AMD potrebbe aver scelto una strada controversa per il futuro delle sue GPU integrate: mantenere l'architettura RDNA 3.5 come standard per i processori portatili mainstream fino al 2029, riservando il salto a RDNA 5 esclusivamente ai modelli di fascia alta. La strategia, se confermata, segnerebbe un cambio di passo radicale rispetto alla tradizionale cadenza di aggiornamento delle iGPU, introducendo una segmentazione netta tra prodotti destinati ai volumi e soluzioni premium. La notizia emerge da una presunta roadmap circolata su piattaforme social cinesi e ripresa da noti leaker, ma va precisato che il documento non è ufficiale e presenta caratteristiche tipiche di contenuti generati tramite intelligenza artificiale.
Il cuore della questione riguarda il posizionamento strategico delle APU AMD nei prossimi anni. Secondo quanto trapelato, i chip monolitici destinati ai notebook sottili, leggeri e di fascia media continuerebbero a utilizzare RDNA 3.5 per l'intera seconda metà del decennio, affidando i miglioramenti prestazionali a frequenze di clock superiori, possibili incrementi nel numero di compute unit e ottimizzazioni derivanti dai progressi nei processi produttivi e nei sottosistemi di memoria. Le architetture di nuova generazione, invece, debutterebbero esclusivamente sui processori di classe "Halo", quelli che possono giustificare maggiore superficie di silicio, budget energetici più elevati e soluzioni di packaging avanzate, potenzialmente con tile GPU dedicati.
AMD is dividing their APU roadmap into:
— Kepler (@Kepler_L2) January 24, 2026
a) Products targeting lower end markets or markets that don't need good iGPU performance (i.e office laptops, and also laptops using high-end dGPUs). These will continue to use RDNA 3.5 until 2029.
b) "Premium" iGPU products with RDNA5. https://t.co/dfPw4G2Ee9
Per il consumatore medio, questa scelta si tradurrebbe in un'evoluzione graduale piuttosto che in salti generazionali evidenti. I guadagni prestazionali arriverebbero attraverso scaling e tuning, approcci che possono certamente migliorare le performance ma raramente ridefiniscono set di funzionalità e profili di utilizzo come farebbe una transizione architettonica completa. Il rischio per AMD è concreto: se i concorrenti continueranno ad aggiornare le loro iGPU con maggiore frequenza, potrebbe crearsi un divario nel segmento notebook mainstream a causa di un'errata percezione da parte dei consumatori, anche qualora le prestazioni reali rimanessero competitive grazie a efficienza e ottimizzazioni software.
La mossa non sarebbe del tutto sorprendente per chi ha seguito l'approccio recente di AMD nel mercato delle GPU discrete, dove l'azienda ha mostrato una certa cautela nel rollout delle nuove architetture. Applicare la stessa filosofia alle GPU integrate significherebbe però accettare un compromesso: stabilità e contenimento dei costi per i volumi elevati, innovazione concentrata dove i margini lo permettono. Una scelta che funziona finché le iGPU non diventano fattore d'acquisto determinante oltre ai segmenti già sensibili come i gaming handheld e i portatili di fascia alta.
La segmentazione tra mainstream e premium non è nuova nel settore dei semiconduttori, ma estenderla lungo un arco temporale così prolungato rappresenterebbe un precedente importante per il mercato delle APU. AMD dovrebbe bilanciare attentamente aspettative del mercato, pressione competitiva e necessità delle piattaforme OEM, che potrebbero richiedere aggiornamenti più frequenti per differenziare le proprie lineup. La percezione di "arretratezza tecnologica" può pesare sulle decisioni d'acquisto anche quando le prestazioni effettive rimangono adeguate per gli utilizzi tipici.
Al momento, trattandosi di indiscrezioni non verificate da fonti ufficiali, la prudenza è d'obbligo. La roadmap potrebbe rappresentare uno scenario esplorativo interno piuttosto che un piano definitivo, e AMD potrebbe modificare la strategia in base all'evoluzione del mercato nei prossimi trimestri. Tuttavia, il fatto stesso che simili voci circolino suggerisce che l'azienda stia valutando approcci alternativi alla tradizionale cadenza di aggiornamento, privilegiando razionalizzazione dei costi e focalizzazione delle risorse R&D sui segmenti a maggiore marginalità. La conferma o smentita ufficiale arriverà solo con gli annunci dei prossimi cicli di prodotto, quando AMD dovrà svelare concretamente quale ruolo giocheranno le diverse generazioni RDNA nel suo portafoglio mobile.