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ChatGPT avrebbe rubato i dati personali di milioni di persone

OpenAI, il famoso laboratorio di ricerca sull'intelligenza artificiale, è stato colpito da un'azione legale collettiva negli USA.

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Avatar di Luca Zaninello

a cura di Luca Zaninello

Managing Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 30/06/2023 alle 14:30
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OpenAI, il famoso laboratorio di ricerca sull'intelligenza artificiale, è stato colpito da un'azione legale collettiva negli USA. La causa sostiene che OpenAI ha acquisito in modo non autorizzato i dati personali di milioni di persone per addestrare il suo popolare modello linguistico alla base di ChatGPT.

La causa dipinge un quadro scioccante di furto di dati e violazione della privacy che potrebbe avere conseguenze di vasta portata sia per OpenAI che per l'industria dell'IA in generale.

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La causa, depositata presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto settentrionale della California, accusa OpenAI di aver raccolto in modo surrettizio grandi quantità di dati personali per addestrare i suoi modelli linguistici. La denuncia sostiene che OpenAI non ha rispettato i protocolli stabiliti per l'acquisto e l'utilizzo di informazioni personali, ricorrendo invece a quello che definisce "furto" di dati privati. Gli avvocati coinvolti sostengono che le azioni di OpenAI rappresentano una violazione della fiducia e del diritto alla privacy.

Secondo la causa, i metodi di acquisizione dei dati di OpenAI comprendevano il crawling del web per raccogliere volumi sostanziali di dati, compresi quelli provenienti dalle piattaforme dei social media. WebText2, sempre di OpenAI, avrebbe raccolto dati significativi dai post di Reddit e dai siti web associati. La causa afferma che questa raccolta di dati comprendeva conversazioni private, informazioni mediche e persino dati sui bambini, comprendendo essenzialmente ogni informazione scambiata su Internet senza che i proprietari dei dati ne fossero a conoscenza o ne avessero il permesso.

OpenAI non ha ancora risposto alle richieste di commento sulla causa, lasciando molte domande senza risposta riguardo alle accuse. Anche l'approccio dell'azienda all'archiviazione dei dati è sotto esame: la causa sostiene che OpenAI archivia e divulga le informazioni private degli utenti, compresi i dettagli dell'account OpenAI, i log delle chat e le informazioni sui social media. La causa sostiene che anche gli utenti di applicazioni di terze parti che integrano ChatGPT, come Snapchat, Stripe, Spotify, Microsoft Teams e Slack, hanno avuto accesso ai loro dati senza consenso.

Al fine di proteggere gli interessi delle persone coinvolte e di promuovere maggiori misure di protezione dei dati, l'azione legale sta perseguendo un congelamento temporaneo dell'accesso commerciale e dello sviluppo dei prodotti di OpenAI. I querelanti chiedono che vengano rafforzati i regolamenti e le salvaguardie per consentire agli individui di rinunciare alla raccolta dei dati. Inoltre, la causa chiede un risarcimento finanziario per coloro i cui dati sono stati utilizzati per addestrare i modelli linguistici.

La causa coinvolge anche Microsoft, uno dei principali investitori di OpenAI, come imputato. Sebbene il gigante tecnologico non abbia rilasciato alcuna dichiarazione in risposta, il suo coinvolgimento solleva preoccupazioni circa le potenziali ramificazioni per entrambe le aziende.

Questa azione legale giunge in un momento in cui le tecnologie di intelligenza artificiale generativa, come ChatGPT, sono diventate sempre più popolari. Gli utenti hanno utilizzato questi strumenti per scopi personali, professionali e accademici. Tuttavia, con la continua crescita dell'accesso ai dati da parte dell'IA, si sono intensificate le preoccupazioni per la privacy e la sicurezza. L'Italia aveva persino imposto un divieto temporaneo su ChatGPT a causa di problemi di privacy, affermando che non esiste una base legale che giustifichi la raccolta e l'archiviazione di massa di dati personali per l'addestramento di algoritmi di IA. Altre aziende, tra cui Samsung, hanno messo in guardia i dipendenti dal condividere informazioni riservate con il chatbot.

Oltre alle preoccupazioni sulla privacy, i critici mettono in guardia dalle implicazioni più ampie dello sviluppo dell'IA. L'azione legale evidenzia il timore che l'IA possa sconvolgere i mercati del lavoro e facilitare la diffusione di informazioni false. Gli stessi creatori di OpenAI prevedono che l'IA potrebbe superare le competenze umane nella maggior parte dei settori entro il prossimo decennio, sollevando preoccupazioni sui rischi esistenziali associati alla tecnologia.

"Siamo di fronte al rischio imminente e irragionevole che il tessuto stesso della nostra società si sfaldi, per mano di società multimiliardarie guidate dal profitto", si legge nella causa. "Aziende potenti, armate di capacità tecnologiche ineguagliabili e altamente concentrate, hanno sconsideratamente corso a rilasciare la tecnologia dell'intelligenza artificiale senza tenere conto del rischio catastrofico per l'umanità in nome del 'progresso tecnologico'".

L'esito della battaglia legale potrebbe avere un impatto significativo sull'industria dell'IA e sul futuro della privacy dei dati. Le accuse contro OpenAI servono a ricordare che le considerazioni etiche e la gestione responsabile dei dati sono fondamentali per il progresso della tecnologia AI. È ancora da vedere se questa causa indurrà ad aumentare le normative e le tutele o se modificherà le pratiche delle aziende che si occupano di IA. Tuttavia, sottolinea l'importanza di mantenere un equilibrio tra il progresso tecnologico e la protezione dei diritti e della privacy degli individui in un mondo sempre più guidato dall'IA.

Fonte dell'articolo: www.businessinsider.com

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