Windows 11 ha raggiunto un traguardo fondamentale, superando il miliardo di dispositivi attivi a livello globale. L'annuncio, arrivato direttamente dal CEO Satya Nadella durante la presentazione dei risultati trimestrali dell'azienda, rappresenta non solo un successo commerciale ma anche una vittoria strategica nel processo di transizione al nuovo sistema operativo. Ancora più rilevante è la velocità con cui questo risultato è stato ottenuto, superando le tempistiche del predecessore Windows 10 e ribaltando alcuni scetticismi sulla diffusione della piattaforma.
Il dato temporale è particolarmente eloquente per chi segue l'evoluzione dei sistemi operativi Microsoft: Windows 11 ha impiegato 1.576 giorni per raggiungere il miliardo di installazioni attive, contro i 1.706 giorni necessari a Windows 10. Una differenza di circa quattro mesi che acquisisce ulteriore significato se si considera che Windows 10 fu lanciato nel 2015 con l'obiettivo dichiarato ed esplicito di conquistare un miliardo di dispositivi nel minor tempo possibile, traguardo che l'azienda di Redmond mancò nei tempi inizialmente previsti.
Il successo di Windows 11 arriva in un contesto di mercato profondamente diverso rispetto al lancio del predecessore. La pandemia ha accelerato la digitalizzazione aziendale e domestica, incrementando la base installata di PC e dispositivi compatibili. Al contempo, Microsoft ha adottato una strategia più graduale nel rollout dell'aggiornamento, implementando controlli hardware più stringenti che inizialmente limitarono l'accesso al sistema operativo ai dispositivi dotati di TPM 2.0 e processori di generazioni recenti, suscitando non poche polemiche nella comunità tech.
Nonostante i requisiti hardware inizialmente controversi, che hanno escluso milioni di PC perfettamente funzionanti ma privi di chip TPM dedicato o con CPU non supportate, l'adozione è andata avanti a ritmo sostenuto. La strategia di Microsoft si è concentrata sul miglioramento dell'esperienza utente con un'interfaccia rinnovata, sull'integrazione nativa di funzionalità di sicurezza avanzate e sull'ottimizzazione per architetture ibride, elementi che hanno convinto gradualmente utenti consumer e aziende a effettuare il passaggio.
Mentre Chrome OS continua a guadagnare terreno nel settore education e macOS mantiene una base fedele nel segmento premium, Windows conserva il dominio assoluto nel computing professionale, nel gaming e nelle workstation. Il superamento del miliardo di installazioni conferma questa leadership, specialmente in un periodo in cui le distribuzioni Linux per desktop faticano a superare la soglia del 3-4% di quota di mercato globale.
Una crescita obbligata, tra critiche e problemi
Per quanto degno di nota, il risultato ottenuto da Windows 11 non indica un cambio di percezione da parte degli utenti. I requsiti minimi stringenti continuano a non piacere agli appassionati, così come la spinta sempre più evidente sull'intelligenza artificiale e su Copilot. Inoltre, c'è da dire che a dare una grossa mano alla crescita di Windows 11 è stata la fine del supporto di Windows 10, terminato lo scorso ottobre, che ha di fatto costretto moltissimi utenti (e aziende) ad acquistare nuovi PC con a bordo l'ultima versione del sistema operativo.
A supportare la percezione negativa di Windows 11 ci sono poi i molti problemi che si presentano ormai con ogni aggiornamento: nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato come, ad esempio, gli ultimi update creassero crash e blocchi nelle applicazioni, o rendessero impossibile spegnere il PC, facendolo invece riavviare. Si tratta di situazioni che molto spesso Microsoft risolve in fretta, ma che si ripetono ormai con costanza e che, di conseguenza, minano la fiducia degli utenti nel sistema operativo.