Il settore dei semiconduttori è stato scosso da dichiarazioni sorprendenti del presidente Donald Trump riguardo a presunte mosse strategiche di Apple nei confronti di Intel. Durante un'intervista lampo alla Joint Base Andrews, Trump ha lasciato intendere che Cupertino avrebbe seguito l'esempio di NVIDIA nell'investire nel produttore di chip in difficoltà, dopo che Washington stessa ha acquisito una partecipazione del 10% nella società. Le affermazioni hanno immediatamente innescato un acceso dibattito tra analisti e osservatori del mercato tech, considerando le implicazioni che un tale accordo avrebbe sull'intero ecosistema dei semiconduttori.
Le parole del Presidente sono arrivate in risposta a una domanda sull'andamento delle azioni Intel dopo l'intervento governativo. Trump ha confermato l'acquisizione della quota del 10% da parte degli Stati Uniti, sottolineando come Intel si fosse rivolta all'amministrazione per ricevere supporto. La parte più interessante della dichiarazione riguarda però quanto aggiunto successivamente: "Non appena siamo entrati noi, sono entrati Apple, NVIDIA e molte persone intelligenti — ci hanno seguito". Questa affermazione suggerirebbe un coinvolgimento diretto di Cupertino in una qualche forma di accordo con il gigante californiano dei processori.
Il contesto è quello di mesi di speculazioni su una possibile collaborazione tra Apple e Intel. Nel terzo trimestre del 2025, Intel aveva avviato contatti con diverse aziende tecnologiche per cercare investimenti strategici, in un momento particolarmente delicato per la società guidata da Pat Gelsinger. Gli indizi di un avvicinamento tra le due aziende non mancano: offerte di lavoro pubblicate sia da Apple che da Broadcom hanno rivelato la ricerca di esperti nella tecnologia di packaging EMIB di Intel, mentre fonti dell'industria hanno riferito che Apple avrebbe acquisito il design kit del processo produttivo Intel 18A per sviluppare i suoi chip di fascia entry-level della serie M.
Tuttavia, l'assenza di comunicazioni ufficiali sia da parte di Intel che di Apple solleva dubbi sulla natura esatta di questo presunto accordo. Dal punto di vista normativo, Intel sarebbe obbligata a notificare i propri azionisti nel caso di cessione di una quota significativa delle proprie azioni a un'altra società. Allo stesso modo, un cliente del calibro di Apple, con ordini stimati tra le 15 e le 20 milioni di unità, dovrebbe comparire nei documenti finanziari di Intel, che saranno resi pubblici nelle prossime settimane.
Gli analisti propongono diverse interpretazioni delle dichiarazioni presidenziali. La prima ipotesi è che Trump si riferisse effettivamente a un contratto di produzione: Apple potrebbe aver deciso di affidare a Intel la fabbricazione di alcuni dei suoi System-on-Chip utilizzando il nodo 18A o addirittura il futuro 14A. Questa mossa avrebbe un senso strategico, considerando gli sforzi di Apple per diversificare la propria catena di fornitura oltre TSMC e la necessità di Intel di attrarre clienti importanti per le sue fonderie di prossima generazione.
Una seconda teoria, forse più prosaica, suggerisce che il presidente potrebbe aver confuso Apple con SoftBank Group. La società giapponese aveva annunciato nell'agosto 2025 l'acquisto di azioni Intel per un valore di 2 miliardi di dollari, quasi in contemporanea con l'intervento del governo statunitense. Un errore di questo tipo non sarebbe del tutto improbabile, considerando la rapidità dell'intervista e la complessità delle operazioni finanziarie nel settore tech.
La questione assume particolare rilevanza nel contesto della strategia di Intel per rilanciare il proprio business delle fonderie. L'azienda ha investito massicciamente nei nodi produttivi avanzati, puntando sul processo Intel 18A come tecnologia competitiva rispetto ai 3 nanometri di TSMC e Samsung. Conquistare Apple come cliente rappresenterebbe una validazione fondamentale delle capacità produttive di Intel e potrebbe aprire le porte ad altri produttori di chip che cercano alternative al duopolio asiatico.
Al momento della pubblicazione, Apple non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali riguardo alle affermazioni di Trump. L'azienda di Cupertino mantiene tradizionalmente un riserbo estremo sulle proprie partnership tecnologiche fino a quando non sono pronte per essere annunciate pubblicamente. Intel, dal canto suo, non ha fornito chiarimenti sulla natura dei rapporti con il produttore di iPhone e Mac.