Microsoft si prepara a svelare giovedì prossimo quello che definisce un annuncio importante per il futuro di Windows, lasciando intendere che potrebbe trattarsi di una rivoluzione nel modo in cui gli utenti interagiscono con i propri computer. Il messaggio criptico pubblicato sull'account Twitter ufficiale @Windows recita: "Le vostre mani stanno per prendersi una pausa. È tempo di far riposare quelle dita... qualcosa di grande sta arrivando giovedì". Al momento, l'azienda di Redmond non ha fornito ulteriori dettagli, alimentando speculazioni e attese nel mondo tech.
La direzione verso cui Microsoft sembra muoversi è tuttavia abbastanza chiara se si analizzano le recenti dichiarazioni dei suoi dirigenti. Pavan Davuluri, attuale responsabile della divisione Windows, ha affermato nelle scorse settimane che presto "sarà possibile parlare al proprio computer mentre si scrive, si disegna o si interagisce con un'altra persona". Secondo la sua visione, i computer dovranno essere in grado di comprendere semanticamente l'intenzione dell'utente quando questi cerca di interagire con il sistema.
Anche David Weston, Vice Presidente Aziendale per Enterprise & Security di Microsoft, ha espresso concetti simili, sostenendo che "il computer sarà in grado di vedere ciò che vediamo noi, sentire ciò che sentiamo, e potremo parlargli chiedendogli di fare cose molto più sofisticate". Questa convergenza di dichiarazioni suggerisce che l'azienda stia lavorando per introdurre il controllo vocale come metodo di input primario su Windows, affiancandolo ai tradizionali tastiera, mouse e touchscreen.
L'integrazione dell'intelligenza artificiale nel sistema operativo sembra essere il fulcro di questa evoluzione. Sebbene sia improbabile che giovedì venga presentato Windows 12, gli analisti ritengono che Microsoft potrebbe illustrare la propria visione strategica per i prossimi anni, con funzionalità di AI agenti e capacità di elaborazione del linguaggio naturale integrate direttamente in Windows 11 (acquistabile qui).
Resta però da verificare se gli utenti siano effettivamente interessati a utilizzare i propri computer principalmente attraverso comandi vocali. La storia recente di Microsoft insegna che non sempre le innovazioni nei metodi di input vengono accolte con entusiasmo: il tentativo di promuovere il controllo touch come modalità principale con Windows 8 si rivelò un fallimento clamoroso, costringendo l'azienda a un rapido dietrofront.
La questione solleva interrogativi interessanti sul futuro dell'interazione con i dispositivi digitali. In Italia, come nel resto del mondo, molti utenti potrebbero essere restii ad abbandonare metodi di input tradizionali con cui hanno acquisito familiarità nel corso di decenni. La privacy rappresenta un'altra preoccupazione significativa: l'idea di un computer che "vede ciò che vediamo" e "sente ciò che sentiamo" potrebbe generare resistenze comprensibili tra chi è sensibile alla protezione dei propri dati personali.
L'approccio di Microsoft sembra comunque puntare sulla complementarità piuttosto che sulla sostituzione: la voce non dovrebbe eliminare gli altri metodi di input, ma aggiungersi ad essi offrendo maggiore flessibilità. Questa strategia potrebbe rivelarsi più saggia del tentativo di imporre un'unica modalità di interazione, come avvenne con Windows 8.