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Apple Silicon, ecco i primi benchmark ufficiosi

Alcuni sviluppatori Mac hanno da poco ricevuto dei kit di transizione, anche detti DTK, con i quali cominciare a prendere confidenza visto il passaggio nel prossimo futuro dei prodotti Apple da CPU Intel a Apple Silicon (ARM): i primi benchmark ufficiosi sono già apparsi sul database di Geekbench.

L’utente Twitter Pierre Dandumont ha pubblicato un collegamento a una lunga lista di punteggi, tutti sostanzialmente in linea tra loro. Questi Mac Mini dispongono di un chip Apple A12Z Bionic e di una beta di macOS 11 Big Sur per gli sviluppatori. Sono stati testati su Geekbench 5 tramite Rosetta 2, il software integrato nella nuova versione di MacOS in grado di convertire il codice dedicato ai processori Intel x86 in ARM durante la fase di installazione dei vari applicativi.

I punteggi in single-core sono compresi tra i 700 e gli 800 punti, mentre quelli multi-core tra 2582 e 2962 punti. Va però sottolineato che i risultati su Geekbench 5 elencano un processore a 4 core, mentre Apple A12Z Bionic è dotato di quattro core ad alte prestazioni e quattro core a basso consumo per i calcoli meno impegnativi. Forse il software non ha rivelato tutti i core, o forse gli sviluppatori stavano testando solo quelli ad alte prestazioni.

A confronto, un MacBook Pro da 13 pollici con macOS 10.15 Catalina e equipaggiato con un processore mobile Ice Lake Intel Core i5-1038NG7 raggiunge circa 1200 punti in single-core e circa 4400 punti in multi-core. Un Mac mini di fine 2018, invece, raggiunge 1015 punti in single-core e 5275 punti in multicore. Comparativamente, i punteggi multi-core del DTK non sono male considerando il passaggio obbligato di ricompilazione tramite Rosetta 2.

Purtroppo, non è possibile effettuare un confronto alla pari con i dispositivi Windows come Surface Pro X (Amazon), perché Windows 10 su CPU ARM può emulare solo la versione a 32 bit di Geekbench. I suddetti test non sono sufficienti per avere un’idea delle prestazioni dei futuri Mac basati su Apple Silicon, senza contare che l’azienda potrebbe introdurre processori ben più prestanti.

Gli sviluppatori, che hanno preso parte ai test, hanno dovuto accettare specifici termini e condizioni d’uso, secondo le quali non avrebbero diffuso informazioni relative ai Developer Transition Kit né avrebbero permesso a soggetti terzi di testarli, salvo autorizzazione scritta del colosso di Cupertino.

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