Microsoft sta facendo un clamoroso passo indietro sulla sua aggressiva strategia di integrazione dell'intelligenza artificiale in Windows 11. Secondo fonti interne all'azienda di Redmond, il colosso tecnologico starebbe rivedendo radicalmente il posizionamento delle funzionalità Copilot nel sistema operativo, arrivando addirittura a valutare la rimozione di alcune implementazioni giudicate superflue o mal progettate. La mossa rappresenta un raro momento di autocritica per Microsoft, che negli ultimi dodici mesi ha bombardato gli utenti con pulsanti e integrazioni AI spesso accolte con freddezza, se non con aperta ostilità, dalla comunità tech.
Il cambio di rotta arriva dopo una serie di scivoloni che hanno minato la fiducia degli utenti più fedeli della piattaforma. Il caso più eclatante resta Windows Recall, la controversa funzionalità di tracciamento immediatamente travolta da critiche per le gravi lacune in termini di sicurezza e privacy. Il backlash fu talmente intenso da costringere Microsoft a posticipare il lancio di un anno intero per riprogettare l'intera architettura. Ora, secondo le fonti, Recall sarebbe nuovamente sotto esame: l'azienda riconoscerebbe internamente che l'implementazione attuale ha fallito, e starebbe esplorando un'evoluzione radicale del concetto, possibilmente abbandonando persino il nome Recall.
Le integrazioni Copilot in applicazioni storiche come Notepad e Paint sono finite nel mirino della revisione interna. Funzionalità AI in un editor di testo basilare come il Blocco Note hanno rappresentato per molti utenti l'emblema di una strategia senza direzione, un tentativo di forzare l'intelligenza artificiale in contesti dove non porta alcun valore aggiunto. Microsoft starebbe ora valutando non solo di rimuovere queste integrazioni, ma anche di eliminare completamente il branding Copilot da determinate aree del sistema operativo, optando per un'esperienza più discreta e contestualmente rilevante.
La pausa nello sviluppo di nuovi pulsanti Copilot nelle app di sistema non è necessariamente permanente, ma indica una maggiore cautela strategica. L'approccio precedente vedeva l'azienda disseminare l'interfaccia di Windows 11 con richiami all'assistente AI senza una chiara visione d'insieme, generando un'esperienza frammentata e spesso ridondante. Il nuovo corso promette maggiore deliberazione: ogni integrazione dovrà giustificare la propria esistenza con un valore concreto per l'utente finale.
Non tutte le iniziative AI sono però in discussione. Microsoft conferma che progetti infrastrutturali come Semantic Search, Agentic Workspace, Windows ML e le API Windows AI proseguiranno secondo i piani originali. Queste tecnologie "sotto il cofano" vengono considerate strategiche per posizionare Windows come piattaforma competitiva rispetto a macOS e alle distribuzioni Linux che stanno costruendo framework AI nativi. La distinzione è chiara: l'intelligenza artificiale come fondamento tecnologico rimane prioritaria, ma le manifestazioni superficiali e invasive nell'interfaccia utente vengono ridimensionate.
Questo ripensamento rientra in un più ampio sforzo di Microsoft per "riparare" Windows 11 nel corso del 2026. L'azienda starebbe accelerando per implementare cambiamenti significativi che dimostrino concretamente l'ascolto del feedback degli utenti. La comunità tech, particolarmente quella degli enthusiast e dei professionisti IT, ha espresso crescente frustrazione per quella che viene percepita come una progressiva "enshittification" del sistema operativo, un termine che descrive il deterioramento di una piattaforma attraverso l'aggiunta di funzionalità non richieste che servono più gli interessi aziendali che quelli degli utenti.