Il panorama delle console portatili da gaming si trova di fronte a una svolta potenzialmente problematica: AMD avrebbe infatti interrotto il supporto driver per il suo processore Ryzen Z1 Extreme, uno degli APU più diffusi nei dispositivi handheld di fascia alta lanciati negli ultimi anni. La notizia, ancora priva di una conferma ufficiale diretta da parte dell'azienda di Sunnyvale, emerge da diverse segnalazioni provenienti sia da utenti online che da rappresentanti di produttori hardware.
Tra i prodotti interessati da questa decisione figurano alcuni dei dispositivi più popolari del segmento gaming portatile su Windows 11: l'Asus ROG Ally originale e il suo successore ROG Ally X, oltre al Lenovo Legion Go e al recente Legion Go S nella configurazione equipaggiata con Z1 Extreme. Si tratterebbe di un ciclo di supporto eccezionalmente breve, considerando che il processore ha fatto il suo debutto commerciale appena due anni e mezzo fa, un periodo decisamente ridotto rispetto agli standard del settore dei semiconduttori per dispositivi consumer.
Particolarmente significative sono le dichiarazioni attribuite ai rappresentanti della community coreana di Lenovo, che avrebbero confermato l'assenza di piani futuri per il rilascio di nuovi driver destinati al Legion Go originale. Questa posizione ha alimentato un vivace dibattito nelle comunità tech online, dove gli utenti stanno valutando le implicazioni di questa scelta sia in termini di prestazioni che di sicurezza.
La situazione è ancor più assurda se si guarda al Lenovo Legion Go S, disponibile in due diverse configurazioni: il modello entry-level equipaggiato con l'AMD Ryzen Z2 Go continuerebbe a ricevere supporto, nonostante quest'APU sia basata su un'architettura più vecchia rispetto a Z1 Extreme (Zen 2 contro Zen 3). Una scelta che, se dovesse rivelarsi reale, solleverebbe ulteriori dubbi sulla logica dietro la decisione di AMD, visto che di norma sono i chip basati su architettura più moderna a godere di un supporto più lungo.
L'assenza di nuovi driver comporta conseguenze concrete per gli utenti: niente ottimizzazioni per i titoli di prossima uscita, nessuna correzione per eventuali bug scoperti successivamente, e potenziali problemi di compatibilità con futuri aggiornamenti di Windows 11. Per dispositivi posizionati nella fascia premium del mercato handheld si tratta di una prospettiva difficilmente digeribile per i consumatori.
È importante sottolineare che al momento manca una conferma ufficiale da parte di AMD, quindi non è detto che quanto emerso corrisponda alla realtà (o che AMD non cambi idea, visto il caos che potrebbe derivare da questa scelta). Certo è che se il supporto per Z1 Extreme dovesse davvero terminare, chi ha dato fiducia alla prima generazione di handheld Windows rimarrebbe praticamente fregato e dovrebbe riporre tutte le sue speranze in SteamOS, che oltre a essere finalmente installabile anche su queste handheld, offre perfino performance migliori rispetto a Windows.