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Addio Mad Catz, dai mouse RAT alla bancarotta

Che Mad Catz Interactive fosse in crisi non era un mistero, complice anche la vendita del brand Saitek a Logitech. Adesso, purtroppo, siamo giunti all'epilogo. Il noto produttore di mouse e altre periferiche gaming ha annunciato la bancarotta, la cessione delle operazioni e le dimissioni del consiglio di amministrazione.

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L'azienda ha anche fatto sapere che tutte le sue altre sussidiarie "hanno depositato o depositeranno istanza di liquidazione nelle legislazioni dei loro paesi di origine". Gli asset saranno venduti per coprire i debiti e una volta concluso il processo di bancarotta, Mad Catz Interactive non esisterà più.

Negli Stati Uniti l'azienda ha richiesto il cosiddetto "chapter 7", una bancarotta che differisce dal "chapter 11" in un aspetto fondamentale: significa che Mad Catz non intende riorganizzarsi. L'addio era nell'aria, soprattutto dopo il 23 marzo, quando il New York Stock Exchange ha deciso di togliere l'azienda dal listino e sospendere le contrattazioni per il prezzo di scambio troppo basso.

“Purtroppo e malgrado la notevole quantità di tempo in cui l'azienda ha cercato attivamente alternative strategiche, incluse varie alternative per il finanziamento a breve termine come quello bancario e con capitali propri, oltre alla potenziale vendita di alcune attività o dell'azienda nella sua interezza, Mad Catz non è stata in grado di trovare una soluzione soddisfacente ai suoi problemi di liquidità", ha scritto Karen McGinnis, CEO di Mad Catz Interactive.

"Il consiglio di amministrazione e di gestione desidera riconoscere gli sforzi eccezionali dei dipendenti a sostegno dell'attività, in particolare durante il periodo in cui l'azienda ha affrontato difficoltà finanziarie. Mad Catz desidera inoltre ringraziare i venditori e i fornitori di servizi che ne hanno sostenuto gli sforzi in questo periodo", ha aggiunto McGinnis.

Gran parte dei problemi finanziari di Mad Catz sono in qualche modo legati alle vendite ridotte di Rock Band 4, del quale l'azienda aveva progettato e commercializzato gli strumenti di gioco. L'azienda aveva scommesso sul successo del titolo per trovare la necessaria stabilità finanziaria, ma ciò non avvenne e da quel momento è stata una continua discesa nel baratro, fino a questo amaro epilogo.