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Schede madre

Intel Virtual RAID On CPU (VROC), che cos’è?

Se per voi la velocità di caricamento o trasferimento non è mai abbastanza, con un processore Skylake-X potete creare un RAID 0 formato da 20 (!!!) SSD NVMe e volare fino a 128 GB/s!

Intel sta centellinando le informazioni che riguardano la piattaforma X299 per i nuovi processori Skylake-X e Kaby Lake-X. Tra le tante novità in arrivo c'è anche Virtual RAID On CPU (VROC) che permette di creare diverse configurazioni RAID usando fino a 20 SSD NVMe.

Facciamo un passo indietro per rendere più comprensibile a tutti di cosa stiamo parlando. RAID è l'acronimo di Redundant Array of Independent Disk e indica un insieme di configurazioni attraverso le quali un computer è in grado di usare dischi singoli come se fossero un solo grande disco (RAID 0 o striping) oppure di usare più dischi in cui sono contenuti gli stessi, identici dati (RAID 1 o mirroring) o, ancora, soluzioni in cui i dati sono ripartiti fra più dischi in modo che se uno o più di essi si guastasse gli altri possano sopperire (RAID 3, 4, 5, 6) oppure, infine, soluzioni miste (RAID 0+1 o 1+0, ecc.).

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Intel VROC, clicca per ingrandire – foto PC World

Gli SSD NVMe, le soluzioni più veloci disponibili sul mercato (gli Intel Optane sono sì più veloci, soprattutto in termini di IOPS, ma per ora li consideriamo dispositivi di caching più che SSD in senso stretto), permettono di arrivare a velocità di lettura e scrittura prossime a 3 GB/s e centinaia di migliaia di operazioni di input/output al secondo (IOPS).

Questo si ottiene grazie a chip di memoria e controller che sono in grado di arrivare vicini al limite teorico dell'interfaccia utilizzata, ovvero un collegamento PCIe 3.0 x4 capace di garantire una banda prossima a 4 GB/s.

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Intel VROC, clicca per ingrandire – foto PC World

La folle – e per questo anche fantastica – idea di Intel è stata quella di inventare una tecnologia che permettesse di creare un RAID usando fino a 20 SSD NVMe. Inoltre, grazie a BIOS e driver appositi, si potrà usare tale RAID come disco di sistema e, quindi, installarvi il sistema operativo.

Come tutti sappiamo, anche le schede madre di fascia più alta hanno al massimo due o tre slot M.2 quindi installarne 20 non sembrerebbe possibile a livello hardware. Tuttavia, Asus ha recentemente presentato la Hyper M.2 PCIe x16, una scheda con raffreddamento attivo su cui è possibile installare fino a quattro SSD NVMe ognuno dei quali ha dotato di quattro linee PCIe 3.0.

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Durante una presentazione al Computex Asus ha usato due di queste schede su cui ha installato un totale di otto SSD Intel 600P da 480 GB. Abilitando da BIOS la funzionalità VROC, il sistema ha creato un unico volume in RAID 0 da 3,6 TB che, messo alla prova con Crystal Disk Mark, ha sfiorato i 12 GB/s con letture sequenziali con una queue depth pari a 32 (mentre le scritture si sono "fermate" a 4,5 GB/s). Molto meno impressionanti sono i risultati con dati 4K ed una queue depth bassa: rispettivamente 28 e 73 MB/s in lettura e scrittura.

Secondo Intel, VROC potrebbe garantire velocità fino a 128 GB/s – ammesso e non concesso che siano necessarie a qualcuno. Ci sono comunque delle puntualizzazioni da fare.

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Prestazioni Intel VROC, clicca per ingrandire – foto PC World

La prima è anche quella meno importante: VROC funzionerà solamente con i processori Skylake-X (dal Core i7-7800X a Core i9-7980XE) mentre sarà precluso ai Kaby Lake-X (ovvero quelli di fascia più "bassa", i quad-core Core i5-7640X e Core i7-7740X).

La seconda criticità è che VROC funziona solamente con SSD NVMe prodotti da Intel mentre non potrete sfruttarlo con qualsiasi altro disco NVMe, nemmeno prodotti recenti e di fascia alta come i Samsung 960 Pro. Speriamo però che si tratti di un vincolo momentaneo.

Il terzo punto sono le configurazioni RAID possibili: di default VROC permetterà di creare solo RAID 0 mentre per sbloccare gli altri tipi di RAID è necessario abilitare la modalità "premium". Per farlo dovrete acquistare da Intel – al prezzo di 99 dollari – una sorta di chiave di attivazione da inserire in un apposito connettore sulla scheda madre. Considerando che si tratta di componenti di fascia alta destinati ad un pubblico che paga già un premium price e che un RAID 0 serve davvero a poco e a pochi, si tratta di un obolo è difficilmente giustificabile.

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La "chiave" per lo sblocco delle altre modalità RAID, clicca per ingrandire – foto PC World

Un ultimo dubbio riguarda la velocità massima dichiarata: per raggiungere 128 GB/s con 20 SSD NVMe, ognuno di essi dovrebbe essere in grado di garantire una banda di 6,4 GB/s che è circa il doppio di quanto riescono a raggiungere i SSD più performanti, Intel Optane inclusi.

Inoltre, gli SSD NVMe usano un massimo di quattro linee PCIe 3.0 ognuna delle quali mette a disposizione una banda di (quasi) 1 GB/s. Ne consegue che sarebbero necessarie 128 linee PCIe 3.0 per raggiungere i 128 GB/s oppure 64 linee PCIe 4.0 (lo standard esiste già anche se non è stato ancora adottato).

Insomma, non c'è motivo per dubitare che VROC possa arrivare a gestire banda di 128 GB/s, ma allo stato attuale 20 SSD NVMe possono arrivare al massimo teorico di circa 60 GB/s, ammesso e non concesso di riuscire a installarne 20 su una sola scheda madre.

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Tirando le somme, l'Intel Virtual RAID On CPU è una funzionalità potenzialmente interessante che permetterebbe di realizzare multiple configurazioni RAID dalle quali potrebbero trarre vantaggio alcuni professionisti. Pensiamo, ad esempio, ai creatori di contenuti o a chi lavora con video ad altissima risoluzione, figure che potrebbero essere disposte a spendere cifre importanti per acquistare 4 SSD NVMe da 1 TB per creare un RAID 0+1 o 1+0.

Tuttavia, tralasciando l'obolo decisamente fuori luogo e la limitazione alle sole CPU Skylake-X, l'obbligo attuale di usare solo SSD NVMe di Intel rappresenta il principale ostacolo alla diffusione di VROC nel breve periodo.


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