La trasformazione di ChatGPT da semplice chatbot basato su intelligenza artificiale a piattaforma social completa sta accelerando con l'introduzione di funzionalità che ricordano da vicino quelle dei principali social network. OpenAI ha iniziato a testare un sistema di messaggistica diretta tra utenti, accompagnato da profili personalizzabili e username univoci, segnando un cambio di rotta significativo nella strategia dell'azienda. Questa evoluzione potrebbe ridefinire completamente il modo in cui concepiamo l'interazione con l'intelligenza artificiale, trasformandola da esperienza individuale a fenomeno sociale condiviso.
Dal chatbot alla community: la rivoluzione social di OpenAI
Il ricercatore di intelligenza artificiale Tibor ha scoperto nella versione beta 1.2025.273 dell'app Android di ChatGPT i primi riferimenti concreti a quello che internamente viene chiamato "Calpico" o "Calpico Rooms". Si tratta di un sistema di messaggistica diretta che permetterà agli utenti di comunicare tra loro, proprio come avviene su piattaforme consolidate come X (ex Twitter) o Instagram. La funzionalità introduce meccanismi familiari agli utenti italiani abituati a WhatsApp o Telegram: notifiche push per i messaggi ricevuti, avvisi quando qualcuno entra o esce da una conversazione, e la possibilità di ricevere comunicazioni sia da altri utenti che direttamente da ChatGPT.
L'implementazione dei profili utente rappresenta forse l'aspetto più rivoluzionario di questa trasformazione. Gli utenti potranno creare username personalizzati e caricare immagini del profilo, elementi che fino ad oggi erano completamente assenti dall'esperienza ChatGPT. Questa personalizzazione segna il passaggio da un'interazione anonima e funzionale a una dimensione più umana e sociale dell'intelligenza artificiale.
Sora 2 come laboratorio per il futuro social
Le prime tracce di questa evoluzione sociale erano già emerse con Sora 2, la piattaforma di OpenAI dedicata alla generazione di video tramite AI. Sora 2 presenta infatti un feed simile a quello dei social media, dove gli utenti possono scoprire e condividere contenuti video generati artificialmente. Inizialmente si pensava che queste funzionalità social rimanessero confinate al mondo dei video, ma l'integrazione in ChatGPT dimostra ambizioni molto più ampie da parte di OpenAI.
La strategia appare chiara: creare un ecosistema integrato dove diverse forme di intelligenza artificiale - dal testo ai video - coesistano all'interno di un ambiente sociale condiviso. Questa visione potrebbe posizionare OpenAI in diretta competizione non solo con altre piattaforme AI, ma anche con i tradizionali social network, offrendo un'esperienza dove l'intelligenza artificiale non è più solo uno strumento, ma diventa parte integrante delle interazioni sociali quotidiane.
Le implicazioni per il mercato italiano dell'AI
Per il pubblico italiano, abituato a piattaforme come Facebook, Instagram e TikTok, questa evoluzione potrebbe rappresentare un punto di svolta nell'adozione dell'intelligenza artificiale. La possibilità di condividere esperienze, scoperte e creazioni generate dall'AI all'interno di una community dedicata potrebbe accelerare la familiarità con queste tecnologie. La dimensione social potrebbe infatti abbattere le barriere psicologiche che ancora frenano molti utenti nell'approcciarsi all'intelligenza artificiale, rendendola più accessibile e meno intimidatoria attraverso la mediazione sociale.
Sebbene le funzionalità siano ancora in fase di test e non abbiano una data di rilascio ufficiale, i segnali indicano che OpenAI sta preparando una trasformazione radicale del proprio ecosistema. La sfida sarà mantenere l'efficacia e la qualità dell'intelligenza artificiale mentre si integrano dinamiche sociali complesse, evitando le problematiche che affliggono i social network tradizionali come disinformazione, polarizzazione e dipendenza digitale.