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Che cosa serve

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Che cosa serve

La modalità XP (XPM da ora) è disponibile con Windows 7 Professional, Enterprise e Ultimate, ma non con la versione Home. Questa è, soprattutto, una mossa commerciale, pensata per soddisfare l’utenza commerciale e professionale e allo stesso tempo spingere il consumatore privato verso piattaforme più avanzate e sicure.

Se avete installato una di queste versioni, potete scaricare la modalità XP da qui: si tratta, sostanzialmente, di un plug-in per la condivisione desktop che contiene una copia di Windows XP SP3, con una licenza speciale per l’utilizzo con Windows 7. Il risultato pratico, però, non è una finestra che contiene l’emulazione di XP, dentro alla quale far girare le applicazioni specifiche.  Potrete usare le applicazioni XP direttamente da Windows 7; l’aspetto del sistema ricorda quello di XP e l’impressione generale, usando le applicazioni, e di una sorta di mix. Quello che conta, tuttavia, è che le applicazioni funzionano alla perfezione.

Virtualizzazione
Virtualizzazione.

Per usare la XPM serve solo un processore, e tecnologia relativa, capace di supportare la virtualizzazione: ci vorranno quindi le tecnologie AMD-V o Intel VT-x. AMD integra AMD-V dai tempi dell’Athlon 64 e dell’Athlon 64 X2, mentre Intel ha introdotto la tecnologia VT-x con il Pentium 4, modelli 662 e 672. Bisogna però fare attenzione: ci sono molte CPU che non supportano la virtualizzazione, come per esempio tutti i Sempron e gran parte dei Celeron, e nessun Atom. Anche in questo caso si tratta più di scelte commerciali che di limiti tecnici, ma la sostanza non cambia: se volete usare la XPM, queste CPU non vanno bene. D’altra parte è anche vero che la XPM ridefinisce il "bisogno di virtualizzazione", che fino ad ora è stato piuttosto basso.

Mentre scriviamo non siamo a conoscenza di recensioni che abbiano messo alla prova la modalità XPM contro Windows XP installato direttamente sul computer, non virtualizzato. Di certo questi confronti appariranno presto, ma si può fare facilmente una previsione: i meccanismi della virtualizzazione, naturalmente, assorbono risorse, e le "traduzioni" per far funzionare un sistema virtualizzato presuppongono prestazioni ridotte. Il traduttore, nel nostro esempio, è l’hypervisor che proprio come un traduttore umano può essere più o meno veloce; le sue prestazioni dipendono dalla memoria disponibile e dalla potenza e caratteristiche della CPU. Il risultato finale, le prestazioni di un’applicazione, dipende però anche da altri elementi, come la connessione di rete o l’accelerazione grafica, che ad oggi non sono accelerate per la virtualizzazione. Per dirla con altre parole, aspettatevi una XPM eccellente se usate applicazioni 2D, ma non contateci se volete usare giochi 3D con Windows XP virtualizzato in Windows 7. La XPM, dopotutto, è stata introdotta come supporto ad alcuni problemi specifici, non come la panacea di tutti i mali.