Il nuovo Apple Vision Pro con chip M5, disponibile da oggi nei negozi insieme alla rinnovata Dual Knit Band, porta con sé un cambiamento che va oltre le specifiche tecniche. Sulla confezione del visore aggiornato compare infatti una dicitura diversa rispetto alla versione originale: "Product of Vietnam", ovvero prodotto in Vietnam. Si tratta di una mossa che si inserisce in un contesto geopolitico complesso, dove Cupertino cerca di mantenere equilibri sempre più precari tra pressioni americane e interessi cinesi.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, mentre il primo Apple Vision Pro veniva assemblato in Cina, questa nuova iterazione rappresenta un ulteriore tassello nella strategia di diversificazione della catena di produzione che Apple sta portando avanti ormai da tempo. La scelta del Vietnam come base produttiva per il visore di fascia alta non è casuale, ma riflette le tensioni commerciali che si sono riaccese tra Pechino e Washington negli ultimi mesi.
Non tutti i componenti del Vision Pro seguono però la stessa strada. Chi ha acquistato separatamente la nuova fascia Dual Knit Band si è accorto che l'accessorio riporta ancora la dicitura "Made in China". La produzione del modello originale era affidata a Luxshare Precision Industry Co., azienda cinese che realizza anche alcuni modelli di AirPods per Apple.
Il momento del lancio non potrebbe essere più delicato per Tim Cook e la sua squadra. Da una parte l'amministrazione Trump spinge per una maggiore produzione sul suolo statunitense e una riduzione della dipendenza dai fornitori cinesi. Dall'altra, lo stesso Cook ha trascorso alcuni giorni in Cina recentemente, dove secondo fonti locali avrebbe assicurato ai funzionari governativi che Apple continuerà a investire nel Paese. Due impegni che, a prima vista, sembrano impossibili da conciliare.
La soluzione pratica che Apple ha adottato dall'inizio della guerra commerciale, alla fine di aprile, prevede uno sdoppiamento strategico: i dispositivi destinati al mercato statunitense vengono prodotti in Vietnam, India, Thailandia e Malesia, mentre la Cina mantiene il grosso della produzione per soddisfare la domanda globale. Una gestione geografica della manifattura che permette a Cupertino di rispondere a entrambe le pressioni senza rinunciare completamente a nessuno dei due mercati chiave.
Nel caso specifico del Vision Pro con chip M5, la decisione di spostare l'assemblaggio in Vietnam potrebbe essere stata facilitata da due fattori. Innanzitutto, i volumi di produzione del visore rimangono relativamente contenuti rispetto ad altri prodotti Apple. In secondo luogo, l'aggiornamento introduce modifiche hardware minori rispetto al modello originale, rendendo meno complessa la transizione produttiva verso nuove strutture manifatturiere.
Nonostante si tratti di un prodotto di nicchia, il significato simbolico di questa mossa non va sottovalutato. Apple sta dimostrando di poter spostare anche la produzione di dispositivi avanzati fuori dalla Cina, proprio mentre circolano indiscrezioni secondo cui l'azienda ha in programma di ampliare il proprio portafoglio di dispositivi indossabili e visori nei prossimi anni. La capacità di diversificare la manifattura di tecnologie così sofisticate rappresenta un test importante per la strategia a lungo termine di Cupertino.