Il mercato dei PC sta attraversando una fase di trasformazione radicale, dove la corsa all'intelligenza artificiale non passa più soltanto dai colossi del cloud o dai laboratori che sviluppano modelli linguistici di grandi dimensioni. Lenovo, leader mondiale per volumi di spedizione con decine di milioni di dispositivi venduti ogni anno, ha appena presentato al CES di Las Vegas la sua mossa più ambiziosa per portare l'AI direttamente nelle mani degli utenti finali. Durante un evento tenutosi martedì scorso presso The Sphere, il produttore cinese ha svelato Qira, un assistente AI progettato per funzionare in modo nativo su laptop Lenovo e smartphone Motorola, con l'obiettivo di creare un'esperienza integrata che accompagni l'utente lungo tutta la giornata.
L'architettura di Qira rappresenta una scelta tecnica deliberatamente modulare e agnostica. Invece di legarsi a un singolo fornitore di modelli, Lenovo ha costruito un sistema ibrido che combina modelli locali eseguiti direttamente sui dispositivi con infrastrutture cloud basate su Microsoft Azure e OpenAI. L'integrazione include anche il modello di diffusione di Stability AI e collegamenti con applicazioni specifiche come Notion e Perplexity. Jeff Snow, responsabile prodotti AI di Lenovo, ha spiegato che questa architettura risponde alla necessità di mantenere flessibilità in un settore che evolve troppo rapidamente per vincolarsi a una sola tecnologia.
La genesi del progetto risale a una riorganizzazione interna avvenuta meno di un anno fa. Lenovo ha estratto i team dedicati all'intelligenza artificiale dalle singole divisioni hardware - PC, tablet, smartphone - per centralizzarli in un nuovo gruppo focalizzato sul software e operante trasversalmente su tutta l'azienda. Per un colosso storicamente ottimizzato attorno a catene di fornitura e codici prodotto hardware, il cambiamento segnala una svolta strategica verso un approccio software-first che mette l'AI al centro dell'esperienza utente.
Snow ha raccontato di aver utilizzato il modello locale di Qira durante il suo volo verso Las Vegas per preparare interventi basati su note e documenti presenti sul suo PC, evidenziando la natura contestuale dell'assistente. A differenza dei chatbot tradizionali, Qira punta su continuità, contesto e capacità di agire direttamente sui dispositivi, tre aree che gli assistenti conversazionali generici faticano a coprire efficacemente. Questa direzione deriva direttamente dall'esperienza con Moto AI, l'assistente precedente integrato negli smartphone Motorola, che aveva registrato un tasso di adozione superiore al 50% ma una retention deludente, principalmente perché replicava funzionalità già disponibili altrove.
Sul fronte della privacy, Lenovo ha chiaramente tenuto conto della controversia che ha investito Microsoft Recall, la funzionalità di registrazione automatica dello schermo che ha scatenato pesanti critiche per le implicazioni sulla sorveglianza. Qira è stato progettato fin dall'inizio con memoria opt-in, indicatori persistenti e controlli utente espliciti. L'acquisizione del contesto è opzionale, le registrazioni sono visibili e nessun dato viene raccolto silenziosamente. Si tratta di un approccio che riflette una maggiore sensibilità normativa, particolarmente rilevante per il mercato europeo dove il GDPR impone standard stringenti sulla protezione dei dati.
Le pressioni economiche rappresentano però un elemento critico per la diffusione di tecnologie AI su larga scala. I prezzi della memoria RAM stanno crescendo per effetto della domanda trainata dall'intelligenza artificiale, e gli analisti prevedono che i costi dei PC seguiranno questa tendenza. Snow ha precisato che Qira non aumenta i requisiti di sistema base per i PC, ma le prestazioni ottimali si ottengono su macchine di fascia alta con maggiore dotazione di RAM. Il team sta lavorando per portare i modelli locali a funzionare con footprint ridotti, idealmente 16 GB di RAM, senza compromettere l'esperienza d'uso.
Dal punto di vista strategico, Qira serve a Lenovo sia come strumento di retention che come protezione contro la commoditizzazione dell'hardware. Nel breve termine, l'integrazione stretta tra laptop e telefoni mira a incentivare i clienti a rimanere all'interno dell'ecosistema Lenovo-Motorola, creando un effetto lock-in basato sulla continuità dell'esperienza AI piuttosto che su vincoli tecnici. Sul lungo periodo, Snow ha inquadrato l'assistente come un fattore differenziante fondamentale per un'epoca in cui le specifiche tecniche da sole non bastano più a distinguere i prodotti. Con margini sempre più compressi e cicli di aggiornamento hardware in rallentamento, la capacità di offrire esperienze software distintive diventa cruciale per mantenere la competitività.