HP al CES 2025 ha presentato l'affascinante EliteBoard G1a. Si tratta di una moderna versione del "computer completo integrato all'interno di una tastiera", un concetto che evoca immediatamente i fasti del Commodore 64 e che molti appassionati considerano ancora oggi affascinante.
Il dispositivo presentato da HP non è un semplice esperimento estetico ma una macchina funzionale destinata principalmente agli amministratori IT aziendali. L'EliteBoard può essere equipaggiato con processori Ryzen 5 o 7, GPU Radeon 800 integrate, fino a 64GB di RAM e 2TB di storage NVMe SSD. Tutto ciò che serve per ottenere una postazione di lavoro completa è aggiungere un monitor e un mouse esterno, eliminando l'ingombro dei tradizionali case da scrivania.
Le prove sul campo dei alla fiera con un prototipo hanno rivelato sia i punti di forza che le criticità del progetto. La configurazione iniziale si è rivelata problematica a causa della presenza di sole due porte USB-C sul retro del dispositivo, una per l'alimentazione e l'altra per il segnale video. Questa limitazione ha richiesto l'uso di hub aggiuntivi per poter utilizzare periferiche addizionali creando paradossalmente un groviglio di cavi che contraddice l'idea di semplicità alla base del concept.
Al netto di questa limitazione, però, l'esperienza d'uso ha tuttavia rivelato il vero potenziale del dispositivo. Le prestazioni si sono dimostrate paragonabili a quelle di un laptop entry-level, sufficienti per gestire simultaneamente diverse finestre del browser, modificare immagini e persino eseguire giochi leggeri. La qualità della digitazione, aspetto fondamentale per un dispositivo che è prima di tutto una tastiera, è risultata eccellente.
Il paragone con altri tentativi del passato è inevitabile. Intel aveva già sperimentato il concetto di PC ultra-compatto con il Compute Stick, che racchiudeva un computer funzionale in un formato ancora più ridotto. Quel prodotto però non riuscì mai a imporsi sul mercato. Anche gli UMPC degli anni 2000 e la tastiera Eee di ASUS rappresentarono momenti di creatività industriale che vennero spazzati via dall'ascesa di smartphone e tablet, dispositivi che si rivelarono più pratici integrando il computer direttamente dietro lo schermo.
HP posiziona l'EliteBoard come soluzione principalmente commerciale, un'alternativa leggera e trasportabile ai massicci desktop Dell che ancora oggi dominano gli uffici. Per chi ha lavorato nel settore IT, l'idea di distribuire tastiere invece di ingombranti tower ha un'attrattiva immediata in termini di logistica e spazio. L'azienda tuttavia sta monitorando attentamente le reazioni del mercato, lasciando aperta la possibilità di sviluppare versioni destinate al pubblico consumer.
La vera domanda è se esista ancora uno spazio per questo tipo di innovazione in un mercato ormai maturo. Il concetto di desktop PC tradizionale continua ad attrarre principalmente smanettoni e professionisti IT, una nicchia non necessariamente abbastanza ampia da giustificare investimenti massicci. L'EliteBoard rappresenta comunque un esperimento interessante che sfida le convenzioni, dimostrando che esistono ancora forme alternative di computing da esplorare oltre le formule consolidate che dominano il mercato da decenni.