Il mercato degli audio Bluetooth si arricchisce di un nuovo protagonista che porta con sé decenni di eredità nel mondo della musica: Fender Audio debutta con una proposta che strizza l'occhio sia agli audiofili che ai musicisti professionisti. Durante il CES 2026, il marchio americano ha presentato due linee di prodotti che puntano a distinguersi in un segmento affollato attraverso modularità estrema e funzionalità ibride raramente viste in dispositivi consumer. L'approccio è chiaro: non limitarsi a inseguire le specifiche tecniche della concorrenza, ma ripensare completamente l'esperienza d'uso integrando connettività XLR e componenti sostituibili.
Le cuffie Fender Mix, proposte a 299 dollari, rappresentano il cuore della strategia modulare del brand. L'architettura del dispositivo prevede la completa separabilità dei componenti: l'archetto si disconnette dai driver tramite connettori USB-C, mentre i padiglioni si rimuovono magneticamente rivelando due compartimenti dedicati rispettivamente a un dongle USB-C e alla batteria. Questa scelta progettuale non è puramente estetica, ma funzionale a due obiettivi precisi: estendere drasticamente l'autonomia e garantire audio lossless senza dipendere esclusivamente dal Bluetooth.
Sul fronte della connettività wireless, le Mix supportano i codec standard via Bluetooth, ma l'inclusione del dongle proprietario sblocca l'accesso ai protocolli LDHC e Fire codec, entrambi capaci di trasmettere audio a piena larghezza di banda senza compressione lossy. Si aggiunge il supporto ad Auracast, lo standard emergente per la condivisione audio multi-dispositivo che Android sta progressivamente integrando nell'ecosistema Pixel. Per i gamer, il dongle offre latenza ridotta rispetto alla connessione Bluetooth tradizionale, rendendo le cuffie utilizzabili anche in contesti dove il ritardo audio rappresenta un problema critico.
La gestione dell'alimentazione rappresenta uno degli aspetti più innovativi: sotto uno dei padiglioni magnetici si trova un vano batteria accessibile in pochi secondi, permettendo la sostituzione senza attrezzi. Fender Audio dichiara 100 ore di autonomia con cancellazione attiva disattivata e 52 ore con ANC attivo, cifre che posizionano le Mix ai vertici della categoria. L'approccio modulare elimina uno dei limiti più frustranti dell'elettronica consumer moderna: l'obsolescenza legata al degrado della batteria integrata.
Dal punto di vista sonoro, Fender ha optato per una firma acustica leggermente calda con enfasi controllata sui dettagli, evitando le esagerazioni tipiche dei profili "consumer" troppo bassi. Anche utilizzando il codec AAC via Bluetooth, la resa complessiva è risultata bilanciata, ma è con l'audio lossless tramite dongle che emerge il reale potenziale timbrico del driver. Ovviamente, non si tratta di una soluzione in grado di sostituire catene di riproduzione con DAC e amplificatori dedicati, ma il compromesso tra portabilità e qualità appare ben calibrato per l'uso mobile.
Sul versante degli speaker, Fender presenta Elie 06 ed Elie 12, due diffusori Bluetooth che integrano ingressi XLR con alimentazione phantom a 48V. La scelta di equipaggiare altoparlanti portatili con connettività professionale è insolita per il segmento consumer: entrambi i modelli possono funzionare come amplificatori per chitarra o preamplificatori per microfoni a condensatore, mixando il segnale con l'audio Bluetooth e offrendo un'uscita line per registrazione esterna. L'autonomia dichiarata è di 18 ore per l'Elie 06 e 15 ore per l'Elie 12, con ricarica via USB-C.
Dal punto di vista estetico, entrambi gli speaker incorporano un accento in legno d'acero sulla parte superiore, chiaro richiamo alle chitarre iconiche del marchio. Il design mescola linee moderne con dettagli vintage, disponibile in finiture nera e bianca. L'Elie 06 è uno speaker mono compatto con ingombro ridotto, ma Fender sfrutta i codec Bluetooth più recenti per consentire l'accoppiamento istantaneo di due unità in configurazione stereo tramite pressione singola di un pulsante. L'Elie 12, più voluminoso, offre maggiore pressione sonora mantenendo la stessa architettura di connettività.
La presenza di ingressi XLR su speaker Bluetooth rappresenta un ponte interessante tra mondo pro-audio e mercato consumer. Chitarristi e podcaster potrebbero trovare negli Elie una soluzione ibrida per sessioni di pratica, performance acustiche informali o registrazioni veloci senza necessità di portare amplificatori dedicati o interfacce audio separate. La funzione di mixaggio consente di sovrapporre backing track da smartphone e strumento in ingresso, con monitoraggio diretto e possibilità di catturare il mix finale tramite line out.
I prezzi posizionano tutta la gamma Fender Audio in una fascia medio-alta: 299 dollari per le cuffie Mix e l'Elie 06, 399 dollari per l'Elie 12. Il lancio è previsto per febbraio 2026, con disponibilità iniziale che tipicamente parte dal mercato nordamericano prima di estendersi a Europa e altri territori. Resta da verificare come il brand gestirà distribuzione e assistenza nei mercati europei, dove la garanzia biennale obbligatoria e le normative sui dispositivi elettronici richiedono strutture di supporto adeguate.
L'ingresso di Fender nel settore audio Bluetooth avviene in un momento di maturità tecnologica, dove i miglioramenti incrementali sui codec e l'autonomia stanno lasciando spazio a innovazioni nell'esperienza utente. La modularità delle Mix e l'ibridazione funzionale degli Elie suggeriscono che il brand punti a ritagliarsi uno spazio differenziato, sfruttando il patrimonio di credibilità nel mondo musicale per attrarre una nicchia disposta a pagare un premium per flessibilità e qualità costruttiva. Se la prima impressione sonora verrà confermata da test approfonditi, Fender Audio potrebbe effettivamente proporre un'alternativa valida in segmenti dominati da giganti come Sony, Bose e Sennheiser.