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CPU al grafene? Secondo AMD il silicio vivrà per almeno altri 7-10 anni

Dimenticatevi le CPU al grafene, secondo Forrest Norrod di AMD il silicio avrà ancora vita moderatamente lunga: si parla di 7-10 anni, fino ai 3 nanometri.

Nelle scorse ore AMD ha indicato come lo stacking 3D, cioè impilare i chip uno sopra l’altro, rappresenti una strada quasi obbligata per aumentare le prestazioni e contenere i consumi. Le attuali soluzioni, compresa quella basata sui chiplet che l’azienda si appresta a introdurre con la prossima generazione di CPU, avrà il compito di traghettarla verso quel progetto, in un’epoca dove la Legge di Moore ha ormai mostrato il fianco.

Le architetture saranno quindi sempre più fondamentali con l’avanzare della miniaturizzazione, ma anche i materiali saranno cruciali. L’elettronica si fonda sul silicio, ma da tempo atenei tra i più importanti al mondo e aziende sperimentano nuovi materiali, dai nanotubi di carbonio al grafene.

Quest’ultimo è visto come il Santa Graal dell’elettronica, date le sue proprietà elettriche, meccaniche ed elastiche. Le ricerche per renderlo un materiale utile ai fini dei dispositivi elettronici come i processori proseguono, ma se pensate che da un giorno all’altro Intel o AMD presenteranno una CPU basata sul grafene, allora state sbagliando di grosso.

L’SVP e GM di AMD, Forrest Norrod, ha parlato della transizione dal silicio a nuovi materiali nel corso della Rice Oil and Gas HPC Conference di Houston, spiegando che per almeno 7-10 anni non ci saranno cambiamenti. “Penso che esista un percorso chiaro sull’uso del silicio tradizionale fino a circa 3 nanometri. Quindi un altro paio di processi produttivi, a cui arriveremo tra circa 5 o 6 anni”.

Dopodiché secondo Norrod tutto “sarà più confuso”, con in parallelo lo sviluppo dei processori quantistici, su cui però è molto più vago. “Il quantum computing maturerà tra 10 e 100 anni. Probabilmente non si tratterà di 10 anni, ma 20 o 30 anni“.

Lunga vita al silicio quindi, quel silicio che ci accompagnata da decenni e che per il momento sta ancora servendo molto bene l’industria. In termini di processi produttivi, alla stessa conferenza il vicepresidente e general manager del Data Center Group di Intel ha parlato brevemente dei 10 nanometri, il processo produttivo che da anni l’azienda insegue e che quest’anno inizierà a usare regolarmente.

“Sì, abbiamo avuto difficoltà a raggiungere i 10 nm”, ha affermato Damkroger, “sono il primo a riconoscerlo. È stato più difficile di quanto ci aspettassimo. La buona notizia è che abbiamo capito i problemi fondamentali e ora siamo anche più avanti di quanto ci aspettassimo. Questo è entusiasmante per noi perché saremo in grado di portare quei prodotti a 10 nm che stavamo aspettando prima sul mercato”.

Finora Intel aveva fissato l’arrivo dei processori a 10 nanometri Ice Lake nei portatili per il periodo natalizio, mentre nel 2020 ci sarà l’espansione in ambito server e forse in quello desktop. Ci aspetta un qualche annuncio anticipato? Per ora non ci sono informazioni ufficiali, ma le parole di Damkroger lasciano aperta una possibilità.