Google sta introducendo una funzionalità che molti utenti attendevano da tempo: la possibilità di modificare il proprio indirizzo Gmail. Fino ad oggi, chi utilizzava un account con dominio "@gmail.com" era sostanzialmente vincolato alla scelta fatta al momento della registrazione, spesso risalente a molti anni fa. Mentre esisteva già da tempo la possibilità di cambiare l'indirizzo email associato ad un account Google generico, questa opzione era preclusa agli utilizzatori di Gmail vero e proprio. Con miliardi di utenti attivi sulla piattaforma, si tratta di una novità potenzialmente rivoluzionaria per l'ecosistema di Mountain View.
La scoperta è avvenuta in modo piuttosto insolito: la funzionalità è stata individuata inizialmente nella versione hindi della pagina di supporto di Google, dove compariva la dicitura che annunciava un rilascio graduale della nuova opzione. A fine dicembre, la stessa indicazione ha cominciato a diffondersi nelle traduzioni della pagina in tedesco, spagnolo, giapponese, francese e numerose altre lingue. Curiosamente, la versione inglese della pagina di supporto rimane ancora priva di questa informazione, mentre quella italiana non compare ancora a tutti, suggerendo un approccio di lancio decisamente poco ortodosso da parte del colosso tecnologico.
Nonostante l'assenza di un annuncio ufficiale, diverse segnalazioni confermano che la funzionalità è effettivamente operativa per alcuni utenti. Chi vuole verificare la disponibilità sul proprio account può accedere alla sezione di gestione delle impostazioni email nel proprio profilo Google. Se l'opzione è attiva, comparirà la possibilità di modificare l'indirizzo, mentre in caso contrario verrà visualizzato un messaggio che informa dell'impossibilità di cambiare questa impostazione per quell'account specifico.
Il processo di modifica si articola in pochi passaggi: dopo aver selezionato l'opzione "Cambia indirizzo email dell'account Google", l'utente viene guidato attraverso una schermata informativa che spiega le implicazioni del cambio per i vari servizi Google collegati. Il sistema conferma anche la possibilità di tornare al vecchio indirizzo in qualsiasi momento, offrendo una rete di sicurezza per chi teme ripensamenti. Successivamente, basta inserire il nuovo nome utente desiderato e confermare la modifica.
L'implementazione tecnica prevede un sistema di inoltro automatico dalla vecchia alla nuova casella, garantendo che nessuna comunicazione vada persa durante la transizione. Questa soluzione mantiene anche intatte tutte le credenziali di accesso e i dati dell'account esistente, eliminando di fatto le principali problematiche legate al cambio di indirizzo email. Tuttavia, proprio la funzionalità di inoltro ha suscitato perplessità in alcuni utenti: chi sperava di liberarsi definitivamente dello spam accumulato sul vecchio indirizzo potrebbe rimanere deluso, poiché le email indesiderate continuerebbero ad essere recapitate.
Le motivazioni per cui un utente potrebbe voler modificare il proprio indirizzo Gmail sono molteplici e spesso legate all'evoluzione personale e professionale. Account creati nell'adolescenza o nei primi anni 2000, quando Gmail era ancora in fase beta e richiedeva un invito, potrebbero contenere riferimenti ormai inappropriati o semplicemente imbarazzanti per il contesto professionale attuale. Altri utenti potrebbero aver cambiato nome anagrafico nel corso degli anni, oppure desiderare una maggiore coerenza tra i vari profili digitali utilizzati.
La funzionalità si inserisce in un contesto più ampio di miglioramenti che Google sta apportando ai propri servizi di posta elettronica. Recentemente l'azienda ha implementato anteprime di foto e allegati nelle notifiche di Gmail su Android, mentre continua a perfezionare l'integrazione con Gemini, il proprio modello di intelligenza artificiale. Sul fronte della privacy, Google ha dovuto respingere alcune segnalazioni secondo cui Gemini verrebbe addestrato sui contenuti delle caselle Gmail degli utenti.
Per gli utenti europei, questa novità assume particolare rilevanza anche alla luce delle normative GDPR e del crescente controllo sulla gestione dei dati personali. La possibilità di modificare il proprio identificativo digitale principale senza perdere anni di corrispondenza e configurazioni rappresenta un passo avanti significativo in termini di controllo dell'identità digitale. Resta da vedere se e quando Google ufficializzerà la funzionalità con un annuncio formale e se le tempistiche di distribuzione seguiranno il classico schema graduale per aree geografiche che caratterizza i rilasci del colosso di Mountain View.