lui si ribella e prende le sue parti. Che poi sia negro, che sia bianco, che sia indiano, che sia un contadino, che sia una persona colta, non gliene frega niente.

In questo senso sono illuminanti due dichiarazioni dell’attuale curatore di Tex, Mauro Boselli.

Tex mette d’accordo tutti, sia i giustizialisti di destra che i pacifisti di sinistra. Vuol dire che la sua ricerca di giustizia e di pace è universale.

E ancora:

Tex non esita mai, questo è il problema. Lui AGISCE. La riflessione in lui è ultrarapida, prerazionale. Non può fermarsi quando qualcuno è in pericolo, anche se in quel momento Tex è disarmato, anche se è sotto tiro, Può sbagliare, ma mai da stupido o da meschino. E non può –quasi mai- sbagliarsi sulle persone. Lui SA chi è buono e chi cattivo e in quale percentuale.

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