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Intel alza le stime di fatturato anche se vende meno CPU desktop

Intel presenta una trimestrale piuttosto buona in un periodo di mercato difficile. L'azienda alza le stime del fatturato, vende gran parte del business dei modem ad Apple, ma comunque vede scendere le vendite di CPU desktop.

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Avatar di Manolo De Agostini

a cura di Manolo De Agostini

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 26/07/2019 alle 07:14
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Intel ha presentato i risultati finanziari del secondo trimestre fiscale 2019 in cui ha raggiunto un fatturato di 16,5 miliardi, in calo del 3% sullo scorso anno ma superiore alle previsioni di aprile di ben 900 milioni. L’utile operativo si è attestato a 4,6 miliardi (-12%), mentre l’utile netto ha raggiunto 4,2 miliardi (-17%).

Il secondo trimestre ha superato le nostre aspettative sia per fatturato che per gli utili, in quanto la crescita delle applicazioni guidate dai dati e dalla potenza di calcolo sta traghettando la domanda dei consumatori verso prodotti a più alte prestazioni tanto nel business dei PC quanto in quello data-centrico”, ha commentato Bob Swan, CEO di Intel.

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“In base alla nostra prestazione nel trimestre alziamo le stime per l’intero anno. Le ambizioni di Intel sono più grandi che mai, le nostre risorse non hanno rivali e la nostra trasformazione continua". Intel porta quindi le previsioni di fatturato a 69,5 miliardi dollari, un +500 milioni su quanto affermato ad aprile. Per il prossimo trimestre l’azienda si aspetta invece un fatturato vicino ai 18 miliardi.

Intel ha raggiunto l’1% di crescita a 8,8 miliardi di dollari per quanto riguarda la divisione dei PC, il Client Computing Group (CCG), mentre ha registrato un calo del 7% per quanto concerne il fatturato del Data Center Group (DCG).

Nel primo caso Intel afferma che il risultato è dovuto al “forte mix di prodotti Intel ad alte prestazioni, alla forza nel segmento commerciale e agli acquisti dei consumatori a fronte dell’impatto di possibili nuovi dazi”. L’azienda non ha commentato in merito alla pressione competitiva di AMD, ma nei dati trimestrali vediamo un calo del 4% per quanto riguarda i volumi di vendita nell’ambito desktop rispetto al primo trimestre, per un totale del -9% su base annua.

Intel ha attribuito il tutto al protrarsi della situazione di shortage produttivo di chip a 14 nanometri che “è durata più a lungo del previsto”. Di conseguenza Intel ha ridotto la produzione di CPU con core di piccole dimensioni - Atom, Pentium, ecc - concentrandosi sulle soluzioni a più alto margine, il che ha portato a un’erosione delle vendite nella fascia bassa.

Non rimane comunque che attendere la trimestrale di AMD per capire se l’azienda ha recuperato ulteriore mercato e dove, senza dimenticare che tale crescita sarebbe slegata dai Ryzen 3000, prodotti che fanno parte del terzo trimestre fiscale.

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L’azienda ha ribadito inoltre che i processori Intel Core di decima generazione, nome in codice Ice Lake (10 nanometri), sono attualmente in consegna e vedremo i notebook in volumi nei negozi per la stagione natalizia. Le rese stanno aumentando, ha sottolineato Intel, con un maggior numero di prodotti che esce dalle due fabbriche che attualmente realizzano chip a 10 nanometri.

Il passo indietro del Data Center Group (DCG) si deve invece al calo del fatturato legato al settore governativo del 31% (in Cina principalmente) e al -1% fatto registrare nel segmento cloud. Cresce invece del 3% la divisione communications service provider. Il CEO Swan ha affermato che la realizzazione dei processori datacenter a 10 nanometri Ice Lake dovrebbe iniziare nella prima metà del 2020, con una produzione in volumi prevista per la seconda metà dell’anno.

L’Internet of Things Group (IOTG) ha raggiunto un fatturato record, crescendo del 12% su base annua grazie alla maggiore domanda di soluzioni ad alte prestazioni. Mobileye, l’azienda israeliana acquisita da Intel e attiva nel mondo della sensoristica e delle auto autonome, ha raggiunto vendite per 201 milioni di dollari, un +16%.

Il business della memoria di Intel, il Non-Volatile Memory Solutions Group (NSG), ha invece ravvisato un calo del 13% sulla scia di prezzi al ribasso. Infine il Programmable Solutions Group (PSG) ha visto calare il fatturato del 5% su base annua.

Ovviamente più che questa trimestrale ha grande risalto mediatico l’accordo con Apple, secondo il quale la casa di Cupertino acquisisce “la maggioranza del business dei modem per smartphone di Intel”. L’obiettivo di Apple è chiaramente quello di accelerare sul 5G senza doversi rivolgere ad altri fornitori come Qualcomm. La transazione - che si chiuderà nel quarto trimestre - è valutata un miliardo e circa 2200 dipendenti di Intel si uniranno ad Apple, che ovviamente acquisirà anche proprietà intellettuali, macchinari e contratti di locazione.

Intel manterrà un’opzione per sviluppare modem per applicazioni differenti dagli smartphone, ovvero PC, dispositivi Internet of Things e veicoli autonomi. "Questo accordo ci consente di concentrarci sullo sviluppo della tecnologia per la rete 5G mantenendo la proprietà intellettuale e la tecnologia dei modem che il nostro team ha creato", ha dichiarato Bob Swan, CEO di Intel.

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