AMD ha sorpreso il settore con un lancio fuori dai canonici ritmi dell'industria tecnologica: nelle ultime settimane dell'anno, quando solitamente i produttori chiudono i battenti per le festività, l'azienda di Sunnyvale ha inserito silenziosamente nelle proprie pagine prodotto una nuova variante della Radeon RX 9060 XT. Non si tratta di una rivoluzione architetturale, ma di una mossa strategica mirata a un segmento di mercato ben preciso: quello dei sistemi compatti e delle configurazioni a basso consumo energetico. La nuova Radeon RX 9060 XT LP si distingue dalla versione standard unicamente per un limite di potenza ridotto, passando dai consueti 160 W a soli 140 W.
L'assenza di qualsiasi comunicato ufficiale o evento di presentazione rende questo lancio particolarmente insolito. AMD ha semplicemente aggiunto la scheda al proprio catalogo online, come notato dal portale taiwanese BenchLife, senza fanfare né materiali promozionali. Il modello mantiene invariati i 16 GB di memoria VRAM e l'architettura RDNA 4, ma opera con un TDP inferiore, teoricamente ottimizzato per sistemi small form factor e configurazioni dove l'efficienza energetica rappresenta un vincolo progettuale prioritario.
L'applicazione più intrigante per questa GPU riguarda il mondo delle console da salotto fai-da-te, sulla scia dello Steam Deck di Valve. La console portatile di Valve utilizza un chip RDNA 3 con un limite di potenza compreso tra 110 e 140 W, esattamente il range in cui si posiziona la nuova RX 9060 XT LP. Per gli appassionati che desiderano costruire una propria "Steam Machine" casalinga, questa scheda rappresenta un'opzione tecnicamente superiore alla soluzione integrata di Valve, mantenendosi entro parametri termici compatibili con chassis compatti.
La scelta di mantenere 16 GB di memoria solleva tuttavia alcuni interrogativi tecnici ed economici. AMD dispone già di varianti della RX 9060 XT con 8 GB di VRAM, che consumano circa 10 W in meno rispetto alle controparti da 16 GB. Una versione LP con memoria dimezzata avrebbe potuto raggiungere un TDP di circa 130 W, rappresentando un vantaggio ancora più marcato rispetto alla RTX 5050 di NVIDIA e ottimizzando ulteriormente il profilo termico per chassis ultra-compatti.
Il contesto attuale del mercato delle memorie DRAM rende questa decisione ancora più curiosa. La crisi dell'approvvigionamento di chip di memoria sta aumentando i costi di produzione, e le schede grafiche small form factor rappresentano già un mercato di nicchia con volumi di vendita limitati. Ridurre la dotazione di memoria avrebbe potuto alleggerire i costi per i partner produttori che dovranno realizzare modelli personalizzati basati su questo chip, in un momento in cui ogni margine conta.
Dal punto di vista tecnico, rimane da chiarire se AMD abbia effettivamente modificato le curve tensione-frequenza del silicio o si sia limitata a imporre un vincolo software sul limite di potenza. In quest'ultimo caso, i produttori di schede video potrebbero tecnicamente ottenere lo stesso risultato impostando autonomamente il cap a 140 W sulle loro RX 9060 XT standard, rendendo la variante LP più un'indicazione di posizionamento che una reale innovazione ingegneristica.
Al momento del lancio, nessuno dei principali partner AMD come Sapphire, PowerColor o XFX ha annunciato modelli basati sulla RX 9060 XT LP. È probabile che, qualora vengano commercializzate, queste schede rimangano confinate a mercati specifici, probabilmente quelli asiatici dove i sistemi compatti godono di maggiore popolarità.