Google ha deciso di aprire le porte alla personalizzazione avanzata per uno degli strumenti di intelligenza artificiale più discussi dell'ecosistema Foto: la funzione che trasforma immagini statiche in video animati ora accoglie i prompt testuali, permettendo agli utenti di descrivere con precisione il tipo di movimento, stile o effetto che desiderano applicare alle loro fotografie. Si tratta di un'evoluzione significativa per un'app che conta miliardi di utenti attivi e che sta progressivamente integrando capacità generative in ogni angolo della sua interfaccia, dalla modifica delle immagini alla ricerca semantica avanzata.
Fino ad oggi, chi voleva animare una foto statica attraverso l'intelligenza artificiale di Google Foto poteva scegliere solamente tra due modalità predefinite: "Movimento sottile" e "Mi sento fortunato", entrambe basate su algoritmi che decidevano autonomamente come interpretare l'immagine. La novità annunciata questa settimana introduce invece una terza via, quella dei prompt descrittivi personalizzati, avvicinando l'esperienza d'uso a quella già disponibile su Gemini, l'assistente AI multimodale di Big G, dove questa funzionalità era già accessibile da tempo.
L'implementazione presenta però alcune limitazioni geografiche e anagrafiche. I prompt testuali per la generazione video sono infatti riservati esclusivamente agli utenti maggiori di 18 anni, una restrizione più severa rispetto a quella applicata su Gemini, dove la soglia è fissata a 13 anni. La scelta di Google riflette evidentemente preoccupazioni legate ai possibili abusi di questa tecnologia: strumenti simili, come Grok di xAI, sono stati infatti sfruttati in passato per manipolare immagini in modi inappropriati, inclusa la creazione di contenuti sessualmente espliciti partendo da foto di persone reali e minori.
La piattaforma promette di facilitare l'utilizzo attraverso suggerimenti di prompt pre-compilati, utili soprattutto per chi si avvicina per la prima volta alla scrittura di istruzioni per modelli generativi. Una volta inserito il testo, sarà possibile modificarlo iterativamente per affinare il risultato finale, secondo un paradigma di interazione ormai consolidato nel campo dell'AI generativa. Google non ha specificato quali modelli di machine learning alimentino questa funzionalità, né ha fornito dettagli tecnici sulla capacità di interpretazione del linguaggio naturale o sui limiti di lunghezza dei prompt.
Parallelamente, l'aggiornamento introduce una novità sul fronte audio: ogni video creato attraverso lo strumento image-to-video includerà ora tracce sonore di default, eliminando la necessità di post-produzione per chi desidera condividere immediatamente i contenuti sui social network o tramite messaggistica. Una mossa che rispecchia la crescente competizione nel settore dei tool creativi automatizzati, dove la velocità di pubblicazione rappresenta un vantaggio competitivo.
L'azienda di Mountain View ha inoltre rinnovato l'integrazione tra Foto e Gmail, introducendo un nuovo selettore di contenuti multimediali che semplifica la condivisione via email. Il picker riprogettato consente di selezionare contemporaneamente più foto e video provenienti da album personali, collezioni tematiche e album condivisi, con funzionalità di ricerca per nome di file o raccolta. Un miglioramento apparentemente marginale che però accelera i flussi di lavoro per chi utilizza quotidianamente l'ecosistema Google per la gestione dei contenuti visivi.
Va sottolineato che le funzionalità generative di Google Foto non sono ancora disponibili uniformemente a livello globale: diverse regioni presentano limitazioni funzionali o blocchi completi dovuti a normative locali sulla privacy e sull'intelligenza artificiale. Gli utenti europei, in particolare, potrebbero trovarsi di fronte a restrizioni aggiuntive legate al Digital Services Act e al GDPR. Google rimanda alla propria pagina di supporto per verificare la disponibilità specifica nel proprio paese, una frammentazione che complica l'esperienza d'uso per un servizio che ambisce a essere universale.