Apple si prepara a introdurre una economica di MacBook, un modello base a basso costo alimentato dal chip A18 Pro, pensato per conquistare una fascia di mercato finora inesplorata dalla linea Mac. Le indiscrezioni delineano con una certa precisione il profilo tecnico di questo dispositivo, tra compromessi mirati e scelte di posizionamento che richiamano la filosofia già adottata da Apple con la linea iPad base. Trattandosi di una fonte non verificata, i dati vanno interpretati con la dovuta cautela, ma la coerenza interna delle informazioni le rende degne di attenzione.
Sul fronte delle specifiche, il nuovo MacBook monterà 8 GB di RAM unificata, e non è certo che esistano configurazioni superiori. Le opzioni di archiviazione sarebbero 256 GB e 512 GB, con un'eventuale variante da 128 GB riservata esclusivamente al mercato education, un segmento storicamente strategico per Apple. Le velocità di lettura e scrittura dell'SSD risulterebbero inferiori rispetto a quelle dei modelli MacBook Air e MacBook Pro, una scelta che impatterà soprattutto i flussi di lavoro che richiedono trasferimenti intensivi di dati.
Dal punto di vista dell'architettura, il cuore del dispositivo rimane l'A18 Pro, lo stesso SoC presente su iPhone 16 Pro: un chip a 3 nm con CPU a 6 core, GPU a 6 core e Neural Engine a 16 core capace di 35 TOPS. Portare questa potenza di calcolo in un MacBook entry-level suggerisce prestazioni CPU e AI ben superiori a qualsiasi Chromebook o PC Windows nella stessa fascia di prezzo, nonostante i compromessi.
Il display rappresenta uno dei punti in cui Apple avrebbe risparmiato maggiormente: il pannello non supporterebbe la tecnologia True Tone (che adatta il bilanciamento del bianco alle condizioni ambientali di luce) né la gamma cromatica P3. La luminosità massima si attesterebbe al di sotto dei 500 nit del MacBook Air, una limitazione che potrebbe rendere il dispositivo meno adatto all'uso in ambienti molto luminosi, o all'esterno.
Sul versante della connettività, il chip Wi-Fi e Bluetooth non sarebbe l'N1 sviluppato internamente da Apple, bensì una soluzione MediaTek, la stessa già impiegata nell'iPad base. Una scelta che riduce i costi di produzione ma introduce un componente di terze parti in una linea che Apple ha progressivamente verticalizzato. Sul fronte audio, il MacBook non supporterebbe le cuffie ad alta impedenza, limitando la compatibilità con apparecchiature audio professionali.
Tra i possibili compromessi più discussi dalla comunità tech spicca l'assenza della retroilluminazione della tastiera, una caratteristica che Apple ha già eliminato nelle tastiere Magic Keyboard abbinate agli iPad base. Se confermata, si tratterebbe di una rinuncia percepibile nell'uso quotidiano, specialmente in condizioni di scarsa illuminazione.
La fascia di prezzo indicata dalle ultime voci sarebbe quella tra 699 e 749 dollari, che posiziona il dispositivo in una fascia di mercato ricca di competizione e ben distanziato dal MacBook Air da 13 pollici, che parte da 1.099 dollari. Considerando lo sconto studenti di 100 dollari tradizionalmente applicato da Apple, e la possibile configurazione education da 128 GB, il prezzo d'ingresso per il mondo scolastico potrebbe scendere fino a circa 500 dollari, un territorio mai esplorato da un MacBook nella storia recente dell'azienda.
Apple dovrebbe svelare ufficialmente questo MacBook nel corso di un evento che si terrà il prossimo 4 marzo. L'interesse attorno al prodotto è comprensibile: se le indiscrezioni fossero confermate, si tratterebbe di un dispositivo in grado di ridefinire il concetto di computer economico, portando nell'entry-level un'architettura ARM matura e performante, pur sacrificando alcune caratteristiche display e audio che gli utenti più esigenti danno per scontate. L'evoluzione futura della linea dipenderà molto dall'accoglienza del mercato e dalla capacità di Apple di mantenere un ecosistema differenziato senza cannibalizzare le vendite dei modelli superiori.