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ADD: "WiMax, le luci e le ombre del bando di gara"

Il bando di gara WiMax non convince totalmente Anti Digital Divide che richiede maggior chiarezza.

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Avatar di Manolo De Agostini

a cura di Manolo De Agostini

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 15/10/2007 alle 06:59 - Aggiornato il 15/03/2015 alle 01:08
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Nei giorni scorsi il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha presentato il bando di gara per assegnare i diritti d'uso delle frequenze WiMax con banda 3.4-3.6 GHz. Anti Digital Divide (ADD) è entrato nel merito analizzando il bando nei minimi dettagli e avanzando dei dubbi su alcune decisioni. ADD si dice soddisfatta di due dei tre punti cardine:

1. Garanzie che il singolo aggiudicatario deve prestare. Ogni aggiudicatario deve garantire una significativa copertura territoriale ed un particolare impegno nelle aree a "digital divide". La copertura territoriale è calcolata con un meccanismo a punti previsto dal disciplinare di gara e risultante dall'installazione di impianti nei Comuni dell'area interessata.

2. I Comuni sono suddivisi in tre distinti elenchi. 30 dei 60 punti da raggiungere devono essere realizzati installando impianti nei Comuni a digital divide totale, raccolti in un apposito elenco allegato al Bando di Gara.

L'associazione invece, storce il naso sul terzo punto, con il quale si sancisce che "trascorsi i 30 mesi dal rilascio del relativo diritto d'uso, gli aggiudicatari che non utilizzino completamente le frequenze assegnate, sono tenuti a soddisfare richieste di soggetti terzi di accesso alle frequenze stesse, sulla base di negoziazione commerciale".

ADD vuole sapere se le garanzie dei primi due punti debbano intendersi "come obblighi e se le verifiche del rispetto di tale obblighi si avranno solo dopo 30 mesi".

"In questo caso la situazione sarebbe grave perchè permetterebbe di congelare la copertura di una zona per troppo tempo. Ci auguriamo che ci siano verifiche e obblighi intermedi".

L'associazione non è convinta nemmeno dei negoziati commerciali, che si dovrebbero avviare sulle frequenze non utilizzate dopo i primi 30 mesi.

"Nel caso queste ricalcassero quelle per le normali ADSL, potrebbero esserci tempi "biblici" per raggiungere degli accordi e rendere disponibili le frequenze, considerando i conflitti che potrebbero sorgere tra i vari operatori.ADD aveva richiesto che se proprio il sistema delle licenze non si poteva evitare, bisognava almeno adottare lo strumento del beauty contest, cioè non guardare solamente ai ricavi economici ma anche ai vantaggi per la concorrenza e gli utenti. Avevamo richiesto che ci fosse la maggiore frammentazione possibile delle licenze in modo da generare più concorrenza".

"Questo scarsissimo numero di licenze permetterà ai grandi operatori che già controllano il mercato delle TLC di monopolizzare anche il WiMax, con tutte le conseguenze negative del caso. Sarebbe stato necessario inserire almeno un'altra licenza regionale per operatori non UMTS per garantire un livello minimo accettabile di concorrenza".

La durata delle licenza - secondo ADD - sarebbe troppo lunga e non incentiverebbe gli operatori a sviluppare con celerità le infrastrutture. Un altro tema ignorato dal bando è "l'open spectrum, cioè la possibilità di poter destinare una parte delle frequenze necessarie alla tecnologia ad un uso libero. Questo è un aspetto molto grave, in quanto il tema free Wimax sta animando le discussioni di diversi esperti, dell'Unione Europea e di 120 mila utenti che hanno firmato la petizione per un WiMax libero e almeno un accenno da parte del ministero sarebbe d'uopo".

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