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SSD Caching: un approccio enterprise per aumentare le prestazioni

Anteprima - Scopriamo le funzionalità del nuovo chipset Intel Z68 Express.

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Avatar di Tom's Hardware

a cura di Tom's Hardware

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 26/04/2011 alle 10:00 - Aggiornato il 15/03/2015 alle 01:30
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SSD Caching: un approccio enterprise per aumentare le prestazioni

Lo scorso anno all'IDF abbiamo parlato con un'azienda chiamata GridIron Systems, che stava mostrando una soluzione chiamata TurboCharger, basata su moltissimi SSD per aiutare ad accelerare i database Oracle. La soluzione da 30 TB consisteva di otto dispositivi e 36 hard disk in un singolo cabinet, capaci di un throughput sostenuto pari a 12 GB/s e più di un milione di IOPS. Per raggiungere questi numeri in passato erano necessari 3000 hard disk short-stroked, quindi il passo avanti è notevole. Il risultato è possibile perché questa soluzione mette in cache i dati più usati per mantenerli più vicini alla memoria di sistema.

Potete applicare la stessa tecnologia ad ambienti meno orientati all'enterprise, anche se naturalmente la variazione di contesto la rende meno affascinante. Il caching è infatti particolarmente interessante in ambito business perché non richiede grandi modifiche all'infrastruttura.

Nel settore desktop, dove la maggior parte delle persone può decidere se installare un'applicazione sull'SSD o un hard disk a seconda delle prestazioni, l'importanza del caching è invece solo relativa. Intel ha deciso comunque di fornirlo con il chipset Z68 Express.

Cache: a che serve?

Abbiamo chiesto ad alcuni lettori che cosa preferissero tra l'accoppiata formata da SSD per l'avvio e un hard disk per l'archiviazione oppure un hard disk accelerato dall'SSD caching. Il voto unanime è stato in favore dell'SSD dedicato. Gli appassionati amano avere il controllo sulle operazioni del proprio PC, specialmente se ciò porta a ottenere prestazioni superiori, quindi queste risposte non ci hanno sorpreso per nulla.

Gli SSD usati come dischi di avvio possono però dare qualche grattacapo, legato al prezzo di questi prodotti. Per esempio, un Intel X25-M da 80 GB – il minimo da usare come disco primario - costa 185 euro, mentre per il modello da 160 GB ce ne vogliono 330. Se il vostro budget per l'archiviazione è di 200 euro, potete puntare su un Barracuda XT da 2 TB o un SSD da 80 GB SSD, non entrambi.

L'altra strada disponibile è quella di scegliere un Intel X25-V da 40 GB per 90 euro e un Barracuda da 1,5 TB per 70 euro. Non c'è modo però di usare un SSD da 40 GB come disco di avvio: Windows 7 sottrae 14 GB dei 37,1 GB accessibili all'utente. Dopo aver installato i driver e PCMark Vantage, lo spazio si è ridotto a 18,6 GB. Aggiungeteci Office e un gioco o qualunque altra combinazione di applicazioni che usate frequentemente e avrete occupato tutto lo spazio! Invece tutto ciò che avrete installato sull'hard disk sarà soggetto ai limiti dei supporti magnetici.

Il caching permette d'installare tutto su un disco da 1,5 TB e poi inserire nell'SSD i dati più letti per accelerare la lettura. Un disco da 40 GB è sufficiente per questa operazione. Questa tecnologia potrebbe essere d'aiuto ad appassionati dal budget limitato, che magari riescono a permettersi una configurazione simile.

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