AMD si prepara a una svolta epocale nella gestione del microcodice delle proprie piattaforme: a partire dall'architettura Zen 6, il colosso di Sunnyvale abbandonerà il tradizionale framework AGESA per abbracciare openSIL, un'alternativa completamente open-source. Ma la notizia più interessante per gli smanettoni arriva da 3mbdeb, società polacca specializzata in consulenza open-source, che ha appena annunciato l'avvio del porting di openSIL su una scheda madre consumer basata su Zen 5. Un'anticipazione ghiotta per chi vuole toccare con mano il futuro dell'ecosistema AMD prima del debutto ufficiale.
La scheda scelta come banco di prova è la MSI B850-P Pro, una soluzione di fascia mainstream che diventa così il primo prodotto consumer a ospitare la nuova infrastruttura firmware. 3mbdeb tiene a precisare che si tratta di un "proof of concept" non destinato all'uso in produzione, ma per gli appassionati rappresenta comunque un'opportunità unica di sperimentare openSIL in abbinamento a Coreboot ben prima che AMD lo implementi ufficialmente nelle CPU di prossima generazione.
Il lavoro su questa scheda madre consumer trae vantaggio da sviluppi precedenti condotti sulla Gigabyte MZ33-AR1, una motherboard server progettata per ospitare i processori EPYC 9005 della famiglia Turin. AMD ha infatti pubblicato il codice di inizializzazione openSIL per i chip server Turin con largo anticipo rispetto alla documentazione equivalente per le CPU desktop Phoenix, creando di fatto una base di codice già matura su cui gli sviluppatori possono costruire.
L'adozione di openSIL da parte di AMD ha implicazioni profonde per l'intero ecosistema x86. Mentre AGESA è sempre stato un componente proprietario e opaco, il nuovo framework open-source promette maggiore trasparenza nell'inizializzazione hardware e potrebbe accelerare lo sviluppo di soluzioni firmware alternative come Coreboot, particolarmente apprezzate nella comunità degli utenti attenti alla sicurezza e al controllo totale del proprio hardware.
La scelta di una scheda B850 come primo obiettivo consumer non è casuale: il chipset di fascia media rappresenta il segmento più diffuso tra gli utenti desktop, rendendo potenzialmente più ampia la platea di smanettoni interessati a sperimentare. Per chi volesse cimentarsi, il progetto è già accessibile, sebbene con tutti i caveat del caso riguardo stabilità e completezza delle funzionalità.