La corsa all'intelligenza artificiale entra in una nuova fase con la distribuzione dei primi campioni della piattaforma Vera Rubin di NVIDIA, segnando l'avvio concreto di un ciclo tecnologico destinato a ridefinire l'infrastruttura dei centri di elaborazione dati di prossima generazione. L'annuncio è arrivato direttamente durante la conference call sui risultati finanziari dell'azienda, dove i vertici di NVIDIA hanno tracciato una roadmap precisa per il deployment su larga scala. La notizia assume un peso specifico considerando il contesto competitivo attuale, in cui AMD, Intel e i produttori di chip personalizzati come Google e Amazon stanno intensificando la pressione nel segmento dell'accelerazione AI per i datacenter.
A fare l'annuncio è stata Colette Kress, Chief Financial Officer di NVIDIA, che durante la chiamata con analisti e investitori ha dichiarato: "Abbiamo spedito i primi campioni di Vera Rubin ai clienti all'inizio di questa settimana e restiamo in linea con l'obiettivo di avviare le spedizioni di produzione nella seconda metà dell'anno." Una conferma di come il progetto stia procedendo secondo la tabella di marcia prevista, senza i ritardi che hanno caratterizzato alcune fasi del lancio della piattaforma precedente.
Sul fronte architetturale, Kress ha sottolineato un elemento distintivo della piattaforma Vera Rubin rispetto alla generazione Blackwell attualmente in produzione: il nuovo design a vassoio modulare privo di cavi, una scelta ingegneristica che punta a migliorare sia la resilienza operativa che la manutenibilità dei sistemi installati. Nei datacenter hyperscale, dove i tempi di inattività si traducono direttamente in perdite economiche significative, questa caratteristica strutturale potrebbe rappresentare un vantaggio concreto per gli operatori cloud.
La catena di adozione prevede che i partner e i clienti di NVIDIA qualifichino e validino internamente la nuova piattaforma prima di procedere con il deployment effettivo nelle proprie infrastrutture. Questo processo di certificazione è standard nel settore enterprise e dei datacenter, e spiega la finestra temporale indicata: seconda metà del 2026 o inizio 2027 per le installazioni operative su larga scala. Le prime spedizioni campione di questa settimana rappresentano quindi l'avvio formale di questa fase di qualifica.
Le ambizioni dichiarate da NVIDIA per Vera Rubin sono tutt'altro che modeste: secondo Kress, l'aspettativa è che ogni costruttore di modelli cloud adotti la piattaforma, un'affermazione che rispecchia la posizione dominante che NVIDIA ha consolidato nel mercato degli acceleratori AI con le generazioni H100 e successivamente Blackwell. La piattaforma Vera Rubin, che unifica in un unico sistema il processore Vera — basato su architettura ARM — con la GPU Rubin, rappresenta l'evoluzione naturale di questo ecosistema verso soluzioni sempre più integrate.
Per il mercato europeo, l'interesse si concentra soprattutto sulle tempistiche con cui i principali fornitori cloud — tra cui Microsoft Azure, Google Cloud e Amazon AWS — renderanno disponibili istanze basate su Vera Rubin per i propri clienti business e di ricerca. Con le normative europee sull'AI Act che entrano progressivamente in vigore, la disponibilità di infrastruttura computazionale avanzata sul territorio UE diventa un tema sempre più rilevante per aziende e istituzioni accademiche che sviluppano sistemi di intelligenza artificiale soggetti a requisiti di conformità specifici.
Guardando alla roadmap complessiva di NVIDIA, la fase attuale di distribuzione dei campioni di Vera Rubin si inserisce in un calendario di aggiornamenti generazionali sempre più serrato, con cicli che si accorciano progressivamente per rispondere alla domanda accelerata del mercato AI. Il completamento della fase di qualifica da parte dei principali operatori cloud nei prossimi mesi sarà l'indicatore chiave per valutare se la finestra di deployment prevista per fine 2026 verrà rispettata o se ci sarà uno slittamento verso i primi mesi del 2027.