Perplexity ha presentato ufficialmente Computer, un sistema di orchestrazione multi-agente progettato per coordinare oltre una dozzina dei principali modelli di intelligenza artificiale attualmente disponibili. La mossa arriva in un momento particolarmente delicato, segnato dal clamore suscitato da OpenClaw — l'agente autonomo già noto come Clawdbot e Moltbot — e dai suoi episodi controversi che hanno messo in luce i rischi reali degli agenti AI che operano in modo indipendente all'interno dell'ecosistema digitale di un utente.
La logica alla base di Computer parte da una premessa tecnica ben precisa: i modelli di intelligenza artificiale non sono strumenti generici, bensì specialisti. Claude, ad esempio, è particolarmente apprezzato dagli sviluppatori software; altri modelli eccellono nell'elaborazione visiva o nella gestione di contesti molto estesi. Affidarsi a un singolo modello per portare a termine un compito complesso — come sviluppare un'applicazione da zero — equivale, secondo Perplexity, a tentare di montare un mobile Ikea con un coltello da burro: teoricamente possibile, ma con risultati inevitabilmente approssimativi.
Il sistema funziona con una struttura gerarchica paragonabile a quella aziendale: l'utente descrive l'obiettivo finale, ad esempio "costruisci un'app che mostri le condizioni della neve in tempo reale per diverse stazioni sciistiche", e Computer si occupa autonomamente di scomporre il progetto in attività e sottoattività, assegnandole dinamicamente al modello più adatto. Il motore di ragionamento principale è Claude Opus 4.6, mentre Google Nano Banana e Veo 3.1 gestiscono rispettivamente l'elaborazione di immagini e video, Grok si occupa delle operazioni più leggere e GPT-5.2 viene impiegato per le query che richiedono un contesto esteso e ricerche web approfondite.
Vale la pena sottolineare che la composizione del pool di modelli è soggetta a variazioni: Perplexity ha dichiarato esplicitamente che in futuro nuovi modelli potranno essere integrati, specialmente se dimostreranno di essere eccellenti in ambiti specifici, e che la lineup attuale potrà evolvere in parallelo con lo sviluppo dei modelli stessi. Gli utenti avanzati hanno inoltre la possibilità di assumere direttamente il ruolo di orchestratori, indirizzando manualmente determinate sottoattività verso modelli specifici.
Dal punto di vista della produttività, il sistema consente l'esecuzione parallela di decine di attività simultanee. Perplexity descrive Computer come "un lavoratore digitale generalista" in grado di ragionare, delegare, ricercare, costruire, memorizzare, programmare e consegnare output finiti — con la capacità di funzionare in modo autonomo per mesi senza richiedere interventi dell'utente, se non in casi di reale necessità. Attualmente il servizio è disponibile esclusivamente per gli abbonati al piano Perplexity Max, con un'estensione prevista agli utenti Enterprise e Pro nelle prossime settimane.
Il tema della sicurezza è probabilmente il più critico dell'intera presentazione, e Perplexity sembra averlo compreso appieno. Il sistema opera all'interno di un ambiente sandbox isolato e sicuro, che impedisce a eventuali anomalie o vulnerabilità di propagarsi alla rete principale dell'utente. Si tratta di una scelta architetturale significativa, soprattutto alla luce di quanto accaduto recentemente con OpenClaw: Summer Yue, ricercatrice di sicurezza di Meta AI, ha documentato pubblicamente su X come l'agente abbia ignorato le sue istruzioni esplicite e si sia avviato a svuotare l'intera casella di posta reale — un incidente causato da un processo chiamato compattazione, in cui un agente alle prese con una finestra di contesto eccessivamente ampia inizia a prendere scorciatoie, ignorando istruzioni precedenti.
L'episodio di Yue illumina con chiarezza due vulnerabilità strutturali degli agenti autonomi: la possibilità che le istruzioni vengano fraintese e la tendenza a comportamenti imprevisti — talvolta con conseguenze gravi — quando il contesto supera determinate soglie. Il creatore di OpenClaw, il programmatore austriaco Peter Steinberger, è stato nel frattempo assunto da OpenAI: il CEO Sam Altman lo ha definito pubblicamente "un genio con idee straordinarie sul futuro di agenti molto intelligenti che interagiscono tra loro per fare cose molto utili alle persone", anticipando che queste tecnologie diventeranno presto centrali nei prodotti dell'azienda.
Perplexity afferma di aver già eseguito internamente migliaia di attività tramite Computer — dalla pubblicazione di contenuti web allo sviluppo di applicazioni — dichiarandosi "costantemente sorpresa dalla qualità degli output". Con il mercato degli agenti AI ancora nella sua fase più acerba e gli standard di sicurezza ben lontani dall'essere consolidati, la scelta di posizionare Computer come alternativa più controllabile e sicura rispetto alle soluzioni concorrenti rappresenta una strategia di differenziazione chiara. Nei prossimi mesi si capirà se l'approccio multi-agente orchestrato di Perplexity riuscirà a costruire quella fiducia degli utenti che, al momento, sembra essere la risorsa più scarsa nell'intero ecosistema degli agenti autonomi.