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Adobe mette fine a Shockwave, si chiude un’epoca del Web

Il 9 aprile Adobe metterà ufficialmente la parola fine all'ormai obsoleta piattaforma Shockwave, ormai sostituita da tecnologie più mature come HTML5 o WeGL.

C’è stato un tempo, piuttosto breve per fortuna, in cui gli sviluppatori Web si erano convinti che le pagine dovessero essere dinamiche e piene di (inutili) animazioni, transizioni ed effetti. Quell’epoca è già finita da un pezzo, prima con la morte di Flash e ora con quella di Adobe Shockwave, che sarà ufficialmente dismesso a partire dal prossimo 9 aprile.

Shockwave, inizialmente sviluppato da Macromedia, poi acquisita nel 2005 da Adobe, era una piattaforma utilizzata dai designer per realizzare appunto pagine web dinamiche, ma anche CD-ROM e web game. Come Flash però anche Shockwave era eccessivamente pesante, complicato e, sostanzialmente, inutile. Era il residuo di un’era in cui si immaginavano interfacce barocche e animate, forse influenzati da un immaginario cyber-punk precocemente invecchiato.

Il web fortunatamente si è poi evoluto in altre direzioni, sicuramente sempre di tipo visuale, ma più sobria e funzionale, grazie anche allo sviluppo di tecnologie come HTML5, Canvas e WebGL che, assieme alla scomparsa dei CD-ROM e alla produzione di web game non certo memorabili, ha fatto diventare rapidamente obsolete le due tecnologie di Adobe.

Il supporto a Shockwave Player su macOS è terminato già nel 2017, mentre su Windows finirà il prossimo mese. Adobe però ha fatto sapere che continuerà fino al 2022 per i clienti aziendali. Il Player, come sottolineato da Avast, era uno degli elementi meno aggiornati, e per questo potenzialmente più pericolosi, tra quelli presenti sui computer dei comuni utenti, costituendo una delle vie d’attacco più sfruttate da potenziali malintenzionati.