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CPU Zen 2 in "salsa cinese"? Il CEO di AMD lo esclude categoricamente

Il CEO di AMD ha assicurato che la joint venture cinese con THATIC non accederà all'architettura Zen 2. Non nasceranno quindi CPU AMD di nuova generazione modificate per il mercato locale.

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Avatar di Manolo De Agostini

a cura di Manolo De Agostini

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 05/06/2019 alle 07:26
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Il recente accordo con Samsung per quanto concerne le GPU degli smartphone ha riportato in auge uno dei punti fondamentali che hanno guidato l’azione di AMD da alcuni anni a questa parte: la concessione di alcune proprietà intellettuali in licenza per fare cassa, in modo del tutto slegato dall’andamento di Ryzen, EPYC o Radeon.

Alcuni di voi ricorderanno che qualche anno fa AMD aveva concesso in licenza l’architettura Zen in Cina, mediante una joint venture. Ebbene, il CEO Lisa Su ha confermato a Tom’s Hardware che l’azienda ha interrotto la concessione in licenza di nuove architetture per mezzo della joint venture.

amd-ceo-lisa-su-4023.jpg

Questo significa che i chip legati a tale allenza rimarranno confinati all’architettura Zen, alla base della prima generazione di Ryzen, e perciò non vi saranno soluzioni basate su Zen 2, il cuore dei Ryzen 3000 e degli EPYC di seconda generazione (Rome).

AMD creò la joint venture cinese nel 2016 insieme a Tianjin Haiguang Advanced Technology Investment Co. Ltd. (THATIC), il braccio d'investimenti della Chinese Academy of Sciences. L’intesa prevedeva lo sviluppo di CPU e SoC server per il mercato locale, per un incasso di 293 milioni di dollari in diverse tranche, più ulteriori royalty future.

In base a quell’accordo Hygon, un produttore di server cinese, ha dato vita a processori basati su architettura Zen (Dhyana), modificati per aderire alle richieste del governo cinese in merito alla crittografia dei dati. I Dhyana sono pressoché quindi un copia-incolla degli EPYC Naples, con alcune ottimizzazioni specifiche per il mercato cinese di cui però non si sa molto.

È evidente però che le tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti, culminate con la vicenda del ban a Huawei, hanno scombinato le carte della collaborazione, basata su una tecnologia importante e critica come il set di istruzioni x86 che rappresenta la spina dorsale del mondo dei microchip statunitense.

“Non stiamo discutendo alcun tipo di trasferimento tecnologico aggiuntivo”, ha affermato Lisa Su ai colleghi di Tom’s USA. “THATIC era una licenza tecnologica che interessava una singola generazione e non ci sono licenze aggiuntive”, ha ulteriormente ribadito il CEO.

Lisa Su non ha chiarito se la decisione di interrompere il trasferimento tecnologico sia legata alla guerra commerciale, ma rispondendo a una domanda differente ha spiegato che AMD, come azienda statunitense, è tenuta a rispettare le normative del paese.

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