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Field Blur - Parte 2

Guida - la gestione dell'effetto sfuocato è una delle parti di Photoshop che hanno ricevuto maggiori novità nella versione CS6: vediamo perché e come usare al meglio i nuovi strumenti della Blur Gallery.

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Avatar di Tom's Hardware

a cura di Tom's Hardware

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 23/07/2012 alle 15:00 - Aggiornato il 14/09/2015 alle 15:55
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Field Blur - Parte 2

Lasciamo attiva la sfocatura che ha preimpostato Photoshop e consideriamola come la sfocatura media che apporremo all'immagine, per cui regoliamo la sua intensità sino a ottenere l'effetto sfuocato che secondo noi dovrà avere la maggior parte dello sfondo (come accennato, quella di default è piuttosto leggera). Poi interverremo più precisamente sullo sfondo, ora come prima cosa conviene partire dagli elementi dell'immagine che vogliamo certamente a fuoco.

Posizioniamo diversi nuovi punti di sfocatura sulle aree che devono essere a fuoco, impostando ovviamente il valore di sfocatura a zero. A seconda della forma del soggetto può essere necessario definire punti specifici per conservare il dettaglio ai bordi del soggetto, in tali casi è utile ingrandire l'immagine e concentrare l'attenzione sui punti critici (premiamo Ctrl + Spazio per attivare la lente d'ingrandimento e Alt + Spazio per rimpicciolire l'immagine, solo Spazio per attivare la "manina" di trascinamento).

Conviene ingrandire l'immagine per operare sui punti più critici

Quando siamo soddisfatti del risultato, dedichiamoci allo sfondo. L'unico punto di sfocatura centrale posizionato da Photoshop non è sufficiente, anche perché impostando i nostri punti di "non sfocatura" ne abbiamo modificato l'effetto complessivo. Distribuiamo quindi altri punti di sfocatura impostandoli ai valori che ci danno l'effetto cercato. A seconda dei casi può essere più efficace definire una sfocatura degradante, in cui la parte alta dell'immagine viene resa più indefinita rispetto alla parte bassa, oppure una sfocatura uniforme su tutta l'immagine.

Premendo M si può in qualsiasi momento visualizzare la maschera che stiamo definendo. Nel nostro caso la maschera mostra come abbiamo preferito rendere più "eterea" la parte alta dell'immagine rispetto a quella bassa e come le due sole aree a sfocatura zero siano appunto i due soggetti chiave.

La maschera complessiva che definiamo in Field Blur

In Field Blur, molto più che in Iris Blur, si va avanti per approssimazioni successive, posizionando nuovi punti di sfocatura, spostandoli e variando il loro valore di sfocatura sino a quando l'immagine non diventa quello che volevamo.

Tranne pochi casi - essenzialmente le foto con non più di due o tre soggetti e scattate all'aperto, con uno sfondo che dopo la sfocatura è diventato molto omogeneo - in Field Blur il bokeh non è indicato. Il rischio è quello che la luce generata dall'effetto "brilli" tra i soggetti che vogliamo esaltare e diventi più un elemento di disturbo che un mezzo per delinearne maggiormente i contorni. Comunque, come sempre è questione di gusti e sperimentare con il cursore dell'effetto non costa nulla.

L'immagine finale: qualche passo avanti l'abbiamo fatto

Alla fine delle nostre regolazioni premiamo OK per confermarle e lasciamo che Photoshop generi l'immagine finale. C'è ancora una volta l'opzione di salvare la maschera appena definita come canale: può essere utile, ma con Field Blur si arriva spesso a sfocature molto articolate che dopo la conversione in canale non generano selezioni efficaci.

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