Il mercato dei chip per intelligenza artificiale in Cina sta per vivere una svolta significativa. Secondo fonti vicine alla vicenda riportate da Bloomberg, Pechino si preparerebbe ad autorizzare l'importazione delle GPU NVIDIA H200 per le sue aziende tecnologiche, circa un mese dopo che il presidente Donald Trump ne ha approvato l'esportazione verso il rivale asiatico. Si tratta di un cambiamento rilevante in un contesto geopolitico dove le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno drasticamente ridisegnato gli equilibri del settore dei semiconduttori ad alte prestazioni.
L'approvazione di Pechino non sarà tuttavia incondizionata. Le indiscrezioni suggeriscono che le aziende cinesi dovranno acquistare un certo numero di chip prodotti internamente insieme alle GPU americane, in una strategia che mira a proteggere l'industria nazionale dei semiconduttori. Inoltre, settori strategici come le agenzie governative sensibili, le infrastrutture critiche, le imprese statali e l'ambito militare resteranno esclusi dall'utilizzo di questi chip di provenienza americana per ragioni di sicurezza nazionale.
Dal punto di vista tecnico, le NVIDIA H200 rappresentano una generazione precedente rispetto alle più recenti GPU Blackwell per AI, e con il sistema Vera Rubin NVL72 ora in produzione, il divario prestazionale è destinato ad ampliarsi. Nonostante questo, le H200 offrono prestazioni significativamente superiori rispetto alle H20, versione depotenziata che NVIDIA aveva sviluppato specificamente per aggirare le restrizioni imposte da Washington, e ai chip prodotti dai produttori cinesi domestici.
La domanda potenziale è impressionante. Colossi tecnologici come Alibaba e ByteDance starebbero pianificando ordini superiori alle 200.000 unità ciascuno una volta ottenuta l'autorizzazione definitiva da Pechino. Anche startup più piccole si preparano a piazzare ordini consistenti, poiché questi acceleratori sono fondamentali per addestrare i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) che permetterebbero loro di competere con ChatGPT di OpenAI e altri sistemi di intelligenza artificiale americani.
Per NVIDIA questa apertura rappresenta un'opportunità cruciale per recuperare terreno in un mercato dove la sua quota è precipitata praticamente a zero da un precedente 95% di dominanza raggiunto solo pochi anni fa. L'escalation delle tensioni commerciali sino-americane ha portato ad aprile 2025 al divieto completo di esportazione verso la Cina delle soluzioni più potenti di NVIDIA, incluse quelle progettate per conformarsi alle limitazioni precedenti come le H20 e le RTX 5090D destinate al mercato cinese.
La situazione pone Pechino di fronte a un dilemma strategico complesso: bilanciare le necessità immediate delle proprie aziende di intelligenza artificiale, che richiedono i chip più avanzati disponibili per restare competitive a livello globale, con l'obiettivo a lungo termine di sviluppare un'industria dei semiconduttori completamente autonoma e tecnologicamente all'avanguardia. Questa tensione tra pragmatismo commerciale e sovranità tecnologica definirà probabilmente le politiche industriali cinesi nel settore dei chip nei prossimi anni.